La relazione: l’inizio del processo
Capitolo II
dell’opera:La Vita è l’Arte dell’Incontro
di Monica Bregola
Che cosa significa processo?
Essere ‘nella vita’.
Il respiro
respira dentro di noi.
Il significato etimologico della parolaprocessoci conduce nella profondità del mistero del divenire dell’uomo:“muovere in avanti”.
La parola esplica la sua piena funzione di crearemovimentonell’accompagnare la crescita dell’uomo potenziale verso ciò che egli è per essere come la sua natura lo vuole e tale percorso evolutivo può essere compiuto nel contesto dellarelazione umana.
La relazione umanadivieneprocesso di crescita quando comprende: scambio, incontro,conflitto, lotta, possesso, ma anche amore, compassione, pazienza, armonia, trasformazione di sé, energia, cooperazione.
Fallace è la visione utilitaristica dell’altro e pure ognuno di noi è mosso, al livello della personalità, da tale motivazione ‘io ho dei bisogni che tudevisoddisfare’. E’ il bambino ferito in noi che geme per la mancanza e riproponendo il modello carenziale chiede ad ogni essere significativo di soddisfare i suoi bisogni.
Relazione umana è certo la possibilità di scoperta dei propri bisogni, modelli, o schemi, che inficiano la visione della realtà, la distorcono e mutano la purezza della verità originaria: “ogni essere è parte di una vivente, inscindibile unità”. (R. Assagioli)
La relazione, spogliata del suo fine utilitaristico, acquisisce un valore, un senso superiore, il fine sta nel passaggio dal ‘voglio per me’ al ‘volere il bene’per sé, per l’altro e per l’umanità intera che implica la capacità di trascendere il proprio personale bisogno.Efficace è l’immagine dell’athanor, il vaso degli alchimisti entro il quale si compiva l’opera di trasformazione dal piombo all’oro. Così è la relazione vista come athanor entro il quale gli esseri compiono la loro profonda e sublime trasformazione uniti dalla consapevolezza e dal pensiero accolto in coscienza dell’unitàche li lega, dall’assenza di separazione. Nell’athanor verranno corrose e bruciate le paure, le difese, gli schemi, l’ignoranza e la consuetudine, l’attaccamento e il conformismo e dall’energia della combustione, che nulla distrugge bensì purifica ovvero rende liberi, nascerà l’esperienza della reale dimensione degli esseri entro la quale inconsapevolmente essi vivono e si muovono:l’amore.
La Relazione Io-Tu
Siamo qui per gli altri uomini.
Einstein
Tutto è relazione
Se per qualche istante ci soffermiamo a riflettere su ciò che è‘relazione’scopriamo in maniera infallibile che ‘tutto è relazione’, che costantemente e continuamente viviamo immersi in un tessuto di relazioni con oggetti, animali, persone. La sedia su cui sediamo, l’auto che guidiamo, il cibo di cui ci nutriamo, la natura che ci circonda, gli esseri che vivono accanto a noi, con noi.
Tutto è relazione.
Durante lo svolgimento di un seminario di psicosintesi interpersonale e counseling, i partecipanti sono stati invitati a portare la loro attenzione alla relazione esistente tra il loro corpo e la sedia sulla quale erano seduti. Alcuni minuti di esperienza e di riflessione hanno dato vita alle seguenti condivisioni:
Consapevolezza
Energia
Interdipendenza
Essere ‘con’ la sedia
Non separazione
Riconoscimento
Ascolto
Unione
Riconoscenza
Significativa la parola ‘riconoscenza’ ad indicare il cambiamento di un modo di percepire e di relazionarsi con l’oggetto. Se do la mia attenzione all’oggetto quello smette di essere ‘solo’ un oggetto per assumere il ‘senso’ dell’oggetto, che in questo caso è di accoglienza. La sedia perde il suo significato funzionale per assumere un ‘senso’ e questo senso si colora di sentimento e di gratitudine.
L’illusione della separazione
Il prof. Graetz afferma: “. essendo tutti i corpi formati da elettroni. possiamo affermare che la massa di tutti i corpi da noi conosciuti, altro non è che una massa del tutto apparente e tutto quello che siamo abituati a considerare come reale, la materia stessa, sia tutta solo illusione, prodotta sui nostri sensi da elettroni in movimento. le ricerche conducono in effetti a questa rivoluzione fondamentale di tutti i concetti che avevamo fino ad oggi della materia.”.Ma se la materia come appare ai nostri sensi, non esiste, se non in funzione della nostra limitata percezione, che cosa di reale rimane? L’astronomo e matematico inglese James Jeans perviene alla seguente conclusione: “.le nuove scoperte ci costringono a rivedere le nostre affrettate impressioni. l’antico dualismo tra la mente e la materia, sembra quasi sparire, risolvendosi in una creazione e manifestazione della nostra mente”.
Essere grati alle cose inanimate, percepire il fondamento della non separazione, ci permette di espandere la nostra coscienza e di avvicinarci maggiormente al sentimento religioso che uomini di tutti i tempi hanno testimoniato e che la scienza ha esplorato e scoperto “dalle ricerche della fisica e della biologia si conclude che ormai non si può più distinguere la scienza dalla filosofia e dalla religione, perché le scoperte scientifiche investono ugualmente tutti e tre i campi della ricerca nello stesso modo”.Einstein ha affermato: “. che il mondo sia un’unità ordinata e comprensiva, costituisce un sentimento religioso.”.
L’esperienza della ‘sedia’ ci conduce verso un mondo che potremo definiresovrasensibile, in cui l’ampliamento della percezione avvenuto attraverso il raccoglimento nel silenzio interiore, in maniera naturale e spontanea ci richiama all’essenzialità, al sentimento di gratitudine, di interdipendenza, scambio, infine diunità
La relazione Io-Tu
La maggior parte delle esperienze che vengono proposte nel corso dei seminari sono orientate alla scoperta (è il caso di dirlo) del mondo relazionale e del bisogno più profondo e primario nell’uomo: il bisogno d’amore. La conclusione, durante i momenti di condivisione, è unanime: si affacciano alla consapevolezza i nodi che ci impediscono di amare, di far fluire questa energia e la memoria risvegliata spinge ad affermare che‘solo quando ho amato davvero, ho vissuto’.
Lo stimolo ora diviene il proposito o volontà sapiente che orienta tutte le energie verso il desiderio ardente, prepotente, vitale e gioioso di liberare le forze dell’amore, della libertà interiore, sciogliere i nodi che vengono riconosciuti con: la paura del TU, l’idea che ne abbiamo, il sentimento di svalutazione, mancanza di sé, l’IO che non si abita, paura d’essere abbandonato che porta alla costante manipolazione dell’altro, paura di essere tradito che porta al rifiuto dell’intimità e all’isolamento, paura del giudizio.
Paura di soffrire.
Assistere alla trasformazione dell’esserenella relazione con l’esseredell’altro è un evento unico, sempre diverso, profondamente emozionante.
Rosanna lo descrive: “Nel ripetere il pronome IO sono emerse tutte le paure che ho del mondo, degli altri e i meccanismi di difesa messi in atto per difendermi da questi. Tutto ciò mi ha fatto pensare ad un carcere simile ad una gabbia piccolissima che mi schiacciava e che mi faceva stare rannicchiata, quasi ad assumere la posizione fetale, simbolo per eccellenza della chiusura totale, facendomi provare emozioni spiacevolissime: dai crampi allo stomaco ad un malessere generale, tanto da procurarmi un respiro affannoso e farmi provare un senso di solitudine. Man mano che ripetevo IO le emozioni negative sono andate via via sciogliendosi e si sono trasformate in emozioni positive e questo mi ha tranquillizzata, mi ha fatto ritornare un respiro regolare e il sorriso sulle labbra.
Hopensato:ioposso essere anche veicolo per gli altri,di gioia, di serenità, diamore, mettendo alla base di tutto l’accettazione.”
Elena: “Ho provato angoscia, poi senso di colpa: non so andare verso gli altri. Ho pensato anche che mi manca la forza nel saper dire di ‘no’ quando è indispensabile e mi inguaio. Però. so dare anche gioia agli altri. Ho paura di non essere capita e divento aggressiva. Che rapporto ho con il giudicare? Giudico, quindi mi sento spesso più in alto degli altri.
Voglioimparare lacomprensioneed essere meno rigida.”
Donatella:”L’IO è faticoso all’inizio c’è sofferenza nell’affermare me, sento un contatto profondo di pancia, è comedarevalore a mestessa e riconoscermi in quanto’essere cuore’. Non sentivo comunicazione all’inizio, poi l’IO perde iconfini.”.
Entrare in contatto
L’esperienza della relazione è “entrare in contatto”, approdare all’essenza, al centro dell’essere e da questo liberarsi e trascendere tutte le immagini di sé e dell’altro, correre in libertà oltre i pregiudizi e le paure, esultare di fronte ad un ostacolo riconosciuto e rimosso.
Un nodo sciolto rende leggerezza al cuore ed esso ha regno e voce.
Giuliana “E’ una scoperta, un modo diverso di vedere”.
Donatella: “E’ un modo di entrare in contatto con un altro essere dove non ci sono barriere, è un modo di contattarsi così profondamente, senza emozioni, è come un’unione”.
La gioia di un cuore che parla è un evento che nasce dal graduale processo di spoliazione. Spogliarsi non significa escludere ma ‘includere’. Riconoscere, accettare, integrare, liberare. Inclusività che nasce dalla conoscenza del limite proprio e altrui, dall’accettazione profonda di tutto ciò: in quello spazio possiamo essere agiudicanti, accoglienti, silenziosi e pieni di rispetto per un IO ed un TU che si stanno liberando.
L’amore
L’evento nasce ad ‘incontro’. L’evento dell’incontro èl’amore.
Dolcemente lasciamo andare le paure, le identificazioni, i limiti, i contenuti della nostra personalità per ritrovare quella nudità essenziale che ci permette di essere cosìvulnerabili, elevando a valore questa parola, da accogliere chiunque e qualunque cosa. “Riconoscere la nostra fondamentale vulnerabilità e apertura alla realtà è una fonte di reale potere. Consentendoci, senza paura, di essere vulnerabili, incarniamo l’audacia e la tenerezza di un vero guerriero”. J. Welwood

