Esortazioni sul Cammino
Tutti siamo a conoscenza del fatto che all’interno di noi alberga una scintilla divina definita da tutti Spirito e che tale particella di energia (o luce) discende nella materia per acquisire quelle determinate caratteristiche di consapevolezza in modo da tornare, al termine del viaggio, a quel bacino energetico che chiamiamo Creatore o G.A.D.U.
Lo Spirito, vita dopo vita, aumenta la vibrazione della suddetta materia (attirata con forza centripeta) anche attraverso delle esperienze che, guardandole dalla parte materiale del nostro essere, ci appaiono obsolete, deprimenti, vergognose, terribili ; anche le espressioni materiali di quanti ci circondano, buone o cattive, non sono altro che manifestazioni di Dio sul piano fisico e quanto Egli esprime fisicamente sono, soltanto, esperienze di cui ha bisogno per compiere il Piano Divino. Il nostro compito è quello di comprendere e di far comprendere agli altri che siamo una sola cosa con il nostro Spirito, la polarità opposta di un dipolo, l’Anticristo del Cristo Cosmico; tutto è manifestazione e dobbiamo accettarla come tale.
Se è vero quanto sopra, mi chiedo come mai giriamo come trottole nella ricerca di un qualcosa che è invece all’interno del nostro essere; ci riempiamo di pietre, amuleti, feticci o, peggio, corriamo dietro all’astrologia divinatoria, alla magia spiccia, alle gratificazioni materiali, ma non riflettiamo su un punto fondamentale e che, spesso, dimentichiamo: noi siamo la manifestazione sul piano fisico della Divinità.
La nostra strada è quella di conoscere la nostra parte interiore come era scritto sull’architrave all’ingresso dei Templi antichi “Nosce te ipsum” (“Conosci te stesso”); una volta accaduto ciò saremo in grado di riconoscere il nostro Dio interiore e non avremo, pertanto, bisogno di cercare il sapere a destra ed a manca, avremo in un istante la conoscenza assoluta, al di fuori del tempo (quarta dimensione), nell’eterno presente, e nel puro pensiero (quinta dimensione).
Il nostro compito non è quello di dare la scalata ai beni materiali od al successo personale: il nostro compito è quello di raggiungere la consapevolezza ed insegnare agli altri come fare; la strada, ogni strada, è personale e non può essere delegata ad altri. Basta con l’autocommiserazione, la depressione, l’attaccamento alla nostra materialità; guardiamo in alto e “riconoscendo saremo riconosciuti”. Basta con le paure imposte dalle chiese che ci hanno castrato con il terrore di nominare o calpestare il nome di Dio; questi sono solo feticci di una mentalità volta a reprimere ogni ricerca personale in modo da delegare ad altri la nostra ricerca interiore; io, voi, noi, siamo manifestazioni di Dio e dobbiamo, dunque, eliminare ogni paura in quanto la paura frena ogni cammino spirituale.
Uno dei problemi principali di questo secolo che volge al termine è la solitudine e, in particolare, la paura di rimanere soli.
A causa di ciò l’uomo si aggrega in pittoresche congregazioni fin dalla sua giovinezza cercando persone simili per dividere tale solitudine.
Facendo questo egli dimentica quei requisiti fondamentali della nostra esistenza che spesso dimentichiamo, o vogliamo seppellire :
- si nasce in solitudine,
- si vive in solitudine,
- si muore in solitudine.
Per esorcizzare quanto sopra ci identifichiamo con il lavoro, i figli, le congregazioni, ma non scacceremo assolutamente la paura di separazione da tutto e da tutti.
Le persone meno fragili fanno finta di nulla e proseguono la propria vita automaticamente; le persone più fragili si rifugiano nell’alcool, la droga ed i farmaci. Altri cercheranno per tutta la loro esistenza un guru a cui assoggettarsi; altre si ingabbiano in rituali maniacali al fine di acquisire sicurezza.
In tale contesto di paura proliferano sette, guru, falsi maestri spirituali, congregazioni religiose, aggregazioni politiche, associazioni esoteriche, dove gli individui vengono incarcerati e prosciugati della loro personalità.
Il cammino verso il ricongiungimento con la propria parte spirituale passa attraverso l’interiorizzazione ma, in generale, non sappiamo come e quando affrontarla. Nel momento in cui proviamo a rimanere soli con noi stessi ci distraiamo e quei pochi secondi ci appaiono come una eternità; non ottenendo risultati istantanei ci sentiamo frustrati e rifuggiamo da quei momenti, ritenendoci incapaci di avere questi contatti spirituali e dimenticando che la nostra parte spirituale è in costante contatto con la nostra parte fisica essendo, entrambe, le polarità opposte di una stessa entità; non riconoscendo tutto questo impediamo ad i nostri corpi inferiori la comunicazione con quelli superiori.
Nel cammino spirituale, bisogna tenere presenti alcuni principi fondamentali che devono, sempre, guidare il nostro cammino; essi sono:
1) all’interno dei nostri sette corpi esiste un principio fondamentale:
la Scintilla Divina o Spirito
L’individuo umano è un’insieme di sette involucri che rivestono il principio fondamentale divino o Spirito. Andando dall’esterno verso l’interno, i sette corpi dell’uomo possono essere suddivisi in quattro più esterni e materiali che nell’insieme vengono definiti corpo della personalità, e tre più interni e meno materiali che costituiscono il corpo causale.
Il corpo della personalità può essere suddiviso (andando dall’esterno verso l’interno) in:
- corpo fisico,
- corpo eterico o doppio eterico,
- corpo astrale o delle emozioni,
- corpo mentale inferiore o mente concreta;
Il corpo causale, a sua volta, può essere suddiviso (dall’esterno verso l’interno), in:
- corpo mentale superiore o manas,
- corpo buddhico o dell’intuizione,
- corpo animico od anima o della compassione.
All’interno di queste sette corpi abbiamo il “Sancta Sanctorum” o Spirito, disceso nella materia per acquisire determinate caratteristiche in modo da poter tornare, successivamente, a colui il quale attribuiamo il nome di Dio.
2) in noi alberga la scintilla divina
Noi, continuamente, ricerchiamo Dio al di fuori del nostro essere e ci affidiamo a santoni o ad intermediari religiosi affinché intercedano, per nostro conto, con il Padre Eterno. Invece di guardare al di fuori di noi guardiamo nel profondo del nostro essere e ritroveremo il Dio nascosto, il Sacro Graal; ricordiamo sempre il “nosce te ipsum” (conosci te stesso) dei templi sacri.
3) la dualità è solo un’illusione
L’energia Divina o Spirito, nel momento che scende nella materia ed entra in manifestazione, da unitaria diviene duale con una doppia polarità : positiva e negativa. Pertanto, il mondo materiale è legato alla dualità:
- bene – male,
- positivo – negativo,
- giorno – notte,
- piacere – dolore,
- bianco – nero,
- luce – ombra,
- elevato – profondo ecc…;
la strada verso la luce, verso la casa del padre, consiste nel vincere la dualità e ritornare all’unità. Finché vivremo sballottati tra gli opposti non troveremo mai la “strada del ritorno”.
Il mondo duale è illusorio in quanto non è la vera realtà: la realtà è il mondo dello spirito.
Noi tutti fino a che ci aggrappiamo al mondo materiale possiamo essere paragonati a colui il quale, all’interno di una caverna e con le spalle rivolte all’entrata della stessa, vede le ombre proiettate sulle pareti della grotta dalla luce esterna e crede che quello sia il mondo reale: continuamente viviamo nel mondo delle ombre e non lo sappiamo.
4) è necessario conoscere noi stessi per raggiungere l’unità con la nostra parte spirituale
Il Cammino Iniziatico consiste nella conoscenza del nostro essere più profondo in modo da ricongiungerci con la nostra parte positiva o Spirituale. Noi, nella nostra fisicità, non siamo altro che la parte negativa di un dipolo il cui polo positivo è la nostra parte spirituale. Bisogna riunire le polarità e divenire neutri, in modo da incamminarci sulla strada verso la luce.
5) in tutto il cammino verso al luce siamo soli.
La strada iniziatica è personale e solitaria; le altre persone, gli altri insegnanti ci possono aiutare per quanto riguarda le direttive del percorso ma, esso, è gestito unicamente da noi stessi.
Le gioie ed i dolori del cammino sono nostri e nessuno può sobbarcarsi le nostre sconfitte; comunque, rammentate che non esistono sconfitte e che esso sono, soltanto, un ritardo del percorso verso la luce.
6) ognuno è il maestro di se stesso
Nel percorso verso la casa del Padre, è fondamentale lo studio di tutto ciò che ci hanno tramandato i Veri Maestri Spirituali (Gesù il Nazareno, il Buddha ecc.) e bisogna rammentare che non esistono Guru o Santoni a cui dobbiamo delegare le nostre scelte; in questo senso, ognuno è il maestro di se stesso in quanto ogni via iniziatica è personale,e diversa dalle altre, e tutto ciò che apprendiamo deve essere adattato alla nostra strada personale ed al nostro essere.
7) ogni volta che generiamo energia positiva creiamo, di conseguenza, energia negativa
Questo settimo punto dei principi fondamentali è molto importante in quanto deve essere sempre preso in considerazione allorquando ci incamminiamo sul percorso iniziatico.
Quando meditiamo, preghiamo, pensiamo positivo, per la dualità dell’energia, in quel momento, generiamo anche la controparte negativa e, prima o poi, ci ritorna addosso. Dobbiamo, dunque, essere preparati all’impatto e non disperarci per l’accaduto.
8) tutto ciò che è stato creato possiede la vita
Incamminandoci sul sentiero iniziatico dobbiamo imparare ad amare ogni cosa creata ed a rispettarla dal momento che tutto ciò che è stato creato possiede la vita, dalla pietra alle stelle, e noi siamo un’unica cosa con esse; la apparente mancanza di vita in un oggetto creato dipende, unicamente, dalla struttura energetica di quell’involucro. La nostra stessa permanenza sulla terra è trascorsa anche, in passato, attraverso tali forme inanimate. Quando in oriente viene tagliato un albero, il contadino chiede scusa alla pianta e rivolge al Signore una preghiera; la medesima cosa viene fatta con corpi inanimati. Pertanto, sulla via verso la luce cerchiamo di non causare sofferenza alle piante ed agli animali e cerchiamo, per il possibile, di non causarne la morte per appagare un nostro senso di superiorità.
9) tutto l’Universo è parte di un più grande Essere
Così come il nostro organismo è costituito da apparati anatomici formati, a loro volta, da organi, cellule, atomi e particelle, tutte le cose create ( dalle più piccole alla più grandi ), fanno parte di un più grande Essere, che è il Grande Architetto dell’Universo, creatore del tutto. Ogni pianeta non è altro che una cellula di quel più grande corpo del quale sappiamo poco o niente.
10) tutto è fatto ad immagine del Creatore
Ogni cosa creata, dalla più semplice alla più complessa, è fatta ad immagine di Dio, conformemente ad una delle sue sette qualità:
- Volontà-Potere
- Amore-Saggezza
- Intelligenza attiva
- Armonia tramite conflitto
- Conoscenza concreta
- Devozione
- Ordine cerimoniale, ritualità, attività e organizzazioni ritmiche e cadenzate.
Anche nelle cose più semplici viene espressa una delle sette energie mentre, in quelle più sofisticate ( come la creatura umana ), le sette qualità sono presenti, non tutte attive, però, né del tutto equilibrate .
11) tutte le cose create sono collegate tra loro
Secondo tale principio, tutte le cose create sono collegate tra loro in quanto (vedi il nono principio) parte di un unico essere; riguardo a ciò, è singolare come in fisica venga affermato che se una farfalla sbatte le ali in Cina, un temporale si forma in Inghilterra.
Ritenendo valido tutto questo, rammentiamo che prima di compiere qualsiasi azione nefasta contro una qualsiasi creatura vivente, dobbiamo temere le conseguenze di tale atto; conseguenze che ricadranno sia su noi stessi che su tutta la razza umana. E’ nostro compito intervenire, anche, quando in presenza di una azione contro la vita, non siamo coinvolti direttamente.
12) tutto ciò che è stato creato possiede sette tipi di energia
Come è stato accennato sopra tutto quanto è stato creato possiede sette tipi di quell’energia che proviene dall’energia primaria creatrice. Tali sette energie sono le sette qualità del Divino e pervadono ogni corpo, più o meno espresse in questo.
13) tutto è energia
Come già è stato spiegato dalla fisica ( E = mc2 ), in natura tutto è energia e, questa, a secondo il grado di vibrazione, forma la materia visibile: tanto minore sarà la sua energia vibratoria quanto maggiore sarà la densità di un corpo. La creazione non è altro che l’impatto dell’energia Divina sulla materia caotica (o nulla).
14) la morte è solo un passaggio
La nostra cultura occidentale è basata sulla paura della morte e sulla soddisfazione dei desideri materiali. La morte è, invece, unicamente un passaggio da uno stato ad un altro senza alterare l’essenza fondamentale dell’uomo, o Spirito. Piangiamo la morte di una persona cara per egoismo e non pensiamo che uno spirito si è liberato delle sofferenze terrene. La morte è, dunque, una porta tra due mondi, uno visibile ed uno non visibile, che presentano una differente energia vibratoria.