Studi TradizionaliTradizione Perenne

La Ruota e il Centro: il Progetto Sophia Perennis di Esonet.org

Tradizione Perenne— Articolo introduttivo


Esonet inaugura un nuovo progetto editoriale di lungo respiro.
Questo articolo è la sua porta d’ingresso.


C’è una domanda che chi si avvicina all’esoterismo, alla filosofia antica o alla mistica porta con sé, quasi sempre in silenzio, quasi sempre fin dall’inizio:e se stessero dicendo tutti la stessa cosa?

Il sufi che dissolve il suo io nell’oceano dell’Essere. Il vedantino che scopre che Ātman e Brahman sono identici. Il mistico cristiano che affonda nell’abisso della divinità senza nome. Il taoista che ammutolisce davanti all’innominabile. L’adepto dei Misteri di Eleusi che “muore” e “rinasce” in una notte di settembre sul suolo dell’Attica. Sono strade diverse verso luoghi diversi, oppure sono lingue diverse che descrivono lo stesso luogo?

Questa domanda è antica quanto la comparazione stessa. Ma in certi momenti della storia intellettuale dell’umanità è riemersa con una forza particolare, e ha prodotto alcune delle opere più straordinarie del pensiero umano: laprisca theologiadi Marsilio Ficino nel Quattrocento fiorentino, laPhilosophia Perennisdi Leibniz, l’impresa comparativista diRené Guénonnella prima metà del Novecento, e poiFrithjof Schuon,Ananda Coomaraswamy, Henry Corbin, Seyyed Hossein Nasr. Pensatori che — pur con accenti diversi, pur con conclusioni a volte in contrasto — erano mossi dalla stessa intuizione di fondo: esiste uncentrodal quale tutte le tradizioni si irradiano, e tanto più ci si avvicina ad esso, tanto più le differenze superficiali si dissolvono in una consonanza profonda.

È questa intuizione che vogliamo esplorare, con metodo, con rigore e con passione, nel progetto che inizia con questo articolo.


La metafora che guida il viaggio

Immaginate una ruota.

Sul bordo esterno — la circonferenza — si trovano le tradizioni nella loro forma visibile: i riti, le dottrine, le istituzioni, i libri sacri, le architetture, i vestimenti liturgici, i calendari. È qui che le differenze appaiono massime e a volte inconciliabili. Un tempio induista e una cattedrale gotica sembrano non avere nulla in comune. Il Corano e ilTao Tê Chingparlano lingue che sembrano non tradursi l’una nell’altra.

Ma seguendo i raggi verso l’interno — verso il centro della ruota — qualcosa cambia. Le tradizioni iniziano a convergere. Le strutture dottrinali profonde cominciano a somigliarsi. I simboli si corrispondono. Le esperienze dei mistici si rispecchiano. I cosmogrammi sacri rivelano architetture analoghe. I riti di passaggio condividono la stessa grammatica.

Al centro — là dove tutti i raggi si incontrano — si trova quello che la tradizione filosofica occidentale ha chiamatoPhilosophia PerennisoSophia Perennis: una Conoscenza che non appartiene ad alcuna tradizione particolare perché, in un certo senso, le precede tutte e le fonda tutte.

Questa è la ruota che vogliamo esplorare. Non per abolire le differenze — che sono reali, preziose e degne distudioin sé — ma per riscoprire il centro dal quale irradiano.


Cosa troverete in questo spazio

Nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, pubblicheremo una serie di oltre cento articoli che costituiscono un percorso organico di studio comparativo. Non un’enciclopedia esaustiva — quella sarebbe un’impresa diversa, e ci sono già ottimi dizionari e manuali — ma una guida ragionata attraverso quegliindiziche, tradizione per tradizione, tema per tema, suggeriscono l’esistenza di un sostrato comune.

Il percorso è strutturato in otto grandi assi tematici:

I

Fondamenti e metodo
Chi ha già esplorato queste domande prima di noi? Cosa intendevano Guénon, Schuon, Huxley con “Tradizione Primordiale”? Quali strumenti concettuali servono per questo tipo di studio senza cadere nel sincretismo superficiale?
II

Il linguaggio universale dei simboli
L’uovo cosmico, il diluvio, ilmonte sacro, l’androgino primordiale, la Grande Madre, il drago guardiano delle soglie. Simboli che riappaiono in culture che non hanno mai avuto contatti storici documentati. Perché?
III

Le tradizioni dell’Occidente
I Misteri antichi, il Neoplatonismo, l’Ermetismo, la Qabbalah, la mistica cristiana, il Sufismo, l’Alchimia, la Massoneria: ciascuna custodisce, nella sua dimensione esoterica, elementi che rimandano a qualcosa di più vasto.
IV

Le tradizioni dell’Oriente
Vedanta, Tantrismo, Buddhismo tibetano, Zen, Taoismo,Sciamanesimoe tradizioni arcaiche: l’Oriente come specchio che riflette e amplifica i temi universali.
V

I grandi nodi comparativi
Il cuore del progetto: articoli che mettono a confronto diretto due o più tradizioni su temi cruciali — il principio assoluto, la discesa dell’anima, la via del ritorno, il silenzio come metodo, l’uomo universale.
VI

La Tradizione Primordiale: ipotesi sull’origine
Atlantide, Hyperborea, la lingua primordiale, i megaliti come linguaggio architettonico universale, la figura del Saggio Primordiale che appare in ogni cultura sotto nomi diversi.
VII

I grandi trasmettitori
Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, Blavatsky, Gurdjieff, Steiner, Jung, Eliade, Corbin, Nasr: chi ha tenuto vivo il filo nel corso dei secoli?
VIII

Pratiche, riti e vie
La Tradizione non è solo dottrina, ma vita vissuta:meditazione, mantra, pellegrinaggio, arte sacra, musica, riti di passaggio. La conoscenza che si incarna nel corpo e nel gesto.

Come leggere questi articoli

Ogni articolo può essere letto autonomamente, come un’esplorazione a sé stante. Ma acquista il suo pieno significato all’interno del percorso complessivo, come un tassello che trova il suo posto nella mappa più grande.

Ogni contributo recherà unabibliografia ragionata: non un elenco sterile, ma una guida commentata alle fonti, con indicazioni su cosa leggere per primo, cosa approfondire, dove trovare le edizioni migliori.

Non proponiamo una tesi da dimostrare, ma un percorso da fare. La nostra posizione è quella dello studioso che segue gli indizi con curiosità e rigore, senza cercare di forzare i dati verso una conclusione predeterminata. Se il centro della ruota esiste, sarà lo studio stesso a mostrarcelo.

E se anche al termine del percorso restassero domande aperte — come quasi certamente accadrà — beh: nell’ambito della Tradizione, la domanda ben posta vale quanto, e a volte più, della risposta.


Un invito

Questo progetto nasce da una convinzione semplice: che la conoscenza profonda delle grandi Tradizioni spirituali dell’umanità sia uno dei beni più preziosi che possiamo coltivare, e che la comparazione — fatta con serietà e senza superficialità — sia uno degli strumenti più potenti per avvicinarsi a quella conoscenza.

Non si tratta di sincretismo — mescolare tutto in una poltiglia indistinta. Si tratta, al contrario, di rispettare ogni tradizione abbastanza da volerla capire davvero, fino in fondo, nei suoi livelli più interni. Ed è proprio arrivando a quei livelli interni che le somiglianze emergono da sole.

René Guénon scrisse che la Tradizione Primordiale non è una tradizione tra le altre, ma la sorgente da cui tutte le tradizioni storiche hanno tratto la loro linfa. Non chiediamo di credere a questa affermazione. Chiediamo solo di tenerla come ipotesi di lavoro e di seguire gli indizi.

Il viaggio comincia qui.


→ Prossimo articolo:
René Guénon e la Tradizione Primordiale: la bussola del viaggio

athanor

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