Studi sull'Antico Egitto
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Preliminarmente desidero anzitutto sottolineare che non sono né storico dell’Antico Egitto né tantomeno studioso delle religioni. Mi interesso oramai da diversi anni di linguistica dell’oriente antico ed egizia in particolare. Il tema del presente scritto consiste pertanto nell’esternare alcune mie personali considerazioni frutto delle traduzioni – ab origine tese come detto ad altre finalità - da me elaborate ed afferenti soprattutto la letteratura funeraria e religiosa egizia. Impressioni scaturenti da analisi scientifica e pertanto scevre da qualsiasi condizionamento dogmatico o di fede. A prescindere dall’alto senso di etica e direi di profonda saggezza che traspaiono da questi antichi reperti, conoscenze ed impressioni peraltro in larga parte scontate perché ben conosciute anche al di fuori dell’ambiente specialistico, la cosa che maggiormente mi colpisce – in maniera direi inquietante - è la forte somiglianza che ho potuto riscontare di prima mano tra la letteratura religiosa egizia e le Sacre Scritture sia del Vecchio che del Nuovo Testamento. Ho usato il termine inquietante perché al reddere ad rationem parrebbe che i principi sui quali si fondano le tradizioni e le credenze religiose giudeo-cristiane, ma soprattutto le cristiane per quanto dirò, sembrano esser il naturale proseguimento dei culti e credenze dell’Antico Egitto. Il disconoscere queste mie impressioni, almeno sul piano strettamente storico-scientifico, diventa io credo cosa difficile. Questo breve scritto ha la finalità di focalizzare – sulla base delle ricerche da me condotte nel corso degli anni - gli aspetti più salienti sintetizzati in cinque punti fondamentali di assonanza riscontrati tra la cultualità e le credenze egizie con taluni principi afferenti le Sacre Scritture.



