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Data pubblicazione Scritto da Tiziano Bellucci
Categoria principale: Antroposofia
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                                                                                                       Bologna, Marzo 2012

 

 

 

“LA MISSIONE DI SINGOLE ANIME DI POPOLO”

Rielaborazione delle undici conferenze tenute

da R. Steiner nel giugno 1910 a Oslo

 

 unicorno

A cura di Tiziano Bellucci

 

 

Prefazione: psicologia dell’evoluzione dei popoli

Considerazioni antropologiche non possono fornire indicazioni reali circa l’origine, le migrazioni e il carattere dei vari popoli. Come per conoscere l’uomo occorre considerare corpo, anima e spirito, lo stesso vale per un popolo. Si tratta di intendere ciò che infonde il carattere fisionomico e interiore di un dato popolo non come un quid di astratto, ma come una vera e propria individualità spirituale che sovrintende un dato particolare spazio fisico nel quale vengono infuse determinate qualità che si vanno poi a mostrare come caratteristiche tipologiche di un popolo. Questo fatto implementa la necessità di dover metter in relazione l’evoluzione dei popoli terrestri con le forze dei corpi celesti, planetari.

 

 

1° conferenza

 

L’uomo “senza patria”

Un individuo “senza patria” è un uomo che si evolve sulla base di una conoscenza che non lo rende influenzabile da tutto ciò che come essere appartenente ad una data nazione, ordinariamente potrebbe legarlo a schemi, mentalità e abitudini nazionali. Egli accoglie in sé un concetto complessivo di missione dell’umanità, senza frammischiare sfumature di sentimento tipiche del luogo geografico in cui è nato.

 

Lo spirito o arcangelo di popolo

Il concetto di anima o spirito di popolo si esprime come un’idea in cui si riconosce che su un delimitato spazio territoriale vengono ad espressione una somma di qualità comuni a milioni di persone. Tale idea di realizza tramite l’azione di una determinata entità spirituale, che non ha nessuna sembianza fisica, non apparendo con un corpo suo proprio infonde qualità fisiche e animiche ad un popolo intero: così come le dieci dita di un uomo appartengono al suo io, i milioni di uomini sparsi sul territorio italiano, sono –sotto un determinato punto di vista- , parti di se stessa, del suo corpo, sono le sue estremità fisiche.

Come ogni essere nell’universo, gli Arcangeli sono esseri in evoluzione: essi hanno già elaborato completamente il loro corpo astrale in Sé spirituale sull’antica luna. Devono qua sulla Terra, evolversi ulteriormente, ossia lavorare sul proprio corpo eterico per mutarlo in Spirito Vitale.

Tramite questo “lavoro” in comune con gli uomini istillano entro il corpo eterico umano la “missione” di un popolo, gli scopi e intenti spirituali superiori e ovviamente anche le caratteristiche che si esprimono poi come il “tipico” temperamento italiano, tedesco, cinese, ecc: tale attività “accresce” loro stessi nel loro corpo eterico tramutandolo in Spirito Vitale. Il lavoro dell’Arcangelo sul suo corpo eterico, si riflette anche nell’uomo.

 

Un popolo è quindi un gruppo omogeneo di uomini guidati e ispirati dalla volontà di un Arcangelo. I diversi singoli popoli incarnano la diversa “missione” di ogni diverso Arcangelo.

 

(io: sul corpo “oggettivo” eterico dell’Arcangelo di stirpe e di popolo.

Sembrerebbe che nel momento in cui un’anima umana scende in una nuova incarnazione fisica, nel momento della nascita, venendo inserita in un dato popolo, si riveste di un corpo eterico appartenente ad un dato Arcangelo. Sembrerebbe però che tale corpo eterico non appartenga all’arcangelo di popolo, ma a quello di “stirpe”: all’entità che vive e “domina” una data corrente ereditaria. Pare quindi che il personale corpo eterico umano non sia di proprietà “individuale” del singolo uomo, ma appartenga alla sostanzialità eterica globale di un dato Arcangelo che “regna” su una determinata linea di antenati. L’Arcangelo di popolo sembra quindi dotato di un corpo eterico “oggettivo” entro il quale si immergono milioni di corpi eterici appartenenti a relativi arcangeli di stirpe)

 

Archai e Arcangeli

E’ indubbio che si possa scorgere entro la storia dell’umanità l’avvicendarsi di periodi di storici diversi in cui si sono presentate espressioni diverse dal punto di vista del pensiero scientifico, artistico, umanistico (rinascimento, illuminismo, rivoluzione industriale). Tali “fasi” non si inverarono tramite l’arbitrio umano, ossia tramite una necessità, una moda imposta da un singolo uomo o da un gruppo di uomini. Quando in un epoca storica si manifesta una determinata “tendenza” di pensiero o di vita essa è sempre stata “ispirata” dalla volontà di entità superiori agli Arcangeli: entità denominate “spiriti del tempo” o Archai. Ogni Archai presiede e governa uno specifico “lasso” di tempo (circa 300 anni) durante il quale trasmette ordini evolutivi agli Arcangeli. Avviene così durante un periodo di tempo una “specializzazione” riguardo lo sviluppo di una determinata linea formativa entro i vari popoli. Ogni nazione, influenzata da un diverso spirito di popolo, vivrà in modo diverso il proprio “illuminismo”, il proprio “rinascimento” esprimendo le più varie forme di architteura, di legislazione, di filosofia. La tendenza o impulso (missione) di base epocale, storica è data dalle Archai: il cromatismo caratteriale dell’epoca stessa proviene invece dagli Arcangeli.

Di epoca in epoca si trasmettono i compiti.

Esiste una “rotazione” ciclica degli spiriti del tempo. Mentre l’uomo viene in nuove incarnazioni, si avvicendano sempre spiriti del tempo diversi in modo che egli non ripete mai medesime esperienze in medesime condizioni. Le Archai vengono anche chiamati “Spiriti dei periodi ciclici”.

 

Angeli

Affinchè l’uomo possa ricevere e interpretare in modo individuale la missione infusagli dal proprio spirito di popolo, ha bisogno della mediazione del suo angelo. Esso è l’anello di congiunzione fra l’arcangelo e l’uomo.

 

Linguaggio e Arcangeli

La qualità di poter parlare in una data lingua conferisce un modo di pensare ben diverso a seconda che si usi un linguaggio come l’italiano, il tedesco o il cinese. La lingua fa parte dell’attività infusa dagli Arcangeli su un determinato spazio terrestre.

 

 

2° Conferenza

Dove è il corpo eterico degli Arcangeli?

Si tende a credere che sia la flora, la fauna, il clima di una regione terrestre ciò che determina le caratteristiche del popolo che vi dimora.

In realtà sopra ogni nazione, entro lo spazio delimitato dai confini territoriali geografici, aleggia una nube spirituale, l’aura eterica di un Arcangelo. Ogni nazione è “circoscritta” dal corpo eterico di un Arcangelo. L’aura eterica è diversa, a seconda del tipo di entità che la compenetra. Se un chiaroveggente osservasse la terra dalla Luna, vedrebbe ogni singola regione nazionale avvolta da un colore e una qualità animica diversa. Così come ogni uomo ha il suo singolo corpo eterico, l’Arcangelo ha un corpo eterico che comprende un intera nazione.

Quest’aura arcangelica è però diversa dall’aura umana.

L’aura di un determinato spazio terrestre dipende dalla costituzione del suolo (delle forze spirituali insite) e dall’Arcangelo che vi dimora: tale aura può mutare se un popolo migra, cambia luogo.

Entrare in un dato territorio significa penetrare anche nella differente aura eterica dell’Arcangelo che presiede quel luogo.

 

Forze fisiche e Arcangeli

Gli Arcangeli non influiscono e non dominano sulle forze e le configurazioni fisiche della regione che compenetrano. Esse non dipendono dagli Arcangeli, ma da entità superiori. Compenetrando un dato luogo, esso diviene il loro corpo fisico, al quale sono sottomessi dalle leggi in esso contenuto: non sono così evolute da poter dominare la forze fisiche.

Dall’unione del corpo eterico dell’Arcangelo che lavora insieme alle forze spirituali insite in un dato territorio fisico si sprigiona l’atmosfera tipica di una nazione.

 

L’Arcangelo agisce sui temperamenti
Missione dell’arcangelo è di mettere gli uomini in relazione reciproca fra loro. Non solo gli uomini ne possono trarre vantaggi evolutivi: il loro stesso lavoro, di elaborazione interiore, serve anche al progresso dell’Arcangelo. Più uomini tenderanno a pensare, sentire e volere in modo più essenziale e puro, più l’Arcangelo acquisirà consapevolezza di sé.

L’aura dell’Arcangelo agisce entro il singolo corpo eterico umano, secondo tre modalità. Dalla mescolanza e dai rapporti fra questi 3 elementi si produce il particolare carattere di un uomo, quale rappresentante di una data nazione. L’aura agisce sui temperamenti, collerico, flemmatico e sanguinico. L’anima di popolo trova però opposizione ad agire nel temperamento melanconico: non ha presa su questo temperamento. La diversità fra individui di un popolo viene determinata fra il grado di mescolanza fra i 3 tipi.

 

I diversi livelli evolutivi fra le entità (ritardatari e non)

Origine del linguaggio dei popoli.

Non tutte le entità si evolvono in modo regolare e uniforme.

Ad esempio sull’antico sole esistevano Arcangeli che non furono in grado di diventare Archai sull’antica luna e Exusiai sulla terra attuale; ritardarono la loro evoluzione. Si tratta quindi di arcangeli speciali (ritardatari) che sono potenzialmente più forti dei confratelli di grado (dovrebbero essere Exusiai). Costoro comportano ostacoli e disarmonie all’interno del lavoro operato dall’ordine del coro arcangelico perché perdurano ad un tipo di azione che era appropriato sull’antico sole e che ora sulla terra è “fuori tempo”. Un compito giustissimo in un’era diventa dannosissimo se inserito in un era successiva.

Vi sono dunque entità, di 4 gradi più alte dell’uomo (Potestà, Exusiai) che continuano ad esprimersi e a lavorare sulla singola anima umana come Arcangeli (spiriti di popolo), pur essendo dotati di facoltà e forze superiori di grado, ossia possedendo forze spropositate rispetto al tipo di energia che sarebbe necessaria per l’operare naturale prevista entro l’uomo. Tali entità decadute, (Exusiai-Arcangeli) hanno la facoltà di agire sin dentro la configurazione fisica umana. Ne risulta quindi che essi vadano ad agire e influire su un dato popolo in maniera maggiore, quindi forzata, accelerata o ritardata, rispetto quella che potrebbe essere un’influenza “regolare”. Tali entità sono in grado di agire sulla favella, ossia sull’articolazione del linguaggio.

Si deve sapere a questo punto che all’interno di un popolo vi sono influenze “doppie” che agiscono: solitamente agisce un arcangelo “regolare” e un altro “irregolare” (Arcangelo-Exusiai). L’interferire delle due entità, l’una sull’altra entro il corpo eterico umano, realizza un opposizione, un cozzare di forze regolari e irregolari. E’ proprio l’azione contemporanea di un Arcangelo regolare e uno irregolare che va a determinare la possibilità di creare un linguaggio di un popolo. Le entità ritardatarie che conferiscono la dote del linguaggio sono entità potenti, sono spiriti della forma ritardatarie.

 

Le entità ritardatarie non sono entità “bocciate” nella scuola cosmica: sono entità a cui è stato ordinato di sacrificarsi. In questo caso, si deve essere grati allo spirito del proprio linguaggio, perché si tratta di un essere sacrificato affinchè noi potessimo articolare un linguaggio.

 

Entro il corpo eterico umano lavorano quindi due tipi di entità: un Arcangelo regolare e un Exusiai ritardatario.

 

Le Archai regolari, il “caso” e le invenzioni, le “intuizioni geniali”

Le entità che governano i cicli temporali, hanno il potere di operare sin dentro i fenomeni fisici, modificando, alterando condizioni fisiche. Esse stimolano l’uomo a progredire nel campo della tecnica, della medicina, della meccanica facendogli cogliere intuizioni tramite la sua osservazione nel mondo fisico. Ad es. lo scopritore del telescopio vide “casualmente” in una vetreria, che avvicinandosi a due vetri di diverso spessore sovrapposti, gli oggetti posti dietro di ingrandivano. Egli tramite un osservazione fisica, scorse l’operare di una legge dell’ottica. Di fatto le Archai “preparano” le circostanze fisiche che andranno a suscitare la possibilità di “cogliere” invenzioni e scoperte. Anche Galileo, causalmente osservando l’ondeggiare di una lampada nel Duomo di Pisa, intuì il concetto e le leggi del pendolo. Newton scoprì, si accorse dell’esistenza della legge di gravità, semplicemente osservando il “cadere” di una mela. Si possono trovare centinaia di casi in cui fatti fisici le Archai inviarono al genere umano intuizioni “geniali”, per regolarne il progresso.

Ciò che viene chiamato “caso” è il realtà il lavoro di “tessitura” che le Archai realizzano affinchè varie circostanze possano combinarsi insieme e vadano a “cadere” sotto l’occhio di un essere umano predestinato, ed egli possa così “accorgersi” di una corrispondente legge nascosta, che può da quel momento venir messa a disposizione di tutta l’umanità.

Le Archai-Exusiai ritardatarie e il pensare autonomo sulle cose

Ma se vi fossero solo le Archai l’uomo non riuscirebbe a suscitare pensieri corrispondenti a seguito di una determinata osservazione: egli avrebbe l’intuizione ma non sarebbe in grado di trasporla in pensieri ordinati scientifici. La legge intuita vivrebbe in lui come azione divina, come ispirazione mistica, senza riuscire ad avere la forza di trovare un applicazione pratica, una spiegazione logica. Per esempio, il greco sapeva che nel temporale agivano forze divine, ma non era in grado di fondare una “meteorologia” in grado di estrapolare leggi fisiche. Il greco poteva sentire l’agire delle forze astrali ed eteriche, ma ignorava la loro prosecuzione entro le forze fisiche.

Affinchè un uomo possa arrivare ad applicare e ritrovare il divino nella materia (anche se non è detto che sia un fatto consapevole) occorre che entità ritardatarie ossia Archai-Exusiai (Archai rimaste indietro al gradino dell’antica luna) diano durante il momento dell’intuizione, anche la corrispondente direzione di pensiero verso una determinata formulazione di concetti astratti, estrinsecabili secondo leggi fisiche. Tali entità retrograde non stimolano l’uomo da fuori, ma dall’interno, configurano l’interno del cervello in modo che in questo possano formarsi concetti (astratti) capaci di cogliere ed esprimere determinate leggi spirituali.

Il modo di pensare tipico di un’epoca storica, che ci viene infuso in modo impetuoso, trascinante, come imposto, al di là della nostra volontà, proviene da queste entità ritardatarie, Archai-Exusiai .

L’entità umana è un vero e proprio teatro in cui si esprimono secondo criteri di armonia e di contrasto diverse tipologie di entità:

-          Arcangeli di popolo regolari che infondono il carattere tipico di un popolo miscelando l’alchimia dei 3 temperamenti umani

-          Archai o spiriti del tempo regolari impartiscono ordini divini agli Arcangeli, donano agli uomini le intuizioni o “idee” geniali agendo sulle leggi e forze fisiche

-          Arcangeli-Exusiai o spiriti del linguaggio ritardatari che originano il linguaggio di un popolo

-          Archai-Exusiai o spiriti del pensiero che determinano il modo di pensare astratto, di concettualizzare

  1. 4tipi di entità:

-          Arcangelo di gruppo (agisce dall’esterno verso l’interno)

-          Arcangelo anormale spirito del linguaggio (agisce dall’interno verso l’esterno)

-          Archai spirito del tempo (agisce dall’esterno verso l’interno)

-          Archai anormale spirito del concetto (agisce dall’interno verso l’esterno)

In popolo Svizzero, che parla 3 lingue, esprime l’influenza di 3 direzioni di forze, di diversi arcangeli e archai regolari e irregolari che si contrastano l’un l’altro.

Gli “Americani”

Non in tutti popolo le azioni di queste entità si palesano in modo uguale ed equilibrato: ad esempio nel popolo nord americano vi è una prevalenza di un Archai-Arcangelo ritardatario, sulle altre forze: che influisce sull’evoluzione del popolo e non lo spingono in modo “normale” verso un progresso.

 

Terza conferenza

Le 3 anime sono una modificazione, una suddivisione del corpo astrale

Così come l’uomo ha un corpo astrale provvisto di 3 suddivisioni: anima senziente, razionale e cosciente, l’Arcangelo ha un corpo eterico suddiviso in 3 parti.

Lo stato di coscienza degli Arcangeli

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La somma di 3 angoli è sempre di 180 gradi: la figura sopra lo dimostra rigorosamente: per riconoscerlo basta una constatazione di pensiero. Non serve misurare gli angoli con un goniometro. Per arrivare ad una cognizione geometrica o matematica non occorre percepire un oggetto o un disegno esterno. Basta l’esperienza interiore, ciò che avviene nella coscienza stessa.

Questo significa che le rappresentazioni, le forme geometriche, le formule e i calcoli matematici possono essere compiuti nella mente, senza supporti esteriori. Si tratta di pure esperienze di pensiero astratta, non poggianti su esperienze sensibili, sensorie. La sensazione che l’anima umana prova quando tenta di comprendere o di avere rappresentazioni matematiche è simile a ciò che un Arcangelo sperimenta come “atmosfera o condizione ordinaria nella sua coscienza.

Gli Arcangeli non percepiscono un mondo di suoni, colori e forme come appare all’uomo; non avendo un corpo astrale come l’ha l’uomo non arrivano a poter sperimentare questo tipo di esperienze. Essi non possono attuare un processo di conoscenza, di incontro con un altro essere tramite “tatto, odorato, vista,ecc”; essi possono solo dire: “ora mi arriva qualcosa che mi è ispirato da un'altra dimensione, da un altro mondo a me esterno; questo mondo attraversa e riempie la mia coscienza. Divento quell’essere”.

Gli Arcangeli non possono vedere il mondo fisico come lo vede l’uomo: esso non esiste per loro nella forma sensoria a noi consueta. Essi percepiscono solo ciò che del mondo è sperimentabile senza l’uso dei sensi. Tutto ciò che noi umani viviamo per mezzo della nostra anima senziente, per gli Arcangeli non esiste. Qualsiasi di forma di piacere o dolore che possa giungere tramite la via dei sensi per essi non può esistere. Ma anche tutto ciò che viene suscitato all’uomo dall’esterno come pensieri, rappresentazioni, sentimenti legati ad un oggetto, non esistono per gli Arcangeli; l’elaborazione di pensieri e sentimenti provenienti da impressioni sensorie fisiche per loro non ha alcun senso, nessun interesse.

Le uniche cose che possono trovare affinità e interesse fra un uomo e un Arcangelo sono gli ideali, le espressioni artistiche, architettoniche, religiose e filosofiche. Tutto ciò che non è in relazione con ciò che è fuori nel mondo esterno, ma vive innatamente dentro l’uomo, come infusogli, ispirato da un mondo interno è simile a ciò che vive nella coscienza di un Arcangelo. Esso vive solo di esperienze interiori, di ispirazioni comunicategli dal suo interno. Tutta la creatività che può essere espressa nel mondo esteriore viene dall’interno dell’uomo. Ogni religione, pensiero e filosofia viene dall’interno dell’uomo non dal mondo. Non sono le percezioni a creare un ideologia, ma possono fornire solo uno stimolo a creare un idea. Il mondo Arcangelico è quindi pura vita creativa, pensiero vivo, idealista e tendente matematicamente all’armonia, ad una perfezione priva di connotati sensibili.

L’Arcangelo riceve da dentro come ispirazione dalle anime degli altri, ciò che l’uomo riceve dalle percezioni offerte dalle cose esterne. L’Arcangelo quando incontra un altro essere non lo vede fuori, ma prima lo sente dentro e dopodiché lo “oggettiva” fuori, stimolato dalla percezione interiore dell’essenza dell’essere incontrato.

Al contempo, egli sente i singoli uomini sia come parte di sé, ma anche come qualcosa a lui esterno, estraneo.

Il popolo umano come “campo percettivo” esteriore e strumento degli Arcangeli

L’Arcangelo non ha un io della stessa natura dell’io umano. Gli Arcangeli non riescono a percepire i regni animale, vegetale e minerale. Vedono il mondo umano come una realtà costituita di tanti “centri”, di punti, attorno ai quali si raggruppa una specie di aura. Questo è ciò che dall’alto vede un Arcangelo mentre osserva il popolo a cui è legato: i singoli “io” umani vengono percepiti come una “comunità” di piccoli centri attorniati da un aura. Di fatto la globalità di tali “centri” è anche il suo campo percettivo esteriore, ciò che gli offre la possibilità sperimentare la sensazione dell’esistenza di un “fuori”. L’insieme degli esseri umani di un popolo sono la sua “visuale” esterna, il suo mondo esterno. Così come attorno a noi abbiamo oggetti e cose che ci stimolano ad sviluppare impressioni e sensazioni, allo stesso modo noi, come umani siamo il “campo di percezione” degli Arcangeli.

Come uomini, solitamente abbiamo intenzioni, facciamo progetti e per realizzarli usiamo strumenti, macchine per lavorare e operare nel mondo: in tal modo modifichiamo il mondo con le nostre azioni, influiamo sul suo stato. In maniera simile, noi siamo “strumenti” che gli Arcangeli usano per esprimere la loro volontà, il loro agire. Quali spiriti appartenenti ad una dato Arcangelo, di una data nazione, siamo gli oggetti del suo campo d’azione. Egli ci “utilizza” per esplicare le sue intenzioni sulla terra: fungiamo da “filtro”, da strumento.

Le impressioni interiori degli Arcangeli vengono provocate dagli uomini

Anche gli Arcangeli ricevano impressioni, ma non impressioni sensorie. Così come l’uomo riceve impressioni di caldo, freddo, ruvido, morbido, di maleodorante, di profumato, l’Arcangelo riceve impressioni animiche incontrando interiorità umane. Egli può percepire qualcosa di simile alla freddezza, calore, profumo, a seconda dell’espressione caratteriale di un dato spirito umano.

L’arcangelo si rapporta solo con il gruppo

L’arcangelo rimane estraneo al singolo uomo: egli si rapporto con l’uomo solo tramite un gruppo, una comunità.

Dialoga con i singoli uomini tramite gli angeli: essi sono simili all’uomo, non hanno completamente purificato il corpo astrale (anche se l’uomo è solo all’inizio di ciò). A causa di ciò hanno una comprensione del dolore e della gioia dell’uomo.

L’azione delle Archai anormali: ciò che avviene nella storia è sempre un riflesso di entità spirituali

Quando un popolo presenta in sé delle separazioni, esprime l’azione combinata di Archai abnormi che contrastano l’azione dell’Arcangelo di popolo. Questi popoli (Germania, Svizzera) sono poco “centralizzati”; tendono maggiormente alla formazione di singole individualità, piuttosto che a ritrovarsi in uno “spirito comune, di gruppo”. La grande multiformità è anche buon segno, perché esprime molte sfumature della nazionalità.

 

I “coloniali” Olandesi

Un tempo Germania e Olanda avevano lo stesso spirito di popolo: venne deciso che un popolo doveva impegnarsi per una missione speciale transoceanica: ricordiamo le colonie olandesi sulla costa atlantica del Nord America (Nuova Olanda), sulla costa del Brasile di Nord-Est (Brasile olandese), in Sudafrica, le basi in India, Ceylon, Formosa.

 

Spagna e Portogallo

Anche questi due popoli, avevano un ceppo comune. Ma a causa dell’interazione di un archai abnorme fu decretata una separazione.

Le razze e gli Exusiai ritardatari

Gli Exusiai (spiriti della forma) sono quelle entità che donano all’uomo il sentimento di essere un individuo appartenente all’umanità, al di là di razze o caste: di sentirsi appartenente ad un unico genere umano (senso di fratellanza planetaria). Se agissero sulla terra solo gli spiriti della forma regolari, gli uomini si sentirebbero membri di popoli diversi, ma parte di un'unica razza: la razza umana. Vi possono essere popoli diversi entro una stessa razza. O un popolo solo diviso in razze diverse. Per il fatto che vi sono Spiriti del movimento (Dinamys) rimasti indietro al livello di Exusiai, l’umanità viene suddivisa, smembrata in razze. Il concetto di umanità viene suddiviso.

 

Quarta conferenza

Affinchè l’uomo potesse evolversi adeguatamente oltre l’agire di entità regolari si dovettero intromettere entità non regolari (che rinunciarono alla loro normale evoluzione) .

L’uomo poteva formarsi come tale, solo tramite una cooperazione fra entità regolari e irregolari.

I Settenni nel bambino: la diversa incarnazione dell’uomo

Se vi fosse solo l’azione di entità regolari, l’uomo svilupperebbe la coscienza dell’io, la consapevolezza solo a 21 anni: essendovi l’interazione di altre entità ritardatarie (Dinamys rimaste Exusiai) l’uomo riceve un potere di coscienza anche prima, un’anticipazione di coscienza dell’io: senza tale azione l’uomo apparirebbe come un essere dotato di una coscienza ottusa, poi vegetativa, poi animale e solo a 21 anni provvisto di coscienza dell’io.

Se nel corso del divenire non vi fosse stata l’azione di spiriti ritardatari, l’anima dell’uomo non si incarnerebbe a 3 anni, ma sarebbe discesa in una completa incarnazione solo a 21° anno di età. Si avuto così un anticipazione.

Sino ai 7 anni si sviluppa il corpo fisico: ripetizione antico saturno; l’azione degli angeli sul bimbo indurrebbe una coscienza ottusa

sino ai 14 il corpo eterico: ripetizione antico sole; azione degli arcangeli sul bimbo indurrebbe una coscienza vegetale

sino ai 21 il corpo astrale: ripetizione antica luna; azione degli archai sul ragazzo indurrebbe una coscienza animale

dopo i 21 anni azione degli Exusiasi sull’uomo (l’uomo “mette giudizio”): vi è la discesa della piena coscienza dell’io.

Senza l’influenza di spiriti ritardatari l’anima umana avrebbe dovuto soggiornare i primi 3 settenni al di sopra della terra, entro la sua atmosfera. L’uomo sarebbe disceso nel corpo a 21 anni e sarebbe risalito verso i 40 anni per compiere la spiritualizzazione fuori dal corpo. Di fatto nel primo terzo e nel terzo terzo siamo dominati da entità irregolari: solo nel secondo terzo siamo sotto l’influenza di entità regolari (dai 21 ai 42). Nei periodi di crescita (1- 21 anni) e decadenza (42-75) siamo sotto la supervisione di entità ritardatarie.

La razza e il luogo

L’uomo si lega al luogo in cui nasce in funzione del fatto che nella prima parte della vita vive in un determinato luogo: si assumono abitudini, forze terrestri e atmosfere tipiche del luogo, le quali diventano un influenza, un agente formativo interiore. La diversa inclinazione dei raggi solari, le montagne, il mare, la distanza dall’equatore o dai poli influiscono sull’uomo. Se l’uomo fosse disceso come io solo a 21 anni non avrebbe estrinsecato un legame così profondo con il luogo di nascita: di fatto le razze si originano anche in virtù di questo legame con la terra d’origine. E’ in funzione quindi dell’azione di Exusiai irregolari che l’umanità tende a “spezzarsi” in diverse razze.

La sessualità, le razze e gli spiriti ritardari

Si prenda atto che le forze della riproduzione, si originano nel periodo in cui esercitano un influenza entità ritardatarie. Da ciò si genera la possibilità che i caratteri di razza possano venir trasmessi anche per ederitarietà non son solo a mezzo delle forze terrestri. Questa trasmissione avvenne solo dopo.

In tempi antichi, atlantidei, la razza veniva determinata in base al luogo dove si nasceva, non per ereditarietà. Erano le forze del sottosuolo che determinavano i caratteri razziali.

Prima dell’era lemurica non esisteva razze umane. Esse si costituirono dopo.

Le razze ebbero un principio e avranno pure una fine. Verrà un tempo in cui nell’umanità la suddivisione in razze non esisterà più.

I 4 punti nel sottosuolo di “irradiazione”delle entità non regolari

Ricordiamoci che è opera di Exusiasi-Dinamys ritardatari che l’uomo è dipendente dal luogo in cui vive.

Esistono 4 punti nel sottosuolo terrestre dai quali tali entità influiscono sull’umanità, per infondere caratteristiche di razza.

Si tratta di 4 punti sotterranei: in Europa, Asia, Africa e America.

Ogni punto agisce in un periodo biografico diverso dell’uomo che vi abita, imprimendo le caratteristiche razziali in diverse fasi della vità:

In Africa queste entità infondono la razza nera agendo soprattutto nella prima infanzia (1-7 anni);

in Asia come razza gialla o bruna, operano nella gioventù(7-14 anni);

In Europa portano la razza bianca, agendo in età più adulta (14-21 anni)

Si tenga presente che gli uomini, durante le loro incarnazioni peregrinano all’interno di tutte le razze.

Il sottosuolo americano e i Pellirosse

In America si presenta un eccezione riguardo il punto di irradiazione che vi è nel sottosuolo: là operano entità che agiscono nell’età matura, dopo i 42 anni. Si tratta di forze che hanno a che fare con il deperire, con il morire.

I punti di irraggiamento in oriente infondono forze fresche, infantili: più ci direziona verso occidente le forze tendono ad un indurimento, una senilità, al deperire. Si può dire che arrivando al territorio americano le forze operano soprattutto nella non produttività, nella decadenza, nella morte.

Non è a causa dell’invasione dei popoli europei che i pellirossa si sono estinti, ma perché quella razza era in decadenza, doveva arrivare all’estinzione.

L’europa si trova in mezzo alle forze fresce e feconde infantili orientali e le forze di decadenza americane.


Quinta conferenza

La configurazione del suolo terrestre ad opera di Troni, Dinamys ed Exusiai

La natura di un determinato luogo è data dall’incontro di tre forze, tre gerarchie.

Dalle periferie del cosmo, vi sono forze dei Troni che arrivano al centro della terra: da quel punto esse “rimbalzano” indietro irraggiando in modo centrifugo da centro della terra verso la periferia. Se agissero solo queste forze l’uomo verrebbe “scagliato” nelle lontananze cosmiche. Ecco che l’intervento di altre entità Dinamys, dall’esterno irraggiando verso la terra di “incontra” con le forze dei Troni: tale incontro crea un “confine”, una delimitazione, che è in realtà ciò che si può chiamare “superficie terrestre”.

La forza dei Troni tende verso l’esterno, quella delle Dinamys verso l’interno della terra.

Il “pareggio di queste due forze” è dato da un “patto” antico fra queste due gerarchie, per configurare il suolo terrestre.

Ma l’azione di queste due forze non basterebbe a conferire un aspetto permanente solido, alla terra: di fatto l’apparenza del territorio è “Maya”: la “rocciosità o pianura” viene prodotto dall’intervento di altre entità, gli Spiriti della forma (Exusiai) i quali conferiscono stabilità, fissità al “confine” creato da Troni e Dinamys. Senza l’intervento di Exusiai la superficie terrestre sarebbe fluttuante, di consistenza liquida, magmatica. L’uomo affonderebbe ovunque: sull’antica luna vi era un tipo di suolo “fluttuante”, perché le Exusiai non intervenivano a “bloccarlo”, conferendo una forma fissa, stabile. La materia solida nasce dall’azione delle Exusiai che portano a quiete il “confine” fluente generato da Troni e Dinamys.

Azione delle gerarchie sulla terra e l’uomo

Ma vediamo di schematizzare l’azione di tutte le gerarchie insieme:

-          La 1° gerarchia agisce al centro della terra verso l’esterno in tutto ciò che è terra, acqua, aria e calore;

-          La 2° gerarchia agisce dal cosmo verso la terra come forze naturali atmosferiche (vita eterica);

-          La 3° gerarchia agisce entro la vita animica dell’uomo.

L’etere di luce e spiriti della forma

L’elemento proprio in cui agiscono le Exusiai sono in raggi di luce solare: l’azione di luce, interagendo conTroni

e Kiryotets genera le forme solide.

Dynamis e la musica delle sfere (etere del suono)

Tutto ciò che è composizione e decomposizione, crescere e deperire, è determinato dalle Dynamis: questa azione viene chiamata anche “musica delle sfere”.

Kiryotetes e etere di vita

La vita dagli spazi cosmici viene irradiata entro l’etere universale dagli spiriti della saggezza.

La terza gerarchia opera come forze astrali interiori, all’interno dell’uomo.

3 missioni planetarie, 3 corpi, 3 anime, 3 facoltà nell’uomo

Ogni incarnazione planetaria ha la sua missione. Possiamo vedere nell’uomo che in virtù del lavoro compiuto durante le 3 precedenti incarnazioni o “missioni” planetarie sui tre corpi si sono poi sviluppare 3 facoltà;

-          tramite il corpo fisico proveniente dall’antico saturno (Troni) si è sviluppato più tardi, poi tutto ciò che è forza di volontà, istinto: si tratta di volontà “materializzata”;

-          tramite il corpo eterico che proviene dall’antico sole (Kiryiotetes) si è sviluppato nel tempo poi tutto ciò che è sentimento, sensazione: si tratta di saggezza cosmica resa saggezza interiore, sentimento;

-          tramite il astrale che proviene dall’antica luna (Dynamis) si è sviluppato più tardi, poi tutto ciò che è pensiero, concettualizzazione: si tratta di sostanza di vita mobile, fluttuante divenuta pensiero.

La missione della terra: l’amore

Donandoci l’io, gli Exusiai hanno predisposto nell’uomo la possibilità di armonizzare, equilibrare le 3 forze dell’anima acquisite nelle 3 precedenti missioni planetarie: il simbolo è il triangolo equilatero.

Il centro del triangolo, si può chiamare il cosidetto “centro attivo di gravità” delle forze dell’anima.

In realtà dietro questo equilibrio dell’anima vi è il segreto della missione dell’incarnazione della Terra, la quarta missione: l’amore. L’amore può prodursi solo grazie ad un equilbrio di queste tre forze.

Il ternario diventa quaternario.

Ogni entità crea esseri a lei subordinata

Le prime entità che divengono visibili alla veggenza astrale sono gli Exusiai, Dynamis ritardatari: vengono chiamati “spiriti seduttori”. Entità che appaiono con forme brutte, orrende.

Ogni entità spirituale genera schiere di entità inferiori, a lei subordinati. Questo accade sia ad entità regolari e irregolari. Le entità che vengono create dalle entità Exusiai Dynamis irregolari creano quegli spiriti che agiscono sugli uomini influendo nella riproduzione della razza (esseri arimanici?).

(si parla qui di una relazione fra le entità della prima gerarchia e il mondo elementare:

i Troni generano le ondine;

I Cherubini creano le silfidi;

I Serafini generano le salamandre)

 

 

Sesta conferenza

Azione e ripartizione delle 3 Gerarchie verso la Terra

Le forze della 1° Gerarchia provengono dalle costellazioni zodiacali verso il centro della Terra: da lì ritornano, si riflettono indietro, come rimbalzando dal centro verso la periferia.

Gli Exusiai agiscono dal Sole, i Dinamys da Marte e i Kiryotetes da Giove.

La Terza Gerarchia opera da Venere, Mercurio e Luna.

Il continuo rifluire delle forze dei Troni dal centro della terra verso la periferia del cosmo viene a incontrarsi con le forze delle Dinamys e degli Exusiasi. Questi ultimi “solidificano” bloccano le forze, conferendo una forma fissa e stabile al sistema: realizzazione del suolo e della configurazione fisica terrestre (vedi anche 5° conferenza precedente).

I 6+1 Elohim

Esistono 7 spiriti della forma: essi sono di natura solare.

Sei di essi dimorano entro il Sole. Uno di loro è rimasto ad abitare sulla Luna: questo spirito è chiamato “Javhè”. Questi 6 spiriti si ritirarono sul Sole fuoriuscendo dalla terra nell’era iperborea. Sei Elohim andarono a agire dal Sole, uno rimase collegato alla luna/terra. Dopodichè anche Javhè decise di fuoriuscire dalla terra, portandosi con sé la sostanza lunare e gli esseri lunari.

Come si creano le razze umane

-          I 6 Elohim irraggiano le loro forze dal sole.

-          Esistono altre entità irregolari (Dinamys rimaste Exusiai) che invece inviano le loro forze da 5 direzioni planetarie: saturno, giove, marte, venere, mercurio, influenzando e alterando l’azione degli Elohim.

-          Vi è inoltre l’azione di Javhè (Elohim) che tende ad equilibrare l’interazione di Sole e pianeti, dalla Luna.

Questi cinque punti di influenza planetaria, frammischiandosi con le forze degli Elohim è ciò che determina l’origine delle 5 razze umane.

Si può dire che l’azione congiunta, da una particolare cooperazione fra Exusiai normali (sole) e Exusiai anormali (pianeti) e l’Elohim lunare Javhè, crea la “razza”.

L’azione congiunta di Exusiai, Javhè e Dinamys decadute è la causa dell’origine e della necessità delle razze sulla terra. Senza tale influenza l’umanità sarebbe priva di differenze di colore e di temperamento razziale. Le Dinamys planetarie decadute in Exusiai, si possono anche chiamare “spiriti delle razze”.

Le 5 razze umane:

-          La razza Nera, etiopica (africana), proviene dall’influenza di Mercurio entro le ghiandole;

-          La razza Gialla o Malese (asiatica meridionale), proviene dall’azione di Venere entro il sistema nervoso periferico;

-          La razza mongola, russa (slava), proviene dall’influenza di Marte entro il sangue,

-          La razza Europea (ariana, causasica), proviene da Giove entro il cervello e i sensi;

-          La razza pellirossa o americana, proviene dall’influenza di Saturno entro le ossa, il corpo fisico.

Gli Oracoli atlantidei e l’origine delle razze

Nel testo Scienza occulta, si ha menzione dell’origine delle razze durante l’epoca della migrazione atlantidea, dopo la catastrofe. Nominando i vari “Oracoli” (di giove, saturno, ecc) si intende che dai vari pianeti iniziò l’azione congiunta per ripartire sulla terra i diversi popoli in diverse razze, “conducendoli” in diverse zone e territori terrestri.

Atlantide è quindi da vedersi come il luogo in cui l’umanità era ancora una: le differenze razziali si originarono in occasione delle migrazioni. Ogni corrente migratoria si può dire che originò in una data porzione del territorio terrestre anche la nascita di una determinata razza umana.

Ogni “Oracolo” (che era in realtà una sede di scuola dei misteri) portava gli insegnamenti improntati secondo il carattere dello spirito della forma irregolare di un determinato pianeta. Da qui il nome ad es. di “Oracolo” di Giove, Marte, ecc.

Venne così disegnata dalle entità celesti, la “topografia” delle razze e dei popoli sulla terra.

Come e dove agiscono gli Spiriti della razze sull’uomo

Ogni elemento costitutivo occulto e sottile dell’uomo ha una sede fisica, nella quale trova un occasione di rispecchiamento, per esprimersi e manifestarsi:

-          L’immagine dell’io si riflette nel sangue umano;

-          il corpo astrale si riflette nel sistema nervoso;

-          il corpo eterico nel sistema ghiandolare o linfatico;

-          il corpo fisico si rispecchia in se stesso.

Gli “spiriti delle razze” (Dinamys planetarie decadute a Exusiai) infondono le caratteristiche di razza tramite i primi 3 elementi, inserendo le proprie influenze entro le prime 3 proiezioni degli elementi superiori che si riflettono entro il corpo fisico: agiscono nel sangue, nel sistema e nervoso e nelle ghiandole.

La razza Nera: Mercurio

Tutto quanto conferisce alla razza nera le sue caratteristiche particolari, fisiche e animiche proviene da Mercurio: le forze mercuriali agiscono soprattutto nel sistema ghiandolare determinando la razza nera, il colore della pelle. Essa è quindi una razza tipicamente “ghiandolare”, linfatica in cui l’elemento eterico (vitale) è particolarmente animato.

La razza Gialla: Venere

La razza gialla malese o asiatica meridionale, viene invece generata dall’influenza dello spirito di Venere tramite un influenza entro il sistema respiratorio che va a stimolare in modo peculiare il sistema nervoso. Agendo sul ritmo della respirazione, tale Spirito conferisce una determinata morfologia, colore della pelle giallo e carattere alla razza. E’ importante accennare che lo Spirito di Venere non agisce direttamente nel cervello, ma nel plesso solare: in quella parte in cui il corpo astrale pervade la spina dorsale, e i nervi ad essa connessi.

La razza mongola: Marte

Nelle pianure siberiane, della mongolia, si origina la razza mongola e russa. La modificazione della razza viene prodotta tramite un azione diretta entro il sangue, dallo spirito di razza di Marte.

La razza semita: Luna e Marte

Tramite una particolare azione sul sangue da parte di Javhè e lo Spirito di Marte si è prodotta la razza semitica. In realtà essa ha un ceppo originario di derivazione mongola, ma si è poi differenziata tramite la pratica della consanguineità. Il riprodursi solo all’interno del proprio sangue, il legame consanguineo (comando dato a Javhè al popolo ebraico) creò un legame particolare fra il popolo ebraico e il Dio lunare connesso con le influenze di Marte. Nel popolo semita scorre quindi una forte influenza Lunare e Marziana.

La razza europea: Giove

Tramite un influenza a mezzo della percezione dei sensi che vanno a stimolare il sistema nervoso centrale (cervello) si origina la razza bianca caucasica, greca. Questo spiega anche il perché “Zeus” ossia Giove, fosse la divinità più somma per i greci e i romani: essi erano il popolo di Giove.

Giove influisce entro il sistema nervoso attraverso i sensi: missione della razza caucasica è di sviluppare una via verso lo spirito partendo dai sensi.

La razza americana, pellirosse: Saturno

L’influsso di Saturno produce sclerosi, ossificazione, indurimento all’interno del corpo fisico: fu ciò che determinò la decadenza del popolo nativo americano.

I popoli come i Maya, Aztechi, Inca, gli indiani pellirosse portavano con se i residui della civiltà atlantidea. Erano i testimoni del carattere atlantideo, in decadenza. Essi rimasero attaccati al “grande spirito del passato” , quando la divisione in razze ancora non esisteva ed operavano solo i 7 Elohim solari congiunti.

I pellirosse sapevano di essere legati ancora alla fase antica in cui l’umanità era ancora guidata da un'unica corrente solare, rappresentata dal Elohim. E sapevano anche che gli occidentali venuti a conquistare i loro territori erano invece collegati con gli spiriti dei pianeti, coloro che avevano donato loro la scrittura, la tecnica, il progresso materiale.

 

Settima conferenza

Anche le gerarchie compiono una loro evoluzione

Alla fine dell’epoca altantica, dopo il diluvio, con l’avviare dell’attuale periodo postatlantico, vi furono determinati arcangeli che erano maturi per diventare Archai. Questo fatto è connesso con la ripartizione delle razze umane nei vari territori.

Atlantide non era l’unico luogo popolato, ma lo era anche la rimanente Terra

Le razze umane cominciarono ad esistere, nei rispettivi luoghi e territori, già nei primi tempi dell’epoca atlantica: questo significa che esse non abitavano tutte sul continente atlantideo. Dopo il ritorno delle anime dai pianeti, si distribuirono sull’intero pianeta. Gruppi di esse si sentirono attratte verso spirito di gruppo che ad es. agiva in Africa, altre da quello che agiva in Oriente, in America, Europa, Russia. Le razze si riunirono sopra i “punti” di influenza (citati precedememente), quindi erano già presenti sui territori “razziali” d’oggi , già all’inizio dell’epoca atlantica. Ci si ricordi che a quei tempi i corpi non erano densi come ora: la massima densità carnea, come ora, si presentò solo alla fine della quinta epoca Atlantidea.

Di fatto si può ribadire che nell’era atlantica non solo Atlantide era popolata, ma tutta la terra: Platone (nel Crizia e Timeo) dice che era accaduto in tempi antichi, quando ancora non esisteva la scrittura, che la Grecia e l’Egitto avevano combattutto contro i popoli dell’Atlantide.

Quando si parla delle “migrazioni” che avvennero dopo il diluvio atlantideo (fine epoca atlantica) significa che anime vissute in Atlantide si riversarono (si mischiarono) all’interno di popoli già presenti sui vari territori.

Venne inserita (come sovrapposta) un'altra corrente umana (atlantica) all’interno di altre razze e popoli. Sarebbe ingenuo pensare che la terra fosse stata vuota, tranne l’Atlantide dopo il diluvio: la terra venne “colonizzata” già prima dalle anime umane appartenenti alle razze. La catastrofe distrusse i popoli atlantidei, non interessò gli altri territori terrestri: gli popoli della terra rimasero incolumi. Di fatto mentre Atlantide cominciava a sgretolarsi, a distruggersi, una corrente “scelta” di anime atlantidee volle preservarsi dal disastro e migrò ad esempio, verso oriente, generando la civiltà paleo indiana, dei 7 Rishi; ma non tutta questa corrente raggiunse e si insidiò in India: parte di essa si aggiunse all’Africa, un'altra alla russia, alla cina, all’oriente, all’europa. Quando si parla di Noè, si intende quindi un membro (iniziato) fra il popolo atlantideo, che contribuì alla continuazione della corrente atlantidea entro altre zone della terra.

In sintesi: vi fu una ripartizione in razze all’inizio dell’epoca atlantica; poi ve ne fu un'altra sovrapposta (popoli di atlantide), dopo il diluvio.

Ogni epoca storica rappresenta l’elevazione di grado di uno Arcangelo di popolo ad Archai

Il popolo atlantico che creò la civiltà paleo indiana era guidata da un Arcangelo che era sviluppato al punto di poter diventare un Archai, uno spirito del tempo: nello stesso periodo in cui egli divenne il reggente dell’era Postatlantica, il popolo atlantico migrò unendosi alla popolazione primitiva dell’India, instaurandosi come “casta dominante”.

Ogni epoca storica evolutiva (che dura circa 2160 anni), è in realtà espressione di un “insidiamento” di una diversa entità, sintomo di un “passaggio di grado gerarchico”: rappresenta un momento in cui l’Arcangelo di un dato popolo si eleva al grado di Archai e diventa lo spirito dominante di un lungo periodo storico.

Quando lo spirito di popolo in cui visse Zaratustra, si elevò ad Archai ecco che quel popolo (paleo Persiano) diventò sulla terra, per 2160 anni il popolo di influenza “dominante” , attraverso cui partirono impulsi fecondi e “iniziatori” per tutti i popoli.

Lo stesso si può dire del periodo egizio, greco: in Egitto (Africa) e in Grecia e in Roma (Europa) successivamente l’Arcangelo di popolo di elevò ad Archai e diventò la tendenza d’influenza verso e per tutti i popoli circostanti.

La missione speciale del popolo semita: il monoteismo e il politeismo

Sulla terra si svilupparono due tipi di religiosità, di correnti spirituali: una corrente che tendeva a concepire la Divinità suddivisa in tante altre divinità inferiori (politeismo). Questo lo vediamo sia nelle religioni indiane, in quelle egizie, nordiche, greche. Questa tendenza è provenuta dall’impulso delle influenze atlantidee, che vivevano in una “pluralità di Dèi”.

A questo culto dovette essere creata una contrapposizione riassuntiva, sintetica, un monismo.

Ciò tramite cui venne in esistenza il monoteismo, fu il popolo ebreo, semita.

Di fatto, indagando il mondo partendo da un monismo, non può portare a molto: esso può essere semmai una visione finale del mondo, che lo riassume in una sintesi, dopo che una analisi (politeista) è stata compiuta.

Javhè elesse un popolo come “suo, siccome aveva bisogno di creare una condizione monoteistica, con provvedimenti speciali: utilizzò come tramite un Arcangelo mediatore, il quale discorreva con Mosè.

 

La diffusione del cristianesimo tramite la Grecia e i Celti

Durante l’avvenimento del Golgota l’Archai dirigente il periodo greco, rinunciò a salire di grado. Pur recando in sé la dignità di elevarsi a Spirito della forma, decise di rimanere spirito del tempo, o meglio lo spirito che agevolò la diffusione del cristianesimo exoterico, pubblico, in tutto il mondo.

Un sacrificio del genere avvenne anche presso i popoli nordici. Esisteva un Arcangelo che decise di rinunciare di diventare Archai, per “servire” l’impulso del Cristo. Anziché diventare “Spirito del tempo” del nord europa, si dedicò a distribuire impulsi nella direzione della conoscenza esoterica, misterica del cristianesimo.

La rinuncia di questo arcangelo, produsse anche l’estinzione della razza celtica. Essa di estinse, perché egli decise di dedicarsi alla divulgazione del cristianesimo esoterico. Questo Arcangelo è tutt’ora l’ispiratore della corrente del Graal e del rosicrucianesimo.

(si noti che un entità che pur essendo matura non progredisce di grado può essere vista sia come “sacrificata” sia che come “anormale”, quindi luciferica)

 

Ottava conferenza

La mitologia nordica è una delle poche mitologie che riporta in maniera viva e reale le immaginazione contenute nella scienza dello spirito.

Occorre interpretare, comparare e comprendere in senso esoterico quali siano le individualità spirituali che troviamo entro le mitologie: di fatto si tratta solitamente di entità della 3° gerarchia.

In genere è lo spirito di popolo di una razza o di una nazione che ispira i pensieri che vanno poi a creare filosofie, religioni, mitologie.

Si deve prima di tutto intendere che gli arcangeli e gli spiriti del tempo che determinarono le diverse epoche di cultura, erano tutte entità diverse, che espressero diverse caratteristiche epocali.

Gli antichi indiani chiamavano

-          Mula Pakriti gli spiriti del movimento

-          Maha Murusha gli spiriti della saggezza

-          Amschaspands gli spiriti della forma

Per i nordici gli Dèi antichi che operavano in Atlantide veniva chiamati “Wani”, le entità che opearono dopo Atlantide erano chiamate “Asi”.

Wotan o Odino era un arcangelo luciferico che aveva rinunciato a divenire Archai. Donò agli uomini del nord, il liguaggio. Era la “saggezza sonora”. Egli donò anche la divinazione tramite le Rune.

Honir è un arcangelo regolare che dona la facoltà di rappresentazione; Lodur è anch’esso regolare, legato alla razza, al colore della pelle.

Will e We sono invece arcangeli ritardatati, anormali.

Thor è un entità che dovrebbe essere molto progredita, e invece è rimasta indietro al gradino di angelo.

E’ un entità che si lega con il singolo io umano, si può rapportare con esso individualmente.

 

Nona conferenza

Le forze luciferiche

Si sono insidiate nell’uomo nell’epoca lemurica: sono quelle forze che lo mettono in grado di infiammarsi, di ardere d’entusiasmo per tutto ciò pensa, sente e vuole. Forze che lo rendono libero di pensare, sentire e volere in modo indipendente mentre prima era guidato da pensieri e sentimenti divini. Cessando la “guida” dall’alto, l’uomo divenne soggetto al male: trovandosi coinvolto in brame e passioni. Tramite le sue opinioni, i suoi opportunismi sensuali cominciò “scegliere” per il proprio rendiconto, perdendo il senso oggettivo dell’esistenza cosmica e della sua vita.

Le forze arimaniche

L’insidiamento all’interno dell’uomo delle forze luciferiche permise l’intervento dell’azione dall’esterno da parte delle entità arimaniche, nell’era atlantica. Lucifero agisce dall’interno dell’anima, facendo leva sul potere di identificazione dell’ego con le passioni e le brame. Arimane agì dall’esterno, inserendosi entro il contenuto percettivo esterno che entra nell’uomo e il rappresentare umano.

Nelle religioni non appare quasi mai la dualità Lucifero Arimane: di fatto solo l’esoterismo conosce questo.

Nel vangelo di Marco, vediamo però usare la parola “demonio” per indicare Lucifero, e “satana, diavolo” per indicare Arimane.

Mentre l’epoca indiana vede l’operare di Arimane come “illusione, maja” come spirito che abita entro il mondo, l’epoca persiana non considera e non riconosce quasi l’agire di Lucifero. Parla solo di un entità del male che abita fuori dell’uomo, vi si contrappone: questo dipende dal fatto che il paleo persiano si occupa di più di indagare e osservare il mondo esteriore che quello interiore. Quindi incontrava solo Arimane.

La tripla azione di Lucifero sull’uomo

Principalmente Lucifero agisce sul corpo senziente, ma la sua azione si riverbera anche sull’eterico e sul fisico.

Loki (Lucifero) nella mitologia greca era un Dio padre di tre figli.

La sua azione luciferica di manifestava in tre modo entro l’uomo:

-          Nel serpente Midgard si mostra l’espressione di Lucifero entro il corpo senziente impuro, come egoismo;

-          Nel Lupo Fenris si esprime Lucifero come tendenza alla menzogna e alla falsità nel corpo eterico incapace di vedere la reale natura del mondo; il fatto che l’uomo non possa vedere le cose secondo la loro reale natura e forma crea i presupposti per l’incontro con le forze arimaniche risiedono sulla superficie del mondo esterno. Sono esse infatti a penetrare nell’uomo dall’esterno e a fornirgli le spiegazioni intellettuali e astratte, le deduzioni materialistiche circa la natura del mondo.

-          In Hel si mostra la possibilità di inserire la malattia e la morte nel corpo fisico tramite le conseguenze karmiche delle nostre azioni.

Lucifero (in Mitgard) produce nell’uomo basse brame e passioni entro il corpo senziente: creando un effetto destabilizzante e incontrollabile sulla vita dell’anima, nutrito da continue sollecitazioni, desideri e stimoli che chiedono di essere immediatamente soddisfatti.

Tramite il lupo Fenris si intromette nel conoscere umano la possibilità dell’errore. Nello spirito umano sono contenute idee archetipe che non concordano mai con le percezioni fisiche. Il corpo eterico non può vedere la reale natura delle cose fisiche. In tal modo l’essere umano tramite la “deduzione” e il “tentativo” di spiegazione razionale si allontana circa la verità delle cose. Soprattutto si inganna, creando un mondo di supposizioni e non di reali “percezioni”. Questo fatto inserisce nel corpo eterico l’illusione, la menzogna, la non verità,

A mezzo di Hel si produce tramite il karma, la malattia e la morte. Infatti la disposizione ad ammalarsi e anche poi morirne, proviene da fattori karmici. Se Lucifero non si fosse inserito e l’uomo non fosse caduto nella brama e nell’errore non avrebbe potuto commettere azioni non rette, non giuste. Sarebbe stato una sorta di “automa” guidato dal divino, incapace di produrre azioni negative e quindi non si sarebbe mai presentata la necessità di una compensazione karmica. La malattia esiste infatti solo come “compensazione” di fatti da controbilanciare.

Un mondo privo di “errori e di male” sarebbe anche privo di legge del karma, perché regnerebbe armonia ovunque. Ad esempio nel mondo vegetale e animale, le cause della morte e della malattie non provengono dalla biografia e dal karma dell’entità vivente. Specialmente nel mondo vegetale, le cause sono sempre esterne, non sorgono quasi mai dall’interno. La pianta è sempre internamente “sana”.

Un immaginazione coerente di come nella mitologia nordica è possibile rinvenire una traccia dell’involuzione spirituale umana è anche nell’immagine del cieco Hodur e del veggente Baldur.

Loki (Lucifero) produce del veleno di vischio con il quale il cieco Hodur uccide la chiaroveggenza di Baldur: questo testimonia la necessità della sparizione dell’antica capacità di conoscenza veggente.

In tutta la mitologia nordica compare l’idea che l’uomo deve vedere la permanenza sulla terra come un periodo transitorio, come una “formazione” scolastica ove per frequentarla, deve staccarsi momentaneamente dal mondo spirituale per ritornarvi, al termine dello “studio”.

Il “crepuscolo degli Dèi” presenta quindi la morte di un “ antico mondo spirituale” che deve essere ritrovato su una base nuova: coloro che si saranno preparati alla “scuola della terra” potrà rientrare nel mondo spirituale, ma in maniera nuova trovandovi condizioni ed entità diverse, mutate, evolute.

 

Decima conferenza

L’europa e la consapevolezza: dono dei Celti

Alla civiltà europea è toccata la missione di creare una regione nel mondo in cui è e sarà possibile educare l’io, di formarlo e svilupparlo a poco a poco verso una sempre maggiore consapevolezza.

L’impulso e le forze contenute nell’intera civiltà europea sono un dono proveniente dai misteri del nord europa, dai sacerdoti Druidi, appartenenti al mondo Celtico. Molti influssi che determinarono l’attuale tendenza di pensiero e la “europeità” provengono dalla diffusione del cristianesimo “intinto” di paganesimo celtico. Prima dell’anno mille conviveva una religiosità cristiana intrisa di simboli pagani celtici che si frammischiavano così da rendere il cristianesimo molto più esoterico e spirituale. Con l’avvento dell’anima cosciente (era medievale) tutto questo dovette perdersi: i segreti delle scuole druidiche e celtiche dovettero ritrarsi nel buio per lasciare affermare il pensare dialettico della scolastica, dell’intelettualismo materialista.

Schema: l’esperienza dell’io nei corpi: sviluppo degli arti umani nelle epoche storiche

Epoca paleo indiana: la percezione, l’esperienza dello spirito avveniva tramite il corpo eterico (immagini sogno)

epoca paleo persiana: la percezione, l’esperienza dello spirito avveniva tramite il corpo senziente (sensazioni)

epoca egizio caldea: la percezione, l’esperienza dello spirito avveniva tramite l’anima senziente (sentimenti)

epoca greco romana: la percezione, l’esperienza dello spirito avveniva tramite l’anima razionale (pensare logico)

epoca attuale: la percezione, l’esperienza dello spirito avveniva tramite l’anima cosciente (pensare vivente)

epoca futura: la percezione, l’esperienza dello spirito avverrà tramite il sé spirituale (immagini veggenti)

In diverse regioni europee venne disposta la possibilità di sviluppo dell’io umano tramite l’attraversamento di tre diverse sfumature “formative” prodotte dall’azione di anima senziente, razionale e cosciente entro l’io.

In Italia e Spagna, nei popoli latini divenne il campo per la realizzare del lavoro dell’anima senziente entro l’io.

In Francia l’anima razionale.

In Gran Bretagna l’anima cosciente.

Le filosofie di Schelling, Hegel e Fitche sono “chiaroveggenza” sublimata in filosofia: espressione dell’anima cosciente.

I cinesi (vedi anche opera omnia 354)

In Atlantide vi era una corrente “calda” di aria che avvolgeva tutto il continente, delimitandolo.

I cinesi sono un popolo che tramite la grande muraglia, hanno voluto ripristinare, riportare l’eco di quella corrente atlantidea, come ricordo di un loro passato. I cinesi sono una reminescenza di popoli dell’antica atlantide: circoscrivendo il loro territorio dentro la grande muraglia, portano le usanze, costumi, tendenze e atmosfere di un determinato periodo atlantideo.

I popoli slavi

I popoli che dimorano ad oriente dell’Europa sono singolari.
Nei popoli slavi e dell’europa orientale si cela il germe di un evoluzione futura, di una civiltà del Sé spirituale.

Il filosofo Soloviev ha un concetto del Cristo molto progredito. In virtù del germe contenuto nei popoli slavi, in un futuro il pensiero contenuto nella loro filosofia porterà nel 6° periodo ad un superamento dei giganti europei Hegel e Kant.

Ad esempio il concetto “politico” della futura umanità si dovrà basare sul fatto che “il Cristo è il sangue che pervade tutta la vita sociale”.

 

Undicesima conferenza

La ridiscesa delle anime dai pianeti

Durante l’evoluzione pre-lemurica, molte anime migrarono su altri pianeti.

Tali anime successivamente poi ridiscesero sulla terra, da saturno, giove, marte, venere e mercurio. Dal periodo che va da dopo l’espulsione della luna (ultimi tempi lemurici) sino all’intera epoca atlantica le anime migrate penetrarono in corpi ancora duttili, molli.

La presenza di nebbie in Atlantide esprimevano la presenza nell’ambiente di anime che volevano incarnarsi.

Nel mito nordico della dea Nerthus che si muove sulle acque rievoca quell’evento delle anime che discesero nell’era atlantidea.

La venuta del Cristo nell’eterico

L’indagine occulta ci dice che a partire da metà del secolo ventesimo (1950) a sempre più persone sarà dato di avere una percezione del Cristo entro il mondo eterico.

Dopo un totale oscuramento delle capacità chiaroveggenti dovuto all’attraversamento del periodo del Kali-juga (epoca oscura) durato 3000 anni, ossia dal 3100 avanti Cristo al 1899, prima a pochi singoli, poi a sempre più persone verrà data la possibilità –per naturale sviluppo delle loro facoltà- di sviluppare nel loro corpo eterico organi di percezione spirituale, che produrranno una chiaroveggenza spontanea, che è per ora realizzabile ordinariamente solo a mezzo di una disciplina esoterica.

Il primo sintomo che in essi si esplica una chiaroveggenza, sarà che essi avranno una visione anticipata degli effetti karmici delle loro azioni. Appariranno le risultanze karmiche di ciò che una data azione potrebbe produrre. Questo sarà una sorta “di monito”, che tratterrà quel tipo di uomini dall’eseguire determinate azioni che essi vedranno palesemente “non giuste”, non parte del loro destino.

Il nuovo evento di Damasco

Chi invece si sarò interessato di scienza spirituale oltre all’evento sopradescritto, vedrà prodursi in lui la visione del mistero del Cristo vivente in lui: l’essenza del mistero del Golgota.

Apparirà il mistero del Cristo in un modo nuovo, da un sempre crescente numero di persone ,nel corso dei prossimi tremila anni. Il mistero del Cristo potrà essere trovato nel mondo eterico.

Molti dei primi che avranno questo tipo di rivelazione potranno venire considerati pazzi: occorre invece che i primi pionieri di questo avvenimento vengano tenuti in considerazione.

L’arcangelo del futuro: Widar

L’umanità ha dovuto perdere l’antica chiaroveggenza, passando attraverso un “oscuramento” di quel tipo di coscienza: questa fase è denominata “kali-juga” o “epoca oscura”. Essendosi conclusa nel 1899. Durante questo periodo di oscuramento, di annullamento delle facoltà ataviche di veggenza, si sono coltivate nell’anime le nuove forze di veggenza, che scaturiranno in modo sempre più fluente dal 1950 in poi.

Vi è un entità chiamata “Widar” che è sempre stata tenuta nascosta in tutte le scuole occulte che ha una relazione profonda con tali fatti. Si tratta di un angelo che “seguirà”, accompagnerà l’umanità verso la riacquisizione di una chiaroveggenza in forma nuova. In tale “riacquisizione” è inserita anche la possibilità di incontrare il Cristo in veste eterica.

Widar espellerà qualsiasi residuo di antica chiaroveggenza. Egli sarà l’amico e collaboratore attivo del lavoro che compiranno gli uomini con indirizzo scientifico spirituale.

Fine


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