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Pubblicato 2012-02-10 Scritto da Tiziano Bellucci
Categoria principale: Antroposofia
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Capitolo XXXIV

della serie

Studi sulle opere di Rudolf Steiner

a cura di Tiziano Bellucci


 

1° conferenza

 

 

 

“L’uomo non esiste come essere fine a se stesso, ma come manifestazione dello spirito, è una mèta delle intenzioni divine, dell’universo spirituale. Rimanere ignoranti in questo, è un reale peccato contro il fine divino determinato per l’uomo”. La conoscenza diventa quindi un dovere: e un senso di rispetto deve sorgere mentre ci si dedica all’educazione occulta, allo sviluppo dei sensi di percezione superiore. Il veggente che non fosse capace di provare il più profondo rispetto per le potenzialità umane, non sarebbe degno di riportare con verità comunicazioni occulte. Appariranno a lui soltanto inadeguate e non veraci manifestazioni spirituali. Cadrà spesso in errore.

 

 

 

Come i fiori sono foglie differenziate, lo sono le vertebre per il cranio, il midollo per il cervello.

 

Le ossa craniche sono ossa vertebrali trasformate. Estendendo una vertebra in tutte le direzioni appiattendola, diverrebbe una forma di cranio.

 

Inoltre si può dire che il cervello, è midollo spinale trasformato. Una volta vi era solo il midollo, poi esso si è differenziato diventando organo cerebrale.

 

 

 

Cervello: funzioni coscienti. Midollo: funzioni automatiche.

 

Il cervello presiede a tutte quelle attività deste, “ragionate” di cui possiamo in qualche modo esser consapevoli, accorgercene purchè esercitiamo un minimo di attenzione.

 

Tutto ciò che invece è meno soggetto alla “riflessione”, tutto ciò che è più inconscio, istintivo, quindi vive come in stato di sogno, avviene per tramite del midollo spinale.

 

Nello stato di coscienza di sogno, nella singolare vita caotica del sogno, possiamo scorgere oggi un residuo di come poteva essere lo stato di coscienza che l’uomo aveva sull’antica luna, quando era provvisto solo del midollo spinale, e ancora esso non si era ancora trasformato in cervello fisico. Non vi era ancora, il cervello fisico, esso era ancora “tutto midollo”.

 

La vita di veglia proviene da uno stato di sogno, così come il cervello proviene dal midollo.

 

 

 

Il midollo ha un aura verdognola, il cervello ha un aura blu-viola (come un elmo). Non bisogna credere che i colori dell’aura si possano dipingere: sono molto temporanei, transitori e mobili, si formano e si dissolvono di continuo. Non permangono mai in uno stato di “fissità”.

 

 

 

 

 

Seconda conferenza

 

 

 

Il sangue e la circolazione

 

Si svolgono nel corpo due tipi di circolazione: la “piccola” circolazione dove due arterie portano sangue al cervello, e la “grande” circolazione dove svariati condotti portano il sangue in tutto l’organismo.

 

 

 

Le 2 “nutrizioni”: alimentare e conoscitiva

 

Nella parte superiore (dove vi è il cervello) avviene l’elaborazione delle impressioni che da fuori affluiscono all’interno per tramite dei sensi.

 

 

 

Così come gli organi come stomaco, fegato e milza elaborando i cibi nutrono il corpo, allo stesso modo il cervello “nutre” il corpo tramite le impressioni dei sensi. Vi è una nutrizione “inferiore” e una “superiore”. Il cervello è un organo che corrisponde agli organi contenuti nella cavità toracica.

 

 

 

I mondi esterni (pianeti) corrispondono ai mondi interni (organi fisici).

 

 

 

Differenze funzionali, fra sangue e organi nell’uomo e nell’animale

 

Il sistema nervoso è una specie di supporto affinchè possa esprimersi, presentarsi la coscienza umana.

 

Il sistema nervoso è la manifestazione dell’attività del corpo astrale, mentre il sangue è la manifestazione dell’io. Nel sistema dei nervi (immagini, istinti, sensazioni, sentimenti e pensieri) si estrinseca e si esprime l’attività dell’astrale. Nel sangue quella dell’io.

 

E’ bene però non credere che vi possano essere delle funzioni analoghe fra gli organi animali e quelli umani, anche se hanno un aspetto simile. Si tenga presente che il sangue irrorando gli organi, è presente ovunque. E il principio operante nel sangue umano non è lo stesso che troviamo nel sangue animale. Quindi le funzioni non possono essere uguali.

 

A causa del fatto che il sangue compenetra gli organi è evidente che avvenga una compartecipazione, si accenda un rapporto nell’uomo con tutto ciò che è esperienza della vita dell’anima (corpo astrale – sistema nervoso) e io (sangue).

 

 

 

Si tenga presente che il sistema nervoso non è presente solo nella testa, ma in tutto l’organismo: i nervi si diramano e sono rintracciabili ovunque vi sia “sensibilità” nel corpo.

 

 

 

L’io, scorrendo negli organi tramite il sangue, idee, sensazioni, sentimenti gli vengono portati incontro: esso viene in diretto contatto con la vita dell’anima, si impregna di essa. La vita dell’anima si genera a mezzo dell’astrale, appartiene all’astrale, ma essa può apparire ed esprimersi e quindi divenire consapevole, solo a mezzo dell’incontro con l’io.

 

 

 

Occorre considerare il liquido del sangue, come una sorta di “lavagna” fluida, uno schermo mobile su cui si distendono, si imprimono e si rendono visibile pensieri, istinti, sentimenti umani.

 

 

 

Quando si osserva un oggetto nel mondo esterno le impressioni luminose agiscono sul nervo ottico: il sistema neurosensoriale invia impulsi al corpo astrale, il quale li tramuta in “vita dell’anima”, ossia in esperienze visive, olfattive, tattili, ecc.

 

Il corpo astrale è la sede della coscienza dell’ego, la quale appoggia sull’uso del cervello, di cui ne è strumento. Il sangue è il veicolo dell’io.

 

I nervi e il cervello sono immersi nel sangue. Lo scorrere del sangue entro il sistema dei sensi entra in contatto con la vita animica del corpo astrale, determinando il sorgere della coscienza ordinaria dell’ego.

 

L’uomo può “dirsi io” per il fatto che il sistema nervoso (immerso di sangue) porta all’io le impressioni dei sensi, i pensieri e i sentimenti. Vale a dire: ciò che vive nel corpo astrale entra in rapporto con l’io tramite il sangue che compenetra il sistema neurosensoriale. L’interazione nervo/sangue produce la coscienza di veglia.

 

Di fatto, le impressioni dei sensi si inscrivono nel sangue come sopra uno schermo, una lavagna. E l’uomo può instaurare una coscienza consapevole di ciò che accade davanti e dentro di sè in virtù proprio di questo legame, di questo “rispecchiarsi” del corpo astrale entro il sangue. La coscienza diviene percepibile a se stessa, perché si “specchia” proiettandosi su una superficie: il sangue fisico. Senza la possibilità di “poggiare” su un supporto (sangue), il corpo astrale non potrebbe la possibilità di generare un esperienza cosciente di ciò che accade al suo interno. Nel sonno avviene questa “negazione” della coscienza. Il corpo astrale, trovandosi fuori dal corpo fisico –ossia fuori dall’interazione con il sangue- non permette di avere l’esperienza consapevole di ciò che accade nel sonno. L’esperienza di sogno sorge solo quando il corpo astrale “tocca l’eterico”, ossia è in prossimità di rientrare nel corpo fisico: viene “sfiorato” solo il corpo eterico e quindi si va poi a “riverberare” l’eco dell’esperienza astrale dall’eterico entro il corpo fisico.

 

L’instaurarsi di una coscienza è possibile solo a mezzo di un “rispecchiamento” dell’astrale nel corpo fisico: un corpo senza sangue non offrirebbe l’esperienza di “percezione di sé” all’anima. L’interazione sangue/organi neurosensoriali produce la coscienza per il fatto che nel sangue agisce l’io.

 

Simuliamo ora di interrompere in modo artificiale (come in realtà accade nel sonno) la connessione fra attività del corpo astrale e il sangue: l’anima è fuori dal contatto del corpo e del sangue. Immagiamo che l’attività astrale dei nervi sia svincolata dall’attività del sangue. L’uomo non potrebbe più “registrare”, avvertire le esperienze che avvengono entro il sistema dei nervi: se vi fosse attorno a lui un rumore, un odore, o una luce egli non potrebbe avvertire nulla. La stessa cosa accade se per esempio si recidesse ad es. il nervo ottico: l’occhio non potrebbe più portare e ricevere informazioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La concentrazione la separazione dei nervi dal sangue

 

Attraverso una preventiva e reiterata intensa concentrazione interiore dell’anima cercando di coltivare pensieri o rappresentazioni simboliche, si può arrivare a produrre una reale “saturazione” dell’attività del sistema nervoso: si va a impegnare i nervi in modo molto intenso. Quando, astraendosi da tutte le percezioni dei sensi, ci si impone una forte concentrazione su un tema, nell’anima diviene presente solo ciò che viene creato dallo sforzo animico. Ecco che in questo modo, la dedizione, “l’impegno” attivo che viene suscitato entro il sistema nervoso a mezzo dello sforzo del corpo astrale (anima), produce una sorta di “ circuito chiuso” entro l’anima stessa, determinando una separazione dell’attività nervosa (astrale) dall’attività presente nel sangue (io). Una reale concentrazione interiore realizza la sconnessione fra i sistema neurosensoriale e il sangue, nel senso che l’anima si chiude in se stessa, isolandosi in sé, senza “specchiarsi” entro la superficie riflettente del sangue. Il nervo viene momentaneamente “liberato” dall’ordinario rapporto con il sistema sanguigno: che vuol dire anche che cessa la possibilità del realizzarsi della coscienza dell’ego.

 

Tramite l’attività della concentrazione si realizza un temporaneo distacco del corpo astrale dal corpo: l’uomo non dice “Io” al suo ego ordinario, ma sperimenta la coscienza del vero “io” superiore per tramite del corpo astrale. Accade che l’attività astrale di concentrazione che si estrinseca entro il sistema nervoso, rientra in se stessa, ritorna in “anello” (loop) entro se stessa senza accedere al sangue.

 

La concentrazione fa quindi rifluire in sé stessa l’attività astrale che sarebbe invece dovuta fluire entro l’io.

 

Questo processo fa sperimentare una esperienza qualitativa interiore dello stato della coscienza diversa, insolita: l’orizzonte delle esperienze della coscienza appare mutato.

 

Per dare un immagine più chiara si potrebbe dire che ordinariamente nella vita normale, l’anima dell’uomo riporta al proprio io le impressioni che riceve dal mondo esterno tramite il sistema nervoso; con una forte concentrazione interiore egli non vive più nel suo “io abituale”, ma dice io al vero io. Rilettendo in se stessa, senza la mediazione del corpo, l’attività astrale viene come “sollevata, estratta” dal contatto con il sangue.

 

In quella condizione, ci si sente un “qualcosa” che prima si poteva soltanto presagire: ci si sente diversi, di natura cosmica, extraterrestre. Si sente la presenza in sè di un mondo spirituale, il quale vive nella sensazione che afferriamo nella nostra nuova entità.

 

L’estrazione del sistema nervoso dal sistema sanguigno comporta un rifluire dei contenuti assunti nella concentrazione entro il solo sistema nervoso: un mondo, una dimensione che prima ci era inconoscibile diviene ora percettibile. I contenuti meditati non potendo “sfogare” entro in sangue, percorrendo i nervi trovano come una barriera una volta giunti al limite delle terminazioni nervose: le stesse terminazioni nervose fungono da frontiera, da limite così che le impressioni “cozzano” contro, e ritornano in dietro, rifluendo, rimbalzando entro il sistema nervoso ancora.

 

Possiamo vedere un colore rosso perché l’impressione del colore si trasmette entro il nervo ottico e si imprime, di riflette sul sangue contenuto nel cervello: è così che sorge in noi l’esperienza del colore rosso. Se l’impressione del colore rosso venisse obbligata a non poter fluire entro il sangue, ma “sbattesse” contro il termine dei nervi ritornerebbe indietro, e vivremmo fuori di noi, trovandoci entro il raggio di luce, entro l’impressione stessa. Saremmo infatti “fuori di noi stessi”, con completamente incarnati, non essendo penetrati in profondità come solitamente accade. Si vive direttamente entro le impressioni dei sensi, senza vivere l’effetto specchiante dato dall’incontro con il sangue.

 

L’io superiore umano vive nel sangue: ma a contatto con il sistema nervoso (corpo astrale) “scade”, sprofondando ad un livello inferiore: cessa la percezione del mondo spirituale iniziando a vivere e fondarsi sulla percezione dei sensi. Questo “scadere” della coscienza superiore spirituale in coscienza inferiore sensibile determina la nascita dell’Ego, o io inferiore. Che è come dire che “il corpo si crede l’io”.

 

Tramite la concentrazione arriviamo ad escludere il sangue da ciò che chiamiamo io superiore: che deve divenire “ego” in virtù della connessione fra sangue e sistema nervoso. Si arriva a escludere dall’azione del sangue (ove abbiamo l’originarsi dell’ego riflesso) incontrando l’esperienza dell’io reale, superiore.

 

 

 

E’ quindi possibile isolarci temporaneamente dall’influenza dell’io ordinario (dell’ego) liberandosi dal contatto con la corrente sanguigna per arrivare all’esperienza dell’io superiore.

 

 

 

 

 

 

 

Terza conferenza

 

Si può provocare quindi in sé, mediante una forte concentrazione di pensieri e sentimenti, una condizione di vita differente da quella abituale. Una appropriata concentrazione crea una tensione tale da far rimanere la forza mentale circoscritta entro i nervi, respinta dai nervi stessi: non fa presa sul sangue, rimane estranea al corpo.  

 

Accade che si viene estraniati dalla propria entità abituale, ci si solleva dal proprio io soggettivo. L’io vero si affaccia in noi. Non ci si sente più separati o contrapposti agli oggetti, agli esseri del mondo: ma si diviene uno con essi, ci si sente parte di essi. Si svela un mistero inconosciuto: si impara a conoscere quel mondo spirituale nel quale siamo sempre congiunti e veniamo a sapere che non vi è separazione fra noi e il mondo. Smettendo di identificarsi con il corpo, di credersi un io corporeo, cade l’illusione di credersi un corpo e di credersi non uniti al mondo. Tale inganno si origina per il fatto che il sangue, pervadendo tutto il corpo, produce un identificazione con il corpo, lungo tutte le arterie, vene e capillari che pervadono gli organi e la pelle del corpo. Tramite la concentrazione accade che, essendo l’io vero connesso con ogni cosa del mondo, quale principio operante ovunque, sorge in noi un sentimento di intimità con il mondo: si invera la possibilità di conoscere realmente la natura delle cose, senza inganno, dall’interno del loro essere. Sentiamo come se il pensiero su cui si stava meditando, o l’oggetto che si stava contemplando penetrasse in noi e ci sentissimo uno con lui.

 

Nel momento in cui ci “estraiamo” dal corpo, liberandoci così della connessione con l’ego, afferriamo il vero nostro essere spirituale, il quale vive unificato quale abitante del mondo spirituale, in quello stesso mondo che è situato dietro le impressioni dei sensi.

 

 

 

Sistema nervoso della testa e sistema nervoso della “pancia”

 

Nell’uomo si può ritrovare due tipi di attività nervose; il sistema nervoso si suddivide in due parti principali: il sistema nervoso centrale e il sistema nervoso periferico. Il primo è costituito dal cervello e dal midollo spinale, Possiamo pensare al midollo spinale come un'estensione del cervello.

 

Il secondo sistema è composto dai nervi craniali, che fuoriescono dalle cellule neurali e dai nervi spinali, che si propagano dal midollo spinale.

 

All'interno del sistema nervoso centrale e periferico c'è un tipo di sistema nervoso responsabile delle funzioni involontarie, chiamato sistema nervoso autonomo. E’ un sistema di controllo del corpo che si corregge da sé. E’ responsabile dell'omeóstasi, l'equilibrio mantenuto dall'innata intelligenza del corpo.

 

Regola la temperatura del corpo, il livello degli zuccheri nel sangue, il battito cardiaco, e tutti quegli aspetti della nostra salute che ogni giorno diamo per scontati. Per esempio, il sistema cardiovascolare e quello digestivo per funzionare non richiedono uno sforzo consapevole da parte nostra: non controlliamo consapevolmente il battito cardiaco, né il gran numero di enzimi prodotti per digerire l'ultimo pasto, il che pone un interrogativo: "quale intelligenza manda avanti lo spettacolo? Questo è letteralmente un processo automatico.

 

Il sistema nervoso autonomo può essere ulteriormente suddiviso in due parti: sistema nervoso simpatico e parasimpatico. Il sistema nervoso simpatico prepara il corpo ad affrontare le situazioni d'emergenza. t anche chiamato sistema nervoso del combatti o fuggi. Quando percepiamo una minaccia dall'ambiente, tutti i sistemi subiscono un'accelerazione, il battito cardiaco, la pressione del sangue, il tasso respiratorio aumentano, e viene rilasciata l'adrenalina per una risposta immediata. 

 

Il sistema nervoso simpatico o “torace lombare” è una delle due branche del sistema nervoso autonomo o vegetativo, che interviene nel controllo delle funzioni corporee involontarie. Esso si snoda prima lungo la colonna vertebrale, poi allargandosi. Si diparte verso ogni parte del corpo.

 

La scienza dello spirito ci dice che così come il sistema nervoso del capo si occupa di accogliere ed elaborare impressioni dal mondo esterno, tramite il sistema nervoso simpatico invece riceviamo impressioni dalla nostra corporeità esterna: di fatto accogliamo informazioni di ciò che accade all’interno del nostro corpo.

 

 

 

La via scientifico spirituale e la via mistica

 

Abbiamo visto che l’uomo può liberare con la concentrazione i suoi nervi in modo di sperimentare la propria essenza divina, quella che compenetra e condivide ogni ente della natura esterna -l’entità dell’io che vive unificata al mondo-, in modo di poter arrivare a sperimentare un identificazione fra l’essere contenuto nell’impressione sensoria e la propria entità: può esistere anche però un operazione opposta.

 

La concentrazione mistica, è un immersione nella propria essenza divina tramite una penetrazione negli organi interni: non consiste in un sollevarsi dall’ego come si produce tramite la concentrazione del pensiero citata sopra, ma il contrario. E’ una profonda immersione in sé, nel proprio ego, in ciò che vive nel proprio essere terreno. E’ un rafforzamento del senso dell’ego.

 

I mistici più antichi tendevano a fare astrazione da ogni impressioni interna, immergendosi solo in se stessi, tramite preghiere, visualizzazioni di immagini religiose. Concentravano la forza dell’anima nell’ego. L’immersione nella propria interiorità animica e fisica ha per caratteristica che il sangue, ove agisce l’io, non viene separato dai nervi, ma contrariamente viene messo a strettissimo contatto col sistema nervoso simpatico.

 

Se mediante la concentrazione si allenta il legame fra sangue e sistema nervoso, con la meditazione mistica lo si rinforza. Si vive nel sangue che circola negli organi e nei nervi. Si ha una forte impressione del sangue nel sistema nervoso simpatico. Tutto ciò che nell’uomo è passione, emerge a coscienza: e si presentano così le entità e le forze presenti nella propria anima e nel proprio doppio. Tutte le imperfezioni, le passioni sfrenate vengono a coscienza. Ecco perché il mistico narra di demoni, di regioni colme di entità demoniache: sperimenta il contenuto impuro della propria coscienza. Incontra il mondo astrale inferiore e i suoi abitanti. Un mistico che si fosse adeguatamente purificato, e quindi riuscisse a liberare la sua anima dalla presenza delle “legioni” potrebbe però entrare in comunicazione con le forze agenti nel sistema planetario: perché esiste una relazione fra organi interni e pianeti.

 

Con la “veggenza della pancia” o meditazione mistica, non si percepiscono o si indagano affatto le cose visibili nel mondo dei sensi: si vedono le entità presenti dentro di noi, negli organi interni e nell’anima.

 

 

 

Il ritmo del corpo e la milza

 

E’ importante dare un ritmo regolare al sonno, ai pasti, è fondamentale dare un equilibrio al tipo di cibo o bevande che si assumono. La non regolarità determina un effetto dannoso sull’organismo: logora la milza, la quale è un organo che serve per creare equilibrio e regolarità nel corpo.

 

 

 

I pianeti esterni a Saturno

 

I pianeti come Nettuno, Urano e Plutone non costruiscono all’individualizzazione dell’uomo. Solo i pianeti classici, antichi, all’interno di Saturno conferiscono leggi che tendono a individualizzarlo rispetto l’intero universo, a renderlo umano, in senso reale. I pianeti oltre saturno portano leggi e ritmi diversi che tendono a disindividualizzare l’uomo, a farlo extraterrestre, cosmico.

 

 

 

 

 

Quarta conferenza

 

Il percepire tramite i sensi è una sorta di “respirazione spiritualizzata”. Mentre nel processo di respirazione ordinaria assumiamo sostanze come ossigeno e azoto, ed esse vengono assunte dal sangue, elaborando e percependo impressioni sensorie, visive, uditive, tattili viene come svolto un processo respiratorio più sottile assunto dal corpo eterico. Si potrebbe dire che l’ossigeno si combina con il silicio insito nel sistema nervoso e secerne acido silicico.

 

A tutta prima sembrerebbe non esservi la possibilità di una relazione fra processi fisici che avvengono nel sangue e i processi percettivi compiuti nella nostra anima. In verità non si può però negare che pensieri e sentimenti non siano qualcosa di reale, come reali sono le funzioni organiche e le sostanze dell’organismo. Occorre quindi prestare attenzione al fatto che pensieri e sentimenti agiscono sul sangue direttamente.

 

 

 

 

 

Come si realizza il processo di “memorizzazione” nel corpo eterico tramite l’io

 

Se vi fosse solo il corpo astrale, davanti ad un esperienza avremmo modo di viverla solo al presente, senza possibilità di ricordarla in un secondo momento. Affinchè si produca una memoria occorre che la percezione data dal corpo astrale venga impressa dall’io nel corpo eterico. L’io riceve le impressioni e il corpo astrale le elabora, traendo delle conclusioni tramite associazioni e raffronti di pensiero.

 

Si immagini di vedere il corpo eterico umano e di osservare (da sole) le venature sanguigne che attraversano tutto il corpo fisico: vedremo “le vie” che l’io umano percorre tramite il sangue. Vedremo che il sangue tende a stimolare di continuo massimamente la parte superiore del corpo eterico, causando la formazione di qualcosa di particolare. L’attività dell’io nel sangue provoca entro il corpo eterico la formazione di due correnti eteriche che vanno dal cuore verso il capo, in cui si formano delle immagini.

 

 

 

fisiologia01Esse si imprimono, rimanendo come “stampate” entro il corpo eterico. Il fatto si esprime anche con effetti fisici: le “correnti” eteriche create dalle impressioni portate dall’io, si esprimono nel cervello con la comparsa di correnti elettriche. Inoltre esistono due organi fisici che collaborano ad accogliere e formare la rappresentazione mnemonica: la ghiandola epifisi (ghiandola pineale) riesce a formare la rappresentazione mnemonica, la ghiandola ipofisi (ghiandola pituitaria) invece accoglie la rappresentazione per inserirla e fissarla nel corpo eterico. Queste due ghiandole sono l’espressione fisica delle due correnti eteriche che vanno dal cuore al cervello.

 

 

 

 

 

 

 





Quinta conferenza

 

 

Organi e forze planetarie eteriche

 

Quando un organo fisico viene eliminato o asportato, persiste comunque l’attività che presidiava ad esso: quando si parla ad esempio dei polmoni, non si indica esotericamente solo l’organo fisico visibile, ma il sistema di forze di natura sovrasensibile che agisce e anima gli stessi organi.

 

Un sistema di forze, una rete eterica e astrale attrae forze fisiche, riempie lo spazio attirando materia: le forze fisiche che si condensano in un punto aggregando materia. Il sistema di forze non viene intacato neppure quando si ammala l’organo.

 

Ogni organo è da intendersi prima come “predisposto” nel sovrasensibile, e i nseguito “riempito” di materia fisica.

 

Esiste quindi prima di tutto un organo eterico, che aggrega materia fisica.

 

Il corpo eterico è un veicolo altamente differenziato.

 

Vi sono organi fisici connessi con sistemi di forze del corpo eterico, altri con l’astrale, altri con l’io.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La nutrizione e la trasformazione: suscitazione della consapevolezza

 

I processi di nutrizione, di assimilazione e di trasformazione che avvengono nel nostro organismo non servono soltanto a far vivere i nostri organi: essi servono anche per sviluppare consapevolezza in noi.

 

Se urtiamo contro un muro al buio, diveniamo consapevoli della parte che ha sbattuto, che ha trovato una resistenza. In realtà la possibilità di sperimentare “un sé” è legata alla possibilità che il nostro io possa incontrare una resistenza entro e per tramite del corpo, tramite gli organi, attraverso i processi di assimilazione e nutrizione.

 

La coscienza dell’io può originarsi soltanto se incontra una contrapposizione.

 

Venendo a contatto con un certo organo ad es. le sostanze introdotte non possono rimanere come sono: devono modificarsi, venire metamorfosate. La trasformazione diviene una “lotta” interiore che genera una dissociazione interiore, la quale determina l’occasione di far originare la possibilità di una coscienza di sé. Se si immagina che gli alimenti introdotti attraversassero senza ostacoli e modificazioni l’organismo come scorrendo entro un tubo, l’organismo non avvertirebbe se stesso, ma si sentirebbe parte del mondo esterno.

 

L’assimilazione e l’escrezione quali parti dei processi vitali, viene soprattutto effettuata dalle ghiandole. Esse creano ostacoli, in quanto esse oppongono resistenza alle sostanze alimentari, modificandole.

 

Il fatto che gli alimenti introdotti nel corpo trovino una contrapposizione, la separazione, l’urto e la frammentazione, crea la coscienza di sé.

 

 

 

Soprattutto, questo vale per il sangue: se il sangue percorresse il corpo senza venir modificato nella sua composizione, esso non consentirebbe all’uomo di sperimentarsi come un io. Proprio perché nel sangue avvengono continue modificazioni (mutazioni di sostanze in altre), proprio perché ritorna al cuore sempre in uno stato diverso, si presenta nell’uomo l’occasione di percepire in sé un io: le metamorfosi entro il sangue generano la possibilità di sperimentare la sensazione di ”essere un io”. Si può dire che l’organismo si percepisce in virtù della secrezione e metamorfosi interna.

 

 

 

 

 

Sesta conferenza

 

 

 

L’io e il sangue

 

L’io si incarna, tramite il sangue. Letteralmente: irrorando di sangue tramite vene, arterie e vasi sanguigni, l’io penetra negli organi e nella carne umana. Può così insidiarsi nel corpo, utilizzarlo ed esprimersi tramite esso. Il sangue “riempie” la carne inviandovi le sue forze.

 

 

 

La paura e la vergogna

 

La dimostrazione che l’io umano vive nel sangue lo si vede nei fenomeni dell’impallidire e arrossire. Il ritrarsi dell’io dal sangue, il ridurre la proprio presenza accade quando si sperimenta paura, ansia: come l’io vorrebbe come difendersi, “scappando”. Ecco che appare il pallore del viso: il sangue sfugge dalla periferia verso il centro, l’interno del’organismo.

 

Quando invece si prova vergogna, si ha l’effetto contrario (si arrossisce). Qui l’io vorrebbe “nascondersi”,dietro il sangue vorrebbe “cancellarsi”, sparire, non esistere. L’io tende come a spingersi fuori dal corpo, verso la periferia dell’organismo: e l’uomo arrossisce.

 

 

 

- Il sistema nervoso è un espressione del corpo astrale

 

- il sistema ghiandolare del corpo eterico

 

- il sangue dell’io

 

- le ossa del corpo fisico

 

 

 

Il cranio, espressione della nostra vita precedente

 

Nella struttura del cranio possiamo vedere l’espressione plastica del modo in cui il singolo individuo umano visse e agì nell’incarnazione precedente: nella forma del cranio vediamo oggettivate le qualità morali acquisite a seguito delle azioni compiute nella vita precedente. Considerando le ossa del cranio secondo criteri artistici, analizzandolo come un opera d’arte, sarebbe possibile cogliere e raffigurare la condotta della vita precedente. Il cranio esprime artisticamente la storia dell’io nell’incarnazione precedente. Il “toccare” il cranio umano ci può dare notizia di come e cosa eravamo moralmente (non fisicamente) nella vita precedente: esso esprime la configurazione etica dell’io nella vita passata. Così come la conchiglia è il prodotto dell’attività di un essere l’ha costruita, il cranio è similarmente il resto, la “conchiglia” fossile, che rappresenta “quell’essere” che abitò in un'altra vita, un altro corpo. Il cranio è il residuo di un attività del passato.

 

La paleontologia (studio comparato dei fossili) osservando le ossa riesca a “dedurre” la forma di un dato essere, quando era in vita in un antico passato. Allo stesso modo, osservare occultamente un cranio ci porta a “dedurre” la forma interiore (non esteriore) dell’io di un uomo.

 

 

 

 

 

Settima conferenza

 

 

 

Pensieri, sentimenti e istinti riverberano effetti fisici nel corpo: Sali, coaugulazione, calore

 

Ad ogni processo di pensiero, corrisponde un processo nell’organismo fisico: questo vale anche per ogni sentimento e impulso volitivo.

 

Ciò che accade nella nostra vita dell’anima determina il sorgere di un’onda che si va a ripercuotere fin dentro all’organismo fisico.

 

 

 

Il pensare e la formazione dei cristalli

 

Esaminiamo cosa accade quando pensiamo, ad es. un pensiero puro, oggettivo come quello matematico. Ipotizziamo di stare impegnandoci nel compiere un operazione presente in un problema matematico. Ogni volta che pensiamo accade in noi un processo di simile ad una “cristallizzazione”. Se si scalda acqua in cui si era disciolto un sale, quando l’acqua si raffredderà rivedremo comparire sul fondo il sale che, prima era diventato invisibile sciogliendosi. Si compie un processo inverso alla “soluzione” del sale. Ricompare.

 

Quando pensiamo, avviene un processo simile a quello descritto. L’azione del sangue entro e sul sistema nervoso (l’io che interagisce nel corpo astrale) produce un “surriscalmento” dell’organo cerebrale e dei suoi liquidi, ove i sali (silicio) disciolti, si condensano. A volte si dice che l’intelligenza corrisponda ad avere “sale” nella testa. Il pensare produce quindi una “precipitazione” delle sostanze contenute nel sistema nervoso, una condensazione.

 

L’attività pensante dell’io si esprime in una specie di sedimentazione salina nel sangue: il pensare cosciente si manifesta a mezzo di una deposizione di Sali nel nostro sangue.

 

 

 

 

 

 

 

Il sentire e la coaugulazione

 

Il provare sentimenti non produce una deposizione di Sali, ma una densificazione del liquido sanguigno. Avviene una coaugulazione simile all’albumina, come dei piccoli “fiocchi” entro i liquidi, delle inclusioni collose, albuminose. Di conseguenza all’influsso della vita di sentimento, certe particelle di sangue passano da uno stato liquido, ad uno stato più denso, gelatinoso.

 

 

 

Gli impulsi di volontà e il calore corporeo

 

Essi producono un riscaldamento, un innalzamento di temperatura corporea, un processo termico: questo crea ossidazione, combustione delle sostanze presenti nel sangue.

 

 

 

I processi di cristallizzazione (pensieri), coaugulazione (sentimenti) e riscaldamento (impulsi volitivi) avvengono tramite il sangue, ma in diverse parti del corpo.

 

Pensare = testa,

 

sentire = centro del corpo

 

volere = periferia del corpo

 

 

 

la scienza ufficiale arriverà in futuro a percepire questi “fini” processi fisici causati dall’animico: processi che accadono già, ma ai quali vengono riferite altre cause, materiali.

 

 

 

L’ipocondria

 

Quando un organo non funziona bene, è ammalato, allora lo si percepisce. Altrimenti noi non avvertiamo mai la presenza o l’attività di un organo. Se ne ha dolore, fastidio, si diventa coscienti degli organi solo quando non funzionano appropriatamente.

 

Le persone di natura ipocondriaca, si accorgono di ciò che vive nei loro organi interni: ossia “pre-sentono” i movimenti degli organi, il loro essere interiore. Anche se non vi è la malattia. Essi avvertono ciò che ordinariamente non è possibile avvertire e questo esprime a loro senso di malessere, di timore per la malattia: sentono “l’attività” degli organi, ne sono in qualche modo coscienti; e questo viene da loro interpretato come “paura” di esser malati, mentre in realtà si è solo più consapevoli dell’attività degli organi.

 

 

 

I sali prodottisi con il pensare diurno devono poi venire ridisciolti ed eliminati, altrimenti si produrrebbe decomposizione, sclerosi: questa “dissoluzione” avviene durante il sonno. In realtà il processo di pensiero causa un reale processo distruttivo, di deposito “minerale”. Il sangue si riempie di “rocce” saline. Durante il sonno, con la fuoriuscita dell’io e dell’astrale vengono promossi i fenomeni di scioglimento.

 

 

 

 

 

Ottava conferenza

 

 

 

Il Principio “formativo” umano (detto anche Fantoma) è l’ente che elabora le sostanze fisiche per trasporle ed adattarle a se stesso, per poter creare e “conferirsi” una forma, un immagine fisica da un lato tipica del genere umano, da un altro lato esprimente l’individualità a se stante. Con la sua attività trasforma le sostanze alimentari, mettendole in condizione di formare organi viventi.

 

Dapprima le sostanze nutritive degli alimenti incontrano la forza del corpo eterico entro lo stomaco; poi vengono incontro le forze astrali (milza, reni); e infine agiscono le forze dell’io presenti nel sangue.

 

 

 

 

 

Relazione fra medicine, pianeti ed organi

 

Esiste un rapporto fra gli organi, i pianeti esterni e le sostanze terapeutiche che possono venire impiegate per riequilibrare l’iperattività o le “stonature” degli organi nei confronti delle forze planetarie corrispondenti.

 

cuore- sole- oro

 

marte- bile (cistifellia)- ferro

 

fegato- giove- stagno

 

saturno-milza- piombo

 

Mercurio-polmoni- mercurio

 

Venere-reni- rame

 

 

 

 fisiologia02

 

Esiste però anche una corrispondenza farmacologica fra gli organi superiori e organi inferiori:

 

Così come il ferro può essere usato con patologie biliari, può essere adatto anche per la laringe. Come per il fegato si usa lo stagno, lo stesso si può fare con le parti superiori della testa, fronte e cervello anteriore. E il piombo connesso con la milza può essere usato con la parte posteriore della testa.

 

 

 

Per malattie del sangue, usare metalli sarebbe improprio: è bene usare soprattutto Sali.

 

 

 

I vegetali e la cura

 

L’assumere sostanze vegetali in forma di prodotti alimentari non produce grandi effetti sulla malattia: perchè l’io tende a “trasformare” la sostanza in forma individuale, adattandola al corpo. Per sortire effetto, devono venire assunte tramite preparazioni medicinali.

 

 

 

Importanza dell’unione del germe femminile e maschile

 

L’occultismo ci dice che il germe femminile (endoderma) è solo in grado di produrre una disposizione corporea priva della forma: senza l’intervento del germe maschile (ectoderma) non sarebbe in grado di produrre un essere umano, in senso terrestre. Sarebbe altresì capace di produrre un essere celeste, privo del sistema osseo e neurosensoriale, un entità provvista della parte legata al cuore e alla respirazione. Quindi un “purissimo” essere incapace di produrre pensieri razionali ed egoistici. Quell’essere non avrebbe la capacità di mettersi in realzione con il mondo esterno, perché privo dei sensi: potrebbe realizzare solo una vita interna, interiore. La sua corporeità sarebbe fluida, priva di contorni netti e delimitati.

 

All’opposto, se il germe maschile dovesse svilupparsi da solo, senza il germe femminile, si avrebbe un essere destinato ad avere un organizzazione aperta verso l’esterno provvisto di soli organi sensoriali: non avrebbe possibilità di una vita interna, ma vivrebbe solo in relazione con il mondo esterno, senza percepirsi come essere a se stante. Inoltre la corporeità tenderebbe ad indurirsi, ad ossificarsi.

 

La compensazione delle due polarità dentro-fuori avviene tramite l’unione dei due germi maschile e femminile.

 

 



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