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Frithjof Schuon – Prospettive Spirituali e Fatti Umani

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Informazioni aggiuntive

  • Editore: Edizioni Mediterranee
  • Data pubblicazione: Febbraio 2011
  • Formato: Libro – Pag 197 – 15,5×21,5

 

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Descrizione di Prospettive Spirituali e Fatti Umani

Quest’opera fin dalla sua pubblicazione, avvenuta nel 1953 presso Les Cahiers du Sud, diviene, come ricorda J.B. Aymard,  “per molti un inesauribile livre de chevet”.

Bernard Kelly, il noto tomista inglese, afferma che: “In Prospettive spirituali e fatti umani [Schuon] parla di grazia come qualcuno in cui questa grazia è operante e, per così dire, in virtù di quella operazione”, dopo aver detto dell’Autore che “la sua opera possiede l’autorità intrinseca di una intelligenza contemplativa”.

Frithjof Schuon, nella Prefazione del 1988, in occasione di una nuova edizione inglese del volume, scrive tra l’altro: “Questa raccolta di scritti – che risalgono alla metà del secolo – pertanto molto prima della maggior parte degli altri nostri libri, differisce da questi dal momento che, invece di articoli veri e propri, è costituita da estratti di lettere, annotazioni di letture e riflessioni sorte indipendentemente dalle circostanze esterne e ordinate solo più tardi in forma di capitoli.

Comunque sia, Prospettive spirituali e fatti umani contiene argomenti che non abbiamo trattato nei libri posteriori, in particolare a proposito di Cristianesimo, Vedânta, psicologia spirituale e simbolismo dei colori; per quel che concerne questa psicologia, è ovvio che la moralità intrinseca, considerata a fondo, costituisce un messaggio che non invecchia mai e rimane quindi urgente per l’uomo in sé, l’uomo di tutti i tempi.

Così, sebbene i nostri lavori successivi contengano una dottrina completa – la sophia perennis o, se si preferisce, il tradizionalismo integrale – ci pare che tale raccolta meriti d’essere sottratta all’oblio per i motivi da noi or ora ricordati…”.

Frithjof Schuon

Frithjof Schuon (Basilea, 18 giugno 1907 – Bloomington, 5 maggio 1998) è stato un filosofo e mistico svizzero. Nella sua giovinezza si stabilì a Parigi dove esercitò il suo mestiere di disegnatore tessile. Di temperamento mistico e gnostico si impregna del Vêdânta e si interessa approfonditamente a tutte le religioni come il Cristianesimo e l'Islam. Nel 1932 si reca a Mostaganem (Algeria) dove incontra il celebre Shaykh Ahmad al-Alawî che lo accoglie nella sua tarīqa. Tre anni dopo, Schuon diventerà un "moqaddem" per divenire lui stesso, successivamente, un maestro spirituale con discepoli sparsi in molte parti del mondo. Lettore e corrispondente del metafisico francese René Guénon (noto come Shaykh 'Abd al-Wahid Yahya), si reca nel 1938 e 1939 al Cairo per fare la sua conoscenza. Dopo la seconda guerra mondiale, Schuon, che risiede a Losanna, intraprende diversi viaggi nell'America del Nord per incontrare gli indiani delle praterie rimasti fedeli alle tradizioni, in Marocco e in diversi paesi d'Europa. Le sue opere scritte contano più di 20 libri tradotti in molte lingue che costituiscono una vera e propria summa del suo pensiero metafisico e spirituale, che comunque resta largamente e vistosamente debitore dell'opera di René Guénon. Il dissidio con quest'ultimo divenne di tale profondità che quest'ultimo, in occasione dell'ultima visita di Schuon al Cairo, si rifiutò di riceverlo. Schuon sviluppa e analizza in modo ampio e penetrante il tema dell'Unità trascendente delle religioni e della necessaria comprensione esoterica come antidoto al nichilismo contemporaneo. Le sue opere pittoriche e poetiche, meno conosciute, mostrano tutta la ricchezza della sua sorprendente personalità.

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