Risposte al questionario su: “La Crisi del Mondo Moderno”, di René Guénon
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Risposte alle domande proposte in questo articolo.
1. Le due idee sono: 1) una rivolta contro un dato stato di fatto; 2) un ritorno, una con-versione, come il ritorno di un astro al suo punto di partenza.
2. A differenza loro, Guénon possiede un sistema di punti di riferimento precisi e consapevoli (i principi della Tradizione) che giustificano e rendono integrale la sua critica. Gli altri appartengono spiritualmente allo stesso mondo che criticano.
3. Evola avverte di non dare a “metafisica” il significato filosofico moderno, ma di intenderla come un riferimento a un ordine essenzialmente super-razionale. “Intellettualità” non è razionalismo, ma una forma di partecipazione e contatto con contenuti superiori, opposta all’irrazionalismo e al misticismo confuso.
4. Il tradizionalismo di Guénon è “esoterico” perché valorizza una tradizione non per il suo particolarismo, ma per il suo contenuto metafisico universale, che riconduce all’unità fondamentale trascendente presente in ogni tradizione degna di tale nome.
5. Evola sostiene che in origine i due poteri (sacerdotale/contemplativo e regale/attivo) erano uniti. La loro separazione li rende entrambi subordinati al punto originario, quindi nessuno dei due può rivendicare una supremazia assoluta sull’altro.
6. Una tradizione che, pur avendo carattere metafisico, si legasse ai simboli dell’azione, sarebbe più congeniale alla qualificazione predominante in Occidente.
7. Evola suggerisce il concetto di un “Ordine”, sull’esempio degli Ordini medievali, che unisce una tradizione iniziatica a una formazione caratteriale virile e a un contatto reale con il mondo dell’azione.
8. Il Giappone.
9. Evola si chiede dove la tradizione sia ancora effettivamente viva in Oriente, citando la perdita della Cina, la nazionalizzazione dell’India e il soqquadro dei paesi arabi. Ipotizza che l’Oriente stesso sia destinato a percorrere la via crucis della modernizzazione.
10. Sono state apportate alcune modifiche di scarso rilievo per ragioni di carattere pragmatico, con il pieno accordo dello stesso Guénon, con cui Evola era in rapporti epistolari.
11. La fede in un “progresso” indefinito non è più ammessa così generalmente, e alcuni iniziano a sospettare che la civiltà occidentale possa subire un arresto o un crollo.
12. “Crisi” è anche sinonimo di “giudizio” e “discriminazione”. È la fase che conduce a una decisione e in cui è possibile formulare un giudizio sui risultati acquisiti.
13. Alla ripartizione degli “eletti” e dei “dannati”.
14. È legata allo stato di malessere generale. Il presentimento oscuro di qualcosa che sta per finire produce spontaneamente immagini disordinate e materializzate.
15. “La fine del mondo” è la fine nel senso totale del termine, mentre “la fine di un mondo” è la fine di un’epoca o di un ciclo storico, come la civiltà occidentale nella sua forma attuale.
16. È l’elemento necessario di un ordine più vasto e la conseguenza inevitabile delle leggi che reggono lo sviluppo di ogni manifestazione.
17. Non la passività, ma lavorare per preparare l’uscita da questa “età oscura”, poiché ogni equilibrio è il risultato dell’azione simultanea di due tendenze opposte.
18. Si chiama “Kali-Yuga” o “età oscura”. Le sue caratteristiche sono un oscuramento progressivo della spiritualità primordiale, dove le verità diventano sempre più nascoste e difficili da raggiungere.
19. Perché lo sviluppo di una manifestazione implica un allontanamento sempre maggiore dal principio da cui procede, tendendo per forza verso il basso.
20. È la caratterizzazione della caduta o dello sviluppo ciclico, dove si passa da una pura spiritualità a uno stato sempre più dominato dalla materia.
21. L’inizio del periodo “storico” risale al VI secolo prima dell’èra cristiana, quando si incontra una barriera che i mezzi di ricerca comuni non riescono a superare.
22. Il Taoismo, riservato a un’élite e comprendente la metafisica pura, e il Confucianesimo, comune a tutti e dedicato alle applicazioni pratiche e sociali.
23. La “filosofia”, intesa come pretesa sapienza puramente umana e razionale che prende il posto della vera sapienza tradizionale.
24. Consiste nello scambiare un grado transitorio (l’amore per la sapienza) con lo scopo stesso, sostituendo la sapienza tradizionale, super-razionale, con una sapienza puramente umana e razionale.
25. Il Medioevo, che restaurò un ordine normale dopo il periodo torbido delle invasioni barbare.
26. Al principio del XIV secolo, con l’inizio della disgregazione della “Cristianità” e la fine del regime feudale.
27. “Umanismo”.
28. Corrisponde allo sviluppo e allo sfruttamento di possibilità inferiori che erano state trascurate o respinte dalle civiltà precedenti.
29. No, non aveva ragion d’essere quando anche in Occidente esistevano civiltà tradizionali. È sorta solo con l’avvento dell’Occidente moderno.
30. L’Estremo Oriente (civiltà cinese), il Medio Oriente (civiltà indù) e il Vicino Oriente (civiltà musulmana).
31. È un’opposizione tra lo spirito tradizionale (conservato in Oriente) e lo spirito anti-tradizionale (proprio dell’Occidente moderno).
32. Dalle regioni iperboree.
33. Perché la sua forma è scomparsa da migliaia di anni insieme alla sua civiltà, e corrispondeva a un periodo secondario del ciclo, non alla tradizione primordiale.
34. Sono stati in gran parte assimilati dal Cristianesimo nel Medioevo, come testimonia la leggenda del “San Graal”.
35. Prenderebbe necessariamente una forma esteriore religiosa e cristiana (specificamente, cattolica), poiché solo nel Cattolicesimo sopravvivono resti dello spirito tradizionale in Occidente.
36. Manca loro il principio. Non hanno presentito l’identità fondamentale che si dissimula sotto le differenze di forma, rimanendo a un’interpretazione esteriore.
37. La “tradizione” vera non è d’ordine puramente umano. La filosofia, anche nel migliore dei casi, è una costruzione di individui umani, senza rivelazioni o ispirazioni, quindi essenzialmente “profana”.
38. Nel campo dell’intellettualità pura, ovvero nella conoscenza dei principi metafisici universali.
39. È quello di opporre contemplazione e azione come due contrari, apparentemente incompatibili.
40. No, l’azione è una modificazione transitoria e non può avere in sé il proprio principio. Deve trarre la sua realtà dalla contemplazione, o conoscenza.
41. La conoscenza ha la funzione di “motore immobile”. Permette di uscire dal mondo del “divenire” e, raggiungendo l’immutabile, possiede essa stessa l’immutabilità.
42. Il bisogno di un’agitazione incessante, di un mutamento continuo e di una velocità sempre crescente, che porta alla dispersione nel molteplice.
43. La materia è essenzialmente molteplicità e divisione, ed è per questo che un’epoca materializzata conduce a lotte e conflitti.
44. La negazione di un principio immutabile (metafisico) è legata all’affermazione del potere temporale (azione), il cui dominio è il mondo del “divenire”.
45. Alla dispersione nell’istantaneo, che ha per limite uno stato di squilibrio puro e dissoluzione.
46. L’intuizione intellettuale è super-razionale e procede dall’intelletto puro. L’intuizione bergsoniana è di ordine sensibile, sub-razionale, e rappresenta la dissoluzione di ogni possibilità di conoscenza.
47. La scienza tradizionale riconduce tutte le conoscenze ai principi metafisici, come applicazioni particolari. La scienza moderna esclude ogni riferimento a principi superiori.
48. La “fisica” antica era la “scienza della natura” nella sua totalità, dipendente dalla metafisica. La fisica moderna è una scienza particolare tra altre, frammentata e indipendente da principi superiori.
49. Le scienze sono state private di ogni significato profondo e di ogni interesse vero dal punto di vista della conoscenza, chiudendosi in un dominio irrimediabilmente limitato.
50. Perché in realtà gli stessi fatti possono sempre venire spiegati in funzione di molte e diverse teorie. I fatti da soli restano “fatti bruti” senza significato.
51. Perché sono le scienze del mondo sensibile, della materia, e quelle che danno luogo alle applicazioni pratiche più immediate, corrispondendo perfettamente alle tendenze moderne.
52. Non da un’evoluzione o un “progresso”, ma da una degenerescenza. Sono nate dalla parte più inferiore e materializzata dell’astrologia e dell’alchimia, dopo che queste non furono più comprese.
53. No, era una scienza d’ordine cosmologico e, per analogia, umano. Aveva inoltre una trasposizione nel dominio puramente spirituale, con un valore simbolico superiore.
54. Erano persone che, non comprendendo il senso vero dei simboli alchemici, presero tutto alla lettera e si dettero a sperimentazioni puramente materiali, diventando i precursori dei chimici moderni.
1. Come applicazioni, permettono di collegare i vari ordini di realtà all’unità della sintesi totale. 2) Come preparazione, costituiscono gradini per elevarsi alla conoscenza superiore.
55. Attraverso il simbolismo. Le verità di un ordine inferiore possono essere considerate come simboli di quelle d’ordine superiore, conferendo alla scienza un senso “anagogico”.
56. È la negazione di ogni principio superiore all’individualità e la riduzione della civiltà ai soli elementi puramente umani.
57. La negazione dell’intuizione intellettuale, che è una facoltà super-individuale.
58. Per la reputazione di un filosofo, vale di più inventare un errore nuovo che ripetere una verità già espressa da altri. L’originalità viene sacrificata alla verità.
59. Descartes.
60. Il “pragmatismo”.
61. Il Protestantesimo.
62. È l’interpretazione della dottrina religiosa abbandonata all’arbitrio di ciascun individuo. Ha portato alla dispersione in una molteplicità di sette e alla degenerazione della religione in “moralismo”.
63. In India, la tradizione può avere una potenza intrinseca data la diversità dello spirito indù. In Occidente, la tradizione religiosa necessitava dell’appoggio di un’organizzazione definita, come il Cattolicesimo.
64. Lo spirito moderno agisce attraverso uno stato d’animo diffuso che porta a “minimizzare” la religione, riducendola a una faccenda di pratica e abitudine, ignorando la dottrina.
65. Perché è un’attitudine puramente “difensiva”. Mostra una debolezza, specialmente quando scende al livello di discussioni “profane” con gli avversari, mettendo la religione sullo stesso piano di teorie contingenti.
66. È la natura individuale con l’insieme delle attitudini speciali che predispongono ogni uomo all’adempimento di una data funzione.
67. L'”eguaglianza”.
68. Perché non sono nate spontaneamente ma sono state diffuse per provocare reazioni sentimentali nelle masse, agendo come vere e proprie “suggestioni” in un ambiente già preparato.
69. Il superiore non può promanare dall’inferiore.
70. Attraverso l’invenzione del “suffragio universale”, che fa credere al popolo che l’opinione della maggioranza sia il principio della legge.
71. Perché il parere della maggioranza non può essere che l’espressione dell’incompetenza, dato che gli incompetenti sono sempre numericamente superiori agli uomini capaci di decidere con cognizione di causa.
72. Alla legge della materia e della forza bruta, in cui la supremazia della molteplicità è proclamata.
73. Perché la materia, per il suo potere di divisione e di limitazione, è ciò che separa gli esseri dall’unità originaria.
74. Perché la collettività è concepita come la mera somma aritmetica degli individui che la compongono, mancando di ogni principio superiore unificante.
75. “Aristocrazia” significa potere dell’élite (una minoranza qualitativa). “Democrazia” è il potere della massa (maggioranza quantitativa). L’unica superiorità che la democrazia ammette è quella basata sulla ricchezza materiale, che è d’ordine quantitativo.
76. È uno stato d’animo che dà preponderanza alle cose d’ordine materiale e alle preoccupazioni che vi si riferiscono, indipendentemente da una teoria filosofica.
77. La superstizione della scienza, o “scientismo”, ovvero la credenza che non possa esserci altra conoscenza valida al di fuori della scienza che studia il mondo materiale.
78. La pretesa di ridurre la qualità alla quantità, e di credere che non vi sia scienza dove non si possa introdurre la misura.
79. Con il “buon senso”, inteso come l’atteggiamento di chi non oltrepassa l’orizzonte terrestre e si occupa solo di ciò che ha un interesse pratico immediato.
80. Riducendoli a servitori delle macchine, costretti a ripetere ininterrottamente movimenti meccanici, privandoli di ogni iniziativa e intelligenza nel loro lavoro.
81. Il “materialismo storico”.
82. Perché la materia è fonte di divisione e conflitto. Il campo economico è, e non può non essere, quello di una rivalità di interessi.
83. Sbarazzarsi della dominazione straniera, che si basa unicamente sulla potenza materiale conferita dall’industria.
84. Moltiplicando i bisogni artificiali. Più un uomo ha bisogni, più rischia di mancare di qualcosa e di essere infelice.
85. L'”animale umano” che ha sviluppato al massimo la sua forza muscolare. I suoi eroi sono gli atleti.
86. Si limitavano al campo politico ed economico.
87. Sono Orientali che hanno abbandonato la loro tradizione per adottare le idee moderne. Nei loro paesi diventano cause di perturbamento e di agitazione.
88. Essi combattono la dominazione straniera usando gli stessi metodi e le stesse idee (come il nazionalismo) importate dall’Occidente, opponendosi allo spirito tradizionale.
89. Se l’Oriente subirà solo una crisi passeggera e superficiale, oppure se l’Occidente trascinerà nella sua caduta l’intera umanità.
90. Si denuncia una pretesa “penetrazione delle idee orientali” in Occidente come un pericolo.
91. Sono o puri Occidentali (come teosofisti) che diffondono fantasie sotto etichette orientali, o Orientali occidentalizzati che diffondono idee moderne, non tradizionali.
92. Essi ritengono inutile esporre certe verità a coloro che sono incapaci di comprenderle.
93. La tesi è fragile e inconsistente, basata su paure e incomprensioni. Il “tradizionalismo” di Massis è superficiale, limitato e ignora i principi veri.
94. Spiegare lo stato presente dell’umanità e giudicare la civiltà moderna secondo verità, applicando i dati tradizionali.
95. Perché la sua esistenza, come quella dell’ignoranza, è puramente negativa e deriva dalla negazione della verità tradizionale. Se tutti comprendessero questa verità, il mondo moderno svanirebbe.
1. Preparare il passaggio da questo mondo al prossimo nelle condizioni più favorevoli. 2) Contribuire a conservare ciò che deve sopravvivere e servire all’organizzazione del mondo futuro.
1. L’Occidente trova in sé stesso i mezzi, con un ritorno diretto e spontaneo alla sua tradizione (ipotesi poco probabile). 2) Elementi occidentali compiono la restaurazione con l’aiuto di una conoscenza delle dottrine orientali.
96. La Chiesa Cattolica.
97. Contro la suggestione esercitata da “fenomeni” più o meno straordinari, che sono all’origine degli errori “neo-spiritualisti” e rappresentano un potente mezzo d’azione delle forze oscure.
98. Vincit omnia Veritas (La Verità vince ogni cosa).