Studi Tradizionali

René Guénon, Julius Evola, Arturo Reghini, Frithjof Schuon, Philosophia Perennis

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Risposte al questionario su: “Considerazioni sulla Via Iniziatica”, di René Guénon

Scopri le profonde riflessioni di René Guénon sulla Via Iniziatica, un percorso che va oltre la semplice spiritualità. In questo libro, Guénon esplora la distinzione tra iniziazione e misticismo, rivelando come la vera realizzazione richieda un impegno attivo e metodico. Attraverso un’analisi critica delle tradizioni occidentali e orientali, l’autore invita a riscoprire una conoscenza metafisica perduta, proponendo una restaurazione della tradizione. Un viaggio affascinante che sfida le convenzioni moderne e invita a riflettere sulla vera essenza dell’essere. Non perdere l’opportunità di approfondire questi temi fondamentali!

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Advaita VedantaStudi Tradizionali

Metafisica della non-dualità, verità e pluralismo

La metafisica della non-dualità, ossia la saggezza nel suo significato più profondo, è perlopiù ignorata, deformata o vista con supponenza dalla subcultura contemporanea ormai dilagante, che al massimo la considera un orpello museale. Con questo intervento, estraneo alla retorica tradizionalista, si tenta di restituirne per sommi tratti il senso più essenziale, mostrandone l’importanza per il nostro tempo.

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Studi Tradizionali

JULIUS EVOLA – Intervista completa – Archives du XXème siècle – 1971

La straordinaria intervista a Julius Evola – completa e prima del montaggio – effettuata dalla televisione francese nel gennaio del 1971, tre anni prima della scomparsa del grande scrittore che fu il teorico principale del Tradizionalismo e il più importante esponente del movimento Dada in Italia. In lingua francese, con sottotitoli in italiano riveduti e corretti.

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Studi Tradizionali

René Guénon: “Sul significato delle feste carnevalesche”

“…se le feste di questo genere vanno sempre più perdendo importanza e sembrano ormai suscitare a malapena l’interesse della folla, il fatto è che, in un’epoca come la nostra, hanno veramente perduto la loro ragione d’essere [Ciò equivale a dire che esse propriamente non sono più che «superstizioni», nel senso etimologico della parola]: come potrebbe, infatti, esserci ancora il problema di «circoscrivere» il disordine e di rinchiuderlo entro limiti rigorosamente definiti, quando esso è diffuso dappertutto e si manifesta costantemente in tutti gli ambiti in cui si esercita l’attività umana?

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