Studi sull'Antico Egitto

Il doppio Mandala dell’I Ching

@Umberto Capotummino

Nel Mandala Unificato dell’I Ching, la vitalità e l’intelligenza di un essere, espresse in un esagramma, possono venire dissociate dagli elementi costitutivi dati dai trigrammi, tramite i quali il Sè personale è manifestato.

Per attuare questa tecnica il Sè personale è svincolato dalla forma e dal numero dati nei trigrammi e, traslato in nuova forma e numero nelle basi delle matrici, assume in esse la potenza ordinatrice delle ipostasi primigenie.

A sinistra l’esagramma 1- Il Creativo.
A destra l’esagramma 52 – La Quiete.

-∞- complementari secondo Shao Yung:

1: Il tempo sorge nel suo Cielo.
52: Il tempo s’involve su sè, nel Seme.

Commento:
“Questa descrizione del Mandala Unificato dell’I Ching si addentra in un profondo quadro metafisico, che combina la natura dinamica degli esagrammi con le ipostasi primordiali, toccando il modo in cui identità personale e ordine cosmico si relazionano. Analizziamolo passo dopo passo per comprenderlo più a fondo. 

Vitalità e intelligenza negli esagrammi 
La vitalità e l’intelligenza di un essere, espresse in un esagramma, possono essere dissociate dai trigrammi. Ciò suggerisce che un esagramma è più della semplice somma dei suoi trigrammi (che rappresentano il cielo, la terra e le forze umane). Incapsula anche un ordine superiore o un’essenza vitale oltre gli elementi letterali di forma e numero. In questa interpretazione, gli esagrammi contengono forze intangibili, che sono astratte dal sé personale. Ciò potrebbe significare che il nostro “essere” (vitalità e intelligenza) esiste indipendentemente da come si manifesta nel mondo. 

Liberare il sé personale dai trigrammi 
L’idea di liberare il sé personale dalla forma e dal numero dei trigrammi suggerisce un piano di trascendenza, un’elevazione oltre le energie o gli elementi specifici del mondo naturale, come rappresentato dai trigrammi. Quando tradotto nelle basi delle matrici, il sé personale assume il “potere ordinatore delle ipostasi primordiali”, un termine che tradizionalmente si riferisce ai principi fondamentali o alle realtà sottostanti dell’esistenza. Ciò implica che, attraverso questa tecnica, il sé personale si allinea con forze primordiali più profonde che trascendono le dualità e le forme ordinarie, forse assumendo una qualità cosmica o archetipica. 

Esagramma 1: Il Creativo (Ch’ien/乾) 
Sul lato sinistro di questo sistema c’è l’Esagramma 1, Il Creativo, che è pura energia yang, che simboleggia la forza creativa dell’universo. Questo è il tempo che si evolve in se stesso [simbolo del Cielo], che rappresenta un movimento verso l’alto di energia creativa, crescita e potenziale. Nella cosmologia di Shao Yung, questo suggerisce una forza espansiva, dove il tempo è una progressione attiva e sempre in avanti. Si tratta di avviare cicli, essere in armonia con il movimento primordiale della creazione e coinvolgere il mondo con forza e intenzione. 

Esagramma 52: Il Monte – Mantenere l’immobilità (Kên/艮) 
A destra c’è l’Esagramma 52, Mantenere l’immobilità, che è associato alla quiete, alla contemplazione e al radicamento. Questo è il tempo che si gira su se stesso, nel Seme. Suggerisce un movimento interiore, dove il tempo diventa ciclico e autosufficiente. In questa forma, il tempo non è lineare ma auto-riflessivo, come un seme che contiene tutto il potenziale nella sua quiete.
Questa è la forza di contrazione e riflessione interiore che bilancia l’espansione creativa dell’Esagramma 1.

-∞- Complementarità e filosofia di Shao Yung
La complementarietà di questi due esagrammi (1 e 52) secondo Shao Yung (un filosofo neo-confuciano) rappresenta un equilibrio dinamico tra espansione (creazione) e contrazione (immobilità). In questo senso, formano un ciclo cosmico: la creazione si muove verso l’esterno, mentre l’immobilità si rivolge verso l’interno. Il simbolo -∞- può essere un modo di rappresentare visivamente questo ciclo eterno, come un simbolo di infinito, dove creazione e immobilità non sono opposti ma parte dello stesso processo. Il tempo, secondo questa visione, sorge in Cielo (con la forza creativa) e poi si rivolge verso l’interno su se stesso, formando il seme di un nuovo potenziale, mantenendo l’immobilità.

Conclusione 
Questa idea di un mandala unificato dell’I Ching, riflette l’interazione tra forze attive e passive, tra tempo ed eternità, tra creazione e riposo. Le ipostasi primordiali rappresentano forze archetipiche universali, come la creazione e l’immobilità, a cui il sé personale può sintonizzarsi quando è liberato dalla sua forma particolare (i trigrammi). Nasce una profonda riflessione sui cicli cosmici, dove la vitalità e l’intelligenza individuali sono parte di una danza continua tra creazione esteriore e riflessione interiore. E’ affascinante l’embrione, rappresentato dalle matrici numeriche, che allude a un ordine cosmico in cui il sé personale può allinearsi con qualcosa di più grande, qualcosa che trascende i singoli elementi che vediamo nel mondo materiale (i trigrammi), raggiungendo le forze astratte e infinite che governano l’esistenza stessa. La relazione tra tempo, creazione e immobilità in questo quadro offre una profonda meditazione su come noi, come esseri, potremmo situarci nelle continue ed eterne trasformazioni dell’universo.

Il Mandala unificato è la chiave numerica che permette ad ogni esagramma di polarizzarsi e sviluppare il potenziale numerico novenario, come dall’ esagramma 1: Il Creativo (Ch’ien/乾)  che dà il numero 900 che ridotto per 5 cicli di 180° rivela l’asse solstiziale del sistema che è 180.

Questo rapporto permette di accedere alle formule del Libro dei Morti egizio, papiro di Ani, che alla formula 180 rappresenta il dio Ra che presenta il suo scettro allo spirito stellare di Sirio “venerato dalle quattro regioni dello spazio” nelle sembianze della Fenice, il Bennu di Heracleopolis, mentre Osiride, erede del Cielo, è onorato con il diadema Nemes sulla fronte.

Dal libro: L’occhio della Fenice, pag. 304; 312.
Autore: Umberto Capotummino

Umberto Capotummino

Umberto Capotummino è laureato in Lettere moderne presso l'Università di Palermo dove vive e insegna. E' pubblicista, da oltre vent'anni studia e interpreta gli aspetti filosofici, esoterici, divinatori del Libro dei Morti degli Antichi Egizi e dell' I King o Libro dei Mutamenti dell'antica Cina. Autore di numerosi articoli e conferenziere, il suo ultimo libro è intitolato "L'Occhio della Fenice, Sapienza e divinazione dall'antica Cina all'antico Egitto", edito dalla sua Casa Editrice Sekhem nel 2006.

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