Fondamenti e Metodo

Julius Evola e la Tradizione Perenne: convergenze e divergenze

  1. René Guénon e la Tradizione Primordiale
  2. Philosophia Perennis: da Leibniz ad Huxley
  3. Frithjof Schuon: metafisica, bellezza, Tradizione
  4. Ananda Coomaraswamy: il simbolo come linguaggio universale
  5. Mircea Eliade: il sacro, il mito, lo sciamanesimo
  6. Julius Evola e laTradizione Perenne: convergenze e divergenze
  7. La metafora della Ruota: centro, raggi e circonferenza
  8. Come studiare la Tradizione: metodo, fonti, pericoli

✦ Tradizione Perenne — Fondamenti e metodo · Articolo 6

«La Tradizione è l’antitesi di ogni “evoluzione”. Non è qualcosa che diviene, ma qualcosa che è.»
— Julius Evola,Rivolta contro il mondo moderno.

Con questa affermazione, il Barone si colloca esattamente al fianco diRené Guénon. Eppure, nessuno come lui ha incarnato la tensione interna alla Scuola Tradizionalista: il polo “solare” contro il polo “lunare”, la via del guerriero contro quella del sacerdote, l’azione contro la contemplazione. Questo articolo non è un esercizio di agiografia né di condanna. È un tentativo di restituire a Evola il posto che gli spetta nel panorama dellaSophia Perennis— con tutte le sue luci e le sue ombre, le sue convergenze profonde e le sue divergenze insanabili.


Un barone contro la modernità

Roma, 1934. Julius Evola, già noto per i suoi scritti dadaisti e filosofici, pubblicaRivolta contro il mondo moderno. Il libro è un atto di guerra dichiarata contro tutto ciò che il Novecento considera progresso: democrazia, individualismo, tecnologia, uguaglianza. Ma non è un pamphlet politico, almeno non nel senso comune del termine. È un trattato di metafisica applicata alla storia, un tentativo di leggere l’intero arco della civiltà occidentale attraverso la lente dellaTradizione Primordiale.

Evola nasce a Roma nel 1898 da una famiglia nobile siciliana. La sua formazione intellettuale è atipica: si avvicina al futurismo e al dadaismo, frequenta la cerchia di Filippo Tommaso Marinetti, pubblica poesie e dipinti. Ma già nei primi anni Venti avviene la svolta: legge Guénon, scopre laPhilosophia Perennis, e comprende che l’arte e la trasgressione artistica non sono sufficienti. Ciò che serve non è distruggere le forme, ma ritrovare il principio che le ha generate. Da quel momento, la sua opera sarà un tentativo instancabile di restaurare — non nel senso nostalgico, ma nel senso etimologico direstaurare(“riportare alla posizione originaria”) — la visione tradizionale del mondo.

Il percorso evoliano è segnato da una serie di opere fondamentali: dopo laRivolta, pubblicaLa tradizione ermetica(1931),Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo(1932),Metafisica del sesso(1958 ma ideato molto prima), e infine il suo testamento spirituale,Cavalcare la tigre(1961). Dopo la guerra, subisce un grave incidente che lo costringe su una sedia a rotelle, ma continua a scrivere e a ricevere visitatori nel suo appartamento romano fino alla morte, nel 1974.

La sua eredità è complessa e, per molti versi, imbarazzante. Da un lato, è stato uno dei più acuti critici della modernità e uno dei più fedeli interpreti della Tradizione Primordiale. Dall’altro, le sue simpatie per il fascismo e il nazismo (con successive prese di distanza), le sue tesi razziali “spirituali”, e il suo tono spesso aristocratico e antidemocratico ne hanno fatto una figura scomoda, spesso ridotta a icona della destra radicale. Ma per lo studioso dellaPhilosophia Perennis, ridurre Evola a questo significa perdere l’essenziale. Il Barone non è un ideologo: è un metafisico che ha applicato i principî della Tradizione a tutti i campi del sapere — dalla politica alla sessualità, dall’arte alla storia — e lo ha fatto con una coerenza e una radicalità che pochi hanno eguagliato.


Convergenze: il nucleo metafisico comune

Prima di esaminare le divergenze, è necessario riconoscere ciò che rende Evola a tutti gli effetti un esponente della Scuola Tradizionalista. Su molti punti fondamentali, la sua posizione è indistinguibile da quella di Guénon, Schuon o Coomaraswamy.

Come Guénon, Evola considera la modernità non come un progresso, ma come una deviazione — un “ciclo oscuro” (Kali Yuga) in cui i valori tradizionali sono stati rovesciati. La democrazia, l’individualismo, il materialismo, la tecnologia: tutti questi non sono conquiste, ma sintomi di una perdita di contatto con il principio trascendente. InGli uomini e le rovine, scrive: «Il mondo moderno è un deserto dello spirito, e i suoi idoli — progresso, scienza, democrazia — sono gli dèi falsi di un’età senza centro».

Per Evola, la Tradizione non è un insieme di dottrine storiche, ma una qualità dell’essere: una condizione in cui l’uomo vive in contatto diretto con il principio metafisico. Le varie Tradizioni storiche (induismo, buddhismo esoterico, ermetismo, massoneria, cavalleria) sono espressioni diverse, in epoche e luoghi diversi, di questo stesso stato. Esattamente come nella metafora della ruota che guida il nostro progetto: il centro è l’Intellectus, i raggi sono le Tradizioni, la circonferenza è la forma esteriore.

Evola accoglie pienamente la dottrina induista delle quattro età (Satya Yuga,Treta Yuga,Dwapara Yuga,Kali Yuga) e la applica alla storia occidentale. Per lui, l’epoca moderna è inequivocabilmente ilKali Yuga— l’età oscura in cui regnano la materia, la quantità, la confusione. Ma, a differenza di alcuni tradizionalisti che si limitano a constatare questo stato con malinconia, Evola cerca una strategia: come vivere in un’epoca senza tradizione senza perdersi? La risposta èCavalcare la tigre.

Come Schuon e Guénon, Evola distingue nettamente tra esoterismo ed exoterismo. Le religioni storiche, nelle loro forme esterne, sono per le masse. L’iniziato cerca invece la conoscenza diretta (gnosis), non la fede. Per questo, Evola critica sia il cristianesimo delle chiese (troppo “lunare”, materno, femminile) sia lo spiritualismo teosofico (troppo vago, sincretistico, privo di disciplina). La vera via è quella della realizzazione metafisica — un percorso che richiede rigore, gerarchia e, soprattutto,virilità.

«Non si tratta di “credere”, ma di “essere”. La fede è per gli schiavi; la conoscenza è per gli uomini liberi.»
— Julius Evola,Rivolta contro il mondo moderno


Divergenze: il punto di rottura

Se fin qui Evola cammina al fianco di Guénon, è proprio sul terreno dellavia— il metodo per realizzare la Tradizione nel mondo contemporaneo — che le strade si separano. Le divergenze non sono marginali: toccano il cuore stesso della concezione della Tradizione e del rapporto tra metafisica e azione.

La divergenza più nota è quella tra la via contemplativa (Guénon) e la via attiva (Evola). Per Guénon, la realizzazione metafisica è essenzialmente intellettuale: si tratta di riconoscere l’identità tra l’Atmanindividuale e ilBrahmanuniversale, e di viverla in uno stato di distacco dal mondo. L’azione, nel senso mondano, è irrilevante — se non un ostacolo.

Per Evola, questa posizione è troppo “lunare”, cioè passiva, femminile, sacerdotale. Egli contrappone alla via del sacerdote (il brahmano che contempla) la via del guerriero (lokshatriyache agisce). La realizzazione non avvienenonostantel’azione, maattraversol’azione — a patto che l’azione sia trasfigurata dalla conoscenza interiore. InLa via del cinabro, la sua autobiografia intellettuale, scrive: «La Tradizione non è fuga dal mondo, ma dominio del mondo dall’alto. Il guerriero non si ritira nel deserto: combatte nel mondo, ma con le armi dello spirito».

Questa opposizione tra “solare” (attivo, maschile, regale) e “lunare” (contemplativo, femminile, sacerdotale) attraversa tutta l’opera evoliana. E non è solo una questione di temperamento: è una tesi metafisica. Per Evola, esistono due vie equivalenti verso l’Assoluto: la via della conoscenza (tipica del brahmano) e la via dell’azione (tipica del guerriero). Guénon, invece, considerava la contemplazione come la viaper eccellenza, e l’azione come una sua forma inferiore o preparatoria.

Qui la divergenza è ancora più radicale. Guénon, specialmente negli ultimi anni, sembra auspicare un “ritorno” — impossibile nelKali Yuga— a una civiltà tradizionale integra. Evola, invece, ritiene che ilKali Yugasia una condizione irreversibile, almeno per l’umanità collettiva. Non si tratta di “restaurare” ciò che è stato distrutto, ma di trovare una strategia di sopravvivenza iniziatica all’interno stesso del mondo moderno. Da qui il titolo del suo libro più celebre:Cavalcare la tigre. La tigre è la modernità. Non puoi fermarla, non puoi tornare indietro. Puoi solo imparare a cavalcarla — cioè a utilizzare le sue stesse forze (la tecnologia, la massa, la dissoluzione) come strumenti per la realizzazione interiore, a patto di avere la giusta “centratura”.

Questa posizione, che molti critici hanno frainteso come un cedimento alla modernità, è in realtà l’estremo opposto: è una dottrina iniziatica di resistenza attiva in un mondo senza centro.

Un’altra divergenza, più storica che metafisica, riguarda il razzismo. Guénon si oppose sempre a ogni forma di razzismo biologico, considerandolo una superstizione moderna. Evola, invece, sviluppò una dottrina della “razza dello spirito” — secondo cui le differenze razziali non sono solo biologiche, ma anche spirituali, e riflettono diversi gradi di capacità iniziatica. Questa posizione, esposta inSintesi di dottrina della razza(1941), è oggi giustamente respinta dalla maggior parte degli studiosi tradizionalisti, che la considerano un cedimento alla propaganda nazista (sebbene Evola abbia sempre rifiutato il razzismo biologico hitleriano). Per il nostro progetto, questo aspetto è marginale: non tocca il nucleo metafisico dellaPhilosophia Perennis. Ma è importante segnalarlo, perché ha condizionato la ricezione di Evola e ha offuscato, per molti, la profondità della sua analisi della modernità.

Mentre Guénon, pur critico verso il cristianesimo exoterico, riconosceva l’esistenza di un esoterismo cristiano autentico (specie nel misticismo renano e in alcuni ordini monastici), Evola è molto più radicale. Per lui, il cristianesimo è essenzialmente una religione “lunare”: passiva, egualitaria, antigerarchica, fondata sulla fede e sulla grazia piuttosto che sulla conoscenza e sulla volontà. InIl mistero del Graal, cerca di recuperare un nucleo iperboreo e guerriero al di là del cristianesimo ufficiale, ma la sua posizione resta fondamentalmente negativa. Questa è una divergenza significativa rispetto a Schuon (che aveva una profonda simpatia per il cristianesimo esoterico) e rispetto a Guénon (che, pur non essendo cristiano, rispettava la tradizione cristiana come via valida).


Il contributo specifico di Evola alla Tradizione Perenne

Nonostante le divergenze — o forse proprio grazie ad esse — Evola ha offerto contributi originali e insostituibili al patrimonio della Sophia Perennis. Tre in particolare ci interessano per il nostro progetto.

Prima di Evola, la letteratura tradizionalista tendeva a privilegiare la via sacerdotale/contemplativa. Evola ha ricordato che nelle civiltà tradizionali esisteva una via iniziatica specifica per i guerrieri (kshatriya dharmain India, la cavalleria in Occidente). Questa via non è inferiore a quella del sacerdote: è diversa, ma ugualmente efficace. Per il nostro progetto, questo significa che non possiamo ridurre la Tradizione a una sola delle sue manifestazioni. La ruota ha molti raggi, e quello del guerriero è importante quanto quello del contemplativo.

Evola ha sviluppato una teoria dell’Imperiumcome non semplicemente un potere politico, ma una funzione spirituale: il governo del mondo dall’alto, secondo principî trascendenti. Questa idea, che attraversa opere comeImperialismo pagano(1928) eGli uomini e le rovine, è una correzione preziosa al disinteresse di Guénon per la politica. Guénon vedeva la politica come un ambito puramente profano; Evola mostra che, in una civiltà tradizionale, anche il potere politico è sacro — o dovrebbe esserlo. Questo non significa che dobbiamo diventare monarchici o imperialisti. Significa che la Tradizione non si esaurisce nella sfera religiosa: abbraccia anche l’ordine sociale e politico.

Forse il contributo più originale di Evola è proprio la dottrina diCavalcare la tigre. Di fronte a un’epoca senza tradizione, gli altri tradizionalisti proponevano il ritiro dal mondo (Guénon), la creazione di enclavi tradizionali (Schuon), o la nostalgia per un passato irrecuperabile (molti epigoni). Evola propone qualcosa di molto più radicale: non fuggire dalla modernità, ma viverladall’internosenza essere toccati da essa. Come un uomo che cavalca una tigre: se si ferma, viene divorato; se procede con la giusta postura, la tigre stessa lo trasporta. Questo significa utilizzare le istituzioni, le tecniche, le strutture del mondo moderno come “veicoli” per la propria realizzazione, a patto di avere un centro interiore intatto. È una dottrina difficile, pericolosa (può facilmente degenerare in un accomodamento), ma anche straordinariamente attuale per chi vive nel XXI secolo e non può (o non vuole) ritirarsi in un ashram himalayano.

«Cavalcare la tigre significa non lasciarsi trascinare dalla corrente, ma sfruttare la sua stessa forza per risalire la corrente. Il mondo moderno è la tigre. O la cavalchi, o ti divora.»
— Julius Evola,Cavalcare la tigre


Un bilancio per il nostro progetto

Dove collochiamo Evola nel percorso dellaTradizione Perennesu Esonet? La risposta non può essere univoca, e forse è giusto così.

Da un lato, Evola è un tradizionalista imprescindibile: nessuno come lui ha applicato i principî dellaPhilosophia Perennisa un ambito così vasto (politica, sesso, arte, storia, razza). Nessuno ha offerto una strategia così radicale e attuale per vivere nelKali Yuga. I suoi scritti sulla metafisica del sesso, sull’ermetismo, sul Graal, sulla cavalleria, sono tesori di sapienza tradizionale che arricchiranno molte delle nostre sezioni future.

Dall’altro, non possiamo ignorare le divergenze. La sua polemica contro la via contemplativa rischia di diventare, se portata all’estremo, una forma di attivismo senza radici — esattamente ciò che Guénon temeva. La sua dottrina della razza è oggi inaccettabile, e va riconosciuta come un errore (anche se storicamente comprensibile nel contesto degli anni Trenta). Il suo atteggiamento verso il cristianesimo è troppo unilaterale e non rende giustizia alla ricchezza dell’esoterismo cristiano.

Per il nostro progetto, il consiglio è questo: leggere Evola come si legge un maestro difficile — con ammirazione per la sua profondità, ma anche con spirito critico. Prendere da lui ciò che è universale (la critica della modernità, la riabilitazione della via del guerriero, la strategia diCavalcare la tigre) e lasciare da parte ciò che è contingente (il razzismo spirituale, l’antipatia per il cristianesimo, la polemica contro Guénon). In questo modo, il suo contributo diventerà una risorsa preziosa, non una bandiera ideologica.

Negli articoli successivi, incontreremo Evola più volte: quando parleremo delsimbolismo solare(Sezione II), della dottrina dei cicli (Sezione V), del mito di Hyperborea (Sezione VI), e naturalmente nella Sezione VII dedicata ai “trasmettitori”. Ma ogni volta lo faremo con la consapevolezza che il Barone è una luce abbagliante — capace di illuminare abissi che altri lasciano nell’ombra, ma anche di bruciare chi gli si avvicina senza la dovuta cautela.


✦ Per approfondire: bibliografia ragionata

La bibliografia su Evola è sterminata e spesso di parte. Questa selezione privilegia le edizioni italiane correntemente disponibili, i testi fondamentali del Barone e alcuni studi critici equilibrati. Il percorso è organizzato per livelli di difficoltà e per temi.

Livello 1 — Il punto di ingresso: le opere introduttive di Evola


Rivolta contro il mondo moderno

Edizioni Mediterranee, 2018

Il testo fondativo del pensiero evoliano. Non una semplice critica della modernità, ma una ricostruzione della civiltà tradizionale in tutte le sue dimensioni: gerarchia, simboli, cicli, regalità sacra. Da leggere con attenzione ai capitoli sulla dottrina delle quattro età e sul simbolismo del “Centro”.

Livello: accessibile — primo libro consigliato


Cavalcare la tigre

Edizioni Mediterranee, 2015

Il testamento spirituale. Scritto nel 1961, dopo la delusione della guerra e l’incidente. Qui Evola abbandona ogni illusione politica e si concentra sulla strategia iniziatica individuale per sopravvivere nelKali Yuga. Meno sistematico dellaRivolta, ma più profondo e, in un certo senso, più saggio.

Livello: accessibile (ma richiede familiarità con i concetti di base)


La via del cinabro

Scheiwiller, 2010

L’autobiografia intellettuale di Evola. Racconta il suo percorso dal dadaismo alla Tradizione, i suoi studi, le sue esperienze iniziatiche, gli incontri (tra cui Guénon, con cui ebbe una corrispondenza). Utile per capire l’uomo dietro le opere e per distinguere i diversi periodi del suo pensiero.

Livello: accessibile

Livello 2 — I testi fondamentali per temi specifici


Metafisica del sesso

Edizioni Mediterranee, 2019

Uno dei testi più originali e controversi. Evola esamina la polarità maschile-femminile nelle tradizioni (induismo, tantrismo, taoismo, cristianesimo esoterico) e propone una dottrina della “trasfigurazione” dell’energia sessuale come via iniziatica. Da non confondere con i manuali di tantra new age: qui il rigore metafisico è assoluto.

Livello: intermedio


Il mistero del Graal

Edizioni Mediterranee, 2016

L’interpretazione evoliana del ciclo arturiano e del Graal. Evola vi legge una tradizione iniziatica di tipo “iperboreo” e guerriero, distinta dal cristianesimo ufficiale. Ricco di simbolismi (la spada, la coppa, il castello, il re pescatore) che incontreremo nella Sezione II del nostro progetto.

Livello: intermedio


La tradizione ermetica

Edizioni Mediterranee, 2017

Un’esposizione dell’alchimia e dell’ermetismo come vie iniziatiche, non come proto-chimica. Evola mostra come i simboli alchemici (la pietra filosofale, l’androgino, la quadratura del cerchio) siano traduzioni di operazioni spirituali interiori. Un complemento perfetto agli articoli sull’alchimia della Sezione III.

Livello: intermedio-avanzato


Gli uomini e le rovine

Edizioni Mediterranee, 2014

Il testo politico più maturo di Evola, scritto dopo la guerra. Qui sviluppa la dottrina dell’Imperiumcome realtà spirituale e critica sia la democrazia che il fascismo (da lui considerato troppo “nazionalista” e non abbastanza “tradizionale”). Non un manuale di politica pratica, ma una riflessione sul potere sacro.

Livello: intermedio

Livello 3 — Studi critici su Evola (per contestualizzare)


Evola. Il filosofo della Tradizione

Gianfranco de Turris — Edizioni Mediterranee

La biografia intellettuale più completa e equilibrata, scritta dal maggiore studioso italiano di Evola (che tra l’altro ha curato molte delle sue edizioni postume). Non agiografica, non denigratoria: cerca di collocare Evola nel suo contesto storico e di valutarne l’eredità con onestà intellettuale.

Livello: intermedio — ottimo per orientarsi


Evola e il magico Gruppo di Ur

Renato Del Ponte — Il Basilisco

Unostudiospecialistico sull’esperienza iniziatica di Evola negli anni Venti, quando collaborò alla rivistaUr(poiKrur) con Arturo Reghini e altri. Fondamentale per capire il lato “operativo” del pensiero evoliano e i suoi rapporti con la massoneria iniziatica.

Livello: avanzato — per studiosi esperti

Lo studio accademico più importante in lingua inglese sul tradizionalismo, con un capitolo centrale su Evola. Sedgwick è uno storico, non un seguace, e offre una contestualizzazione critica ma rispettosa. Attenzione: solo per chi legge l’inglese.

Livello: avanzato (in inglese)

Livello 4 — Approfondimenti tematici: Evola e la Tradizione Perenne


Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo

Julius Evola — Edizioni Mediterranee

Un testo fondamentale per capire la differenza tra “spiritualismo” (teosofia, antroposofia, new thought) e “tradizione” (iniziazione effettiva). Evola smaschera le illusioni dello spiritualismo moderno con una lucidità che resta attuale.

Livello: intermedio

Il carteggio integrale tra i due maestri. Leggendolo, si vede la convergenza sui principî e la divergenza sulle applicazioni pratiche. Guénon rimprovera a Evola di essere troppo “attivista”; Evola rimprovera a Guénon di essere troppo “quietista”. Un documento storico di inestimabile valore per comprendere le tensioni interne alla Scuola Tradizionalista.

Livello: intermedio-avanzato


Il cammino del cinabro. Interviste e testimonianze

A cura di G. de Turris — Edizioni Mediterranee

Una raccolta di interviste rilasciate da Evola negli ultimi anni, in cui chiarisce molti punti controversi (il razzismo, il fascismo, il rapporto con Guénon). Più accessibile dei suoi saggi, ma altrettanto profondo.

Livello: accessibile — ottimo come riepilogo


→ Prossimo articolo:
La metafora della Ruota: centro, raggi e circonferenza

athanor

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