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Pubblicato 2010-06-21 Scritto da Tiziano Bellucci
Categoria principale: Articoli
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Libero studio e sintesi delle conferenze delle 6 conferenze di R. Steiner tenute agli operai del Goetheanum dal 30 giugno al 6 agosto 1924

Timbro


 

1° conferenza

 

Lo studio delle fenomenologie “morte” come l’analisi di reperti archeologici, scheletri e cadaveri, non può rivelare la realtà del vivente.

 

La Terra un tempo era vivente, pensava: solo quando divenne un cadavere fu in grado di far apparire il genere umano nella forma attuale.

Il mondo esterno non è sempre stato uguale: al principio la terra era molle, albuminosa, priva dello stato solido minerale.

Si può dire che ad esempio le nostre ossa si sono formate solo quando sono comparsi elementi minerali allo stato solido nel mondo esterno. Prima la costituzione dei corpi era molle: la medesima del mondo esterno.

Le ossa minerali entro al corpo umano sono paragonabili alle rocce rinvenibili all’esterno.

 

L’aspetto e lo stato della materia, dipende dal grado e dal genere di calore che vi è in essa.

Più è fredda più è solida, densa, dura; più è calda più è aerea, fluida, libera, non compatta. E’ il calore a determinare il grado di “fissità” della materia.

L’assenza di calore, (il freddo) determina l’immobilità degli elementi; il caldo il movimento degli stessi. E’ il calore a regolare e realizzare gli stati della materia: è il “mezzo” alla base di ogni trasmutazione.

 

Il calore fu a base anche dell’evoluzione cosmica.

Ogni stato planetario derivò da una diversa aggregazione della materia, tendente al raffredamento. Ogni diminuzione di calore creò le ere planetarie.

La febbre è un ricordo dell’antica era saturnia.

 

Da Saturno, in cui vi era solo calore;

Nel Sole una nube di aria calda;

Nella Luna calore+aria+acqua;

Nella Terra calore+aereo+liquido+solido.

In ogni fase planetaria si generaro anche i germi per lo sviluppo dei 4 regni che abbiamo qui sulla Terra attuale.

Da Saturno, in cui vi era solo calore: si generò il regno umano

Nel Sole una nube di aria calda; si generò il regno animale

Nella Luna calore+aria+acqua; si generò il regno vegetale

Nella Terra calore+aereo+liquido+solido. si generò il regno minerale

 

Gli uccelli sono discendenti di animali primordiali che si formarono durante lo stadio solare: era esseri fatti d’aria. Nubi mobili, aeriformi.

Le ossa degli uccelli sono cave, piene d’aria. Se si potesse cancellare l’intera forma fisica di un uccello e si potesse osservare solo l’aria contenuta nel sistema osseo dello scheletro avremmo l’immagine di ciò che poteva essere la primordiale forma di quell’uccello solare. Le parti solide si aggregarono al modello d’aria successivamente. Nella fase terrestre, l’elemento minerale seguì la struttura aerea dello scheletro, formando le ossa solide.

 

Le uova calcaree degli uccelli

Il fatto che gli uccelli e gli animali ovipari nascano da un uovo calcareo e solido, a differenza dei mammiferi, testimonia la volontà antica del mondo degli uccelli e di altri, di non voler incarnarsi subito nell’elemento solido, ma di permanere ancora nello stato aereo e liquido. Gli uccelli respinsero il “raffreddamento” del loro calore dei loro stati liquidi e aerei: questa diminuzione di calore, non potendo attecchire all’interno dell’uccello, rimase all’esterno. Respingendo la cristallizzazione del loro calore, tale elemento rimase all’esterno: si formò il guscio minerale calcareo dell’uovo.

Nell’uomo la possibilità di “mineralizzarsi”, di assumere l’elemento minerale non avviene quando è nel grembo, nell’uomo materno, ma perviene a lui anche dopo esserne uscito: tramite l’assunzione del latte, che contiene molto calcio minerale, atto a realizzare la struttura ossea solida.

Per il fatto che gli uccelli non desiderarono indurirsi, per poter restare massimamente “leggeri” interiormente, quella mineralità rifiutata apparve nella forma nell’uovo che circonda l’animale prima che venga alla luce.  Gli uccelli possono escludere da sé il “riempimento” solido minerale entro le loro ossa, e rimanere cavi all’interno.

Il calcare che avrebbe potuto penetrare nelle ossa, si “ferma, trattenuto” entro l’uovo. L’uccello esprime una volontà di non voler compenetrarsi di mineralità: esige rimanere in uno stato preterrestre. E quella mineralità che lo legherebbe troppo alla terra, viene condensato nel guscio calcareo. Quel calcare anziché riempire le sue ossa, circonda il suo involucro fetale.

 

Embrione umano e antica luna

L’antica luna simbolizza lo stato embrionale in cui l’uomo si trova quando è feto, dentro il grembo materno. Se si osserva l’embrione umano quale essere fluido, entro l’utero nello stato iniziale, ci si potrà fare un rappresentazione della forma che l’uomo aveva nell’era lunare. A quei tempi la terra-luna era “la grande pancia”, un enorme utero: di fatto era un enorme grembo materno vivente: una sorta di macrocosmico “uovo” che conteneva al suo interno tutti i germi viventi.

 

Le mestruazioni

Nell’espulsione del sangue, viene partorito anche qualcosa di animico spirituale. Si realizza un parto di un essere che avrebbe potuto nascere. Ma non essendosi realizzato il concepimento, il parto è solo animico spirituale: non si è potuto formare un corpo fisico. Viene partorita solo la parte animica e spirituale che sarebbero potuti appartenere ad un futuro essere: simbolizzate nel sangue.

 

La fecondazione nell’antica luna

L’antica luna era un macrocosmico essere pienamente femminile: le gerarchie inviavano forze e germi dentro di essa, la fecondavano di continuo. Si sarebbero potute vedere che in certi periodi, certe stagioni dal cosmo si vedeva “gocciolare” di continuo sostanza spirituale, proveniente dai pianeti e dalle stelle, che “fecondavano” l’antica luna. In altri periodi si assisteva ad una “maturazione”.

L’uomo era allora come in “gestazione”: in attesa di essere partorito.

 

L’atmosfera dell’antica luna era costituita di ossigeno, azoto, idrogeno, carbonio e zolfo.

Queste sostanze formavano una poltiglia lattiginosa molto diluita, in cui si diffondeva la vita che circondava l’antica luna: una sostanza simile a quella che circonda l’embione umano entro l’utero durante la gestazione. Si può dire che l’uomo lunare era avvolto da un “latte” lunare, come il feto nell’utero.

Prima di nascere, l’uomo vive come nella sua antica condizione dello stadio lunare.

 

I pesci sono ex uccelli: furono esseri che nell’antica Luna non riuscirono a permanere allo stato aereo, ma che si legarono e decaddero nell’elemento liquido. Mentre gli uccelli erano massimamente composti d’aria, vi fu una parte di essi che si addensò, raffreddandosi: divenendo costituiti anche di liquido. I pesci sono quindi uccelli assorbiti, risucchiati dall’acqua. L’elemento del calore era meno presente in loro. Essi si formarono quindi dopo gli uccelli.

Anche l’uomo nell’antica luna aveva una forma che ricordava  il pesce, la stessa forma delfinea, che ha nel grembo materno.

 

 


 

2° conferenza

 

Quando si dice che la materia più bassa dell’antica luna era lo stato acqueo, non si deve immaginare che tutto era acqua. Prima vi era un amalgama di sostanze disciolte quali rocce, metalli, minerali che costituiva una massa allo stato "liquido". L’acqua come la intendiamo ora, divenne trasparente solo sulla terra, quando le altre sostanze si separarono.

 

L'era terrestre

Nello stadio iniziale terrestre vi era una grossa concentrazione di zolfo nell'aria. Spesso l'acqua aveva la consistenza del catrame. Conteneva in potenza tutto ciò che si sarebbe andato a condensare, ad indurire con il tempo e avrebbe formato l'attuale mondo minerale e vegetale.

L'atmosfera aerea terrestre era molto nebulosa: non era possibile osservare le stelle e neppure il sole. Si poteva come percepire la terra come un enorme uovo: l'atmosfera densa nebulosa era come l'albume, la terra semiliquida era il tuorlo.

Non potevano esistere creature come le intendiamo oggi: sarebbero sprofondate nella terra molle, catramosa, come sabbie mobili.

 

La forma degli animali terrestri nella fase terrestre iniziale

Nel liquido denso, che formava la parte del suolo terrestre, vivevano esseri enormi, pesantissimi che ora non esistono più. Essi non camminavano né nuotavano: compivano movimenti intermedi: "gattonavano". Avevano delle curiose pinne-zampe, composte da articolazioni appuntite. Vi erano massicce protuberanze, formate da articolazioni fra le quasi si stendeva una massa carnosa come ad ombrello. Avevano corpi anfibi portatori di giganteschi arti. Possiamo immaginare creature gigantesche simili a rospi, tartarughe, coccodrilli. Si trattava di esseri flemmatici, lenti e pacifici.

 

 

Gli animali aerei

Gli animali che popolavano l'aria ricca di zolfo, non avevano polmoni.

Essi assorbivano l'aria come una specie di nutrimento: non esisteva cibo solido se non nelle sostanze disciolte nell'aria. Lo zolfo disseccò la carne e formò qualcosa che potrebbe ricordare le attuali ali piumate, che li sorreggeva nell'aria densa. Non si trattava ancora di piume: le ali si gonfiavano per assumere nutrimento dall'aria e lo espellevano, sgonfiandosi.

Si trattava di esseri molto "nervosi", sensibilissimi e agitati.

 

Il "cibo" aereo

Quegli uccelli primordiali defecavano in continuazione. Ciò che espellevano cadeva sulla terra come pioggia e si riversava sugli animali terrestri: quelle sostanze rigettate dagli uccelli fungevano però da cibo per gli animali terrestri. Questi ultimi potevano infatti mantenersi in vita soltanto se assumevano quelle sostanze scartate.

 

La fecondazione e la riproduzione

A quei tempi non si partorivano esseri: ma l'animale stesso si ricostituiva da se, come se cambiasse la pelle, la carne, l'involucro esterno. All'interno rimaneva lo stesso essere animico, ma il suo corpo mutava sostanze in continuo. Veniva come abbandonate le parti di sé, come fanno i serpenti che cambiano la pelle. Era come se gli animali in basso ringiovanissero continuamente. Il nutrimento dall'alto fungeva inoltre da "fecondazione": permetta il continuo mutare dell'involucro esterno del singolo animale.

 

Il distacco della luna dalla terra

Un giorno accade che una parte della massa terrestre si deformò: cominciò a formarsi una protuberanza e in un certo punto di assottigliò, rilasciando da sè una parte che si staccò, come avviene "per separazione cellulare". Il corpo che si staccò era ricolmo di aria al suo interno e  composto di liquido all'esterno. Si tratta di ciò che sarebbe diventata l'attuale luna. Quella parte si staccò e cominciò ad orbitare intorno alla terra.

 

 

 

L'espulsione della luna e il mondo solido

Solo dopo la fuoriuscita della luna cominciò ad aggregarsi l'elemento minerale: se le forze lunari fossero rimaste unite con la terra non si sarebbe mai potuto formare l'elemento solido, ma avrebbe prevalso la tendenza allo stato liquido, il movimento.

Si può dire che la vita si fermò: la terrà cominciò a morire. La comparsa della mineralità indica l'avvento della morte, l'arrivo dell'elemento cadaverico sul pianeta.

Tutte le forme dovettero cambiare.

Il contenuto di Zolfo nell'aria diminuì. Ciò che era contenuto nell'elemento liquido si depositò, si separò in diverse sostanze che andarono a solidificarsi, apparendo in forme diverse: rocce e metalli cominciarono ad addensarsi, a creare zone dure, fra l'elemento liquido. Questi elementi minerali e metallici non erano ancora come tali, ma vetrosi, cornei.

Una buona parte dell'antico liquido denso, con il distacco della luna, si depositò gradualmente divenendo il regno minerale attuale.

 

Mentre attualmente il quarzo (acido silicico) è solido, a quei tempi era liquido e anche aereo, faceva parte sia del terreno che dell'atmosfera.

In quella fase terrestre il silicio ha condotto un ruolo determinante come elemento mediatore per la configurazione degli organi nervosi e di senso.

 

Rocce scheletro della terra e ossa umane

Ciò che una volta era disciolto allo stato liquido, depositandosi formò le catene rocciose: una sorta di "catena o spina dorsale" del pianeta. Un macrocosmico sistema osseo della terra, il suo scheletro. Mentre si formavano le rocce minerali nel suolo, quale scheletro del pianeta, contemporaneamente nell'uomo e nell'animale si formavano le ossa interne, il suo scheletro minerale (più avanti verrà spiegata la relazione fra ossa e rocce, tramite l'assunzione dei minerali contenuti nell'acqua proveniente dalle montagne).

 

Quindi possiamo asserire che nei primordi della terra erano visibili solo gli uccelli e gli animali anfibi: l'uomo esisteva, ma non ancora in un corpo visibile.

Dovette prima staccarsi la luna: solo allora nell'uomo si depositò l'elemento minerale formando un sistema osseo, e i muscoli cominciarono a secernere sostanze come la miosina.

 


 

 

3° conferenza

 

La terra ha dovuto perdere  la vitalità. Se l’ambiente circostante fosse vivente, anche i nostri occhi dovrebbero esserlo. Se gli occhi fossero attivi, quindi vivi, vivrebbero loro stessi nelle percezioni e sarebbero intessuti con le cose del mondo: la vita sovrabbonderebbe al punto di fare perdere consapevolezza.

Troppa vita risucchierebbe nel suo vortice ogni possibilità di essere consapevoli di sé: non vi sarebbero occasioni di coscienza.

L’uomo potè sviluppare una coscienza desta solo perché la terra perse l’elemento vivente.

 

 

Perché l’uomo non si è presentato subito come entità fisica, ma è diventato visibile solo dopo tutte le altre forme di vita, per ultimo?

L’uomo in realtà è sempre esistito, anche se non come entità fisica, ma come essere spirituale. Ma dovette aspettare molto, per poter raffinare, epurare da sé tutto un insieme di forze, disseminandole dietro di sé, abbandonandole man mano, sino a quando la sua spiritualità fu in grado di edificarsi una forma fisica commisurata e appropriata.

Soprattutto dovette aspettare che la terra smettesse di essere viva, altrimenti egli non avrebbe potuto avere una coscienza desta.

 

Le piante primordiali erano simili a spugne, a funghi, alghe.

Oggigiorno le piante sono massimamente composte di carbonio: infatti, se le sotterriamo, diventano carbone.

Le piante primordiali invece erano costituite di azoto.

Oggigiorno l’uomo e gli animali emettono anidride carbonica: il mondo vegetale assorbe il carbonio e produce ossigeno.

In tempi antichi gli animali emettevano una combinazione di azoto e carbonio: un acido velenoso, detto acido cianidrico.

Le piante antiche simili ai funghi, assimilavano l’azoto e non il carbonio,.

 

Le comete sono composte di acido cianidrico.

 

Il sole e le stelle non sono composte di gas incandescenti, ma sono “spazi” vuoti, che risucchiano tutto dentro di sé.

 

 


 

Quarta conferenza

 

Sulla terra un tempo esistevano i Mammuth.

 

Un tempo la terra era terribilmente viva, sempre in movimento: “ribolliva” come accade nello stomaco durante la digestione. Quando la terra era vivente, la vita prorompeva al punto che tutto ciò che viveva era enorme, gigante. Piante e animali erano sproporzionati.

 

Le scimmie

E’ diffusa l’idea che i primati a causa di certe condizioni di vita, furono costretti a lavorare: a camminare in posizione eretta sviluppando piedi e ad usare le mani.

C’è chi dice che un animale posto in condizioni così abnormi e sfavorevoli si sarebbe semplicemente estinto, non trasformato in un umano.

 

Atlantide

Gli animali e le piante che oggi popolano le coste occidentali europee, le coste africane e la costa orientale americana sono simili. Perché una volta ove vi è ora l’oceano atlantico, vi era un continente. Ora scomparso. Si trattava di 10.000 o 15.000 anni fa.

Nei primordi terrestri i continenti si alzavano e si abbassavano di continuo. La superficie terrestre era in perenne moto, in movimento ciclopico.

La terra che esisteva fra l’Europa e l’America non era composta di roccia solida: era più soffice, argillosa. L’aria era densa e nebbiosa, molto umida. L’uomo attuale non avrebeb potuto vivere e respirare lì. L’uomo come essere esisteva ma non era strutturato fisicamente come adesso.

 

Le ossa umane si formano tramite l’assunzione di minerali disciolti nell’acqua

L’uomo attuale ha una scheletro osseo solido, solo perché anche all’esterno esistono rocce solide, dure.

Le nostre ossa sono costituite di calcare e calcio perché collegate con le montagne calcaree esistenti all’esterno. L’uomo infatti bevendo acqua assume quel calcare e quei minerali di cui sono composte le montagne; l’acqua proviene dalle montagne: si impregna di sostanze che poi vengono assimilate dall’uomo bevendola.

Quando non esistevano montagne rocciose e dure, l’acqua era composta di sostanze più molli, incapaci di far costituire nell’uomo che la assumeva, una struttura dura: si realizzavano tutt’al più delle cartilagini. La “durezza” fisica dell’uomo è quindi correlata alla “durezza” delle sostanze site nel mondo fisico.

 

L’atlantideo mezzo uomo mezzo pesce

Nei tempi atlantidei l’uomo era quindi privo di ossa solide: vi erano soltanto cartilagini molli che più che sorreggerlo, lo aggregavano in una forma. Come accade nei pesci.

L’atlantideo non aveva polmoni, ma piuttosto una specie di vescica natatoria e branchie che gli permettevano di respirare nell’acqua e nell’aria.

 

Nell’atlantide l’uomo era molle, cartilaginoso: se risaliamo a periodi più antichi l’uomo era fatto di liquido, gelatinoso. Faceva parte del liquido generale della terra. Non si potevano formare dei fossili. Anche nell’utero al principio l’embrione è privo di ossa e cartilagini: è soltanto composto di un liquido denso. Più torniamo indietro nell’evoluzione della terra più l’uomo diviene acquoso e anche aereo. L’acqua mucillaginosa era dell’antichità ricca di proteine.

 

La forma dell’uomo atlantideo

Prima che il fondo dell’oceano atlantico sprofondasse, vivevono esseri con la pelle sottilissima e trasparente, poche cartilagini molli che avvolgevano la testa come una rete: tutto il corpo, testa compresa era riempito d’acqua. Possedevano una fronte alta, sporgente.

Questo essere pensavano usando il liquido che era contenuto nella loro testa trasparente.

Di fatto anche noi oggi crediamo di pensare usando il cervello, mentre il pensiero si forma tramite il liquido cefalorachidiano, sul quale galleggia il cervello.

 

Arrivò un tempo in cui nell’acqua comparsero proteine, in una forma di mucillagine densa. In quel momento gli uomini non potettero più pensare con l’acqua.

 

Dopo la catastrofe atlantidea la terra cambio: gli esseri umani cominciarono a formare ossa più dure.

 

I cosidetti “cavernicoli” sono esseri più recenti degli atlantidei; erano meno evoluti di questi ultimi. Essi rappresentano una “involuzione” di una parte della razza atlantica, una parte di esseri degenerati, che migrarono in zone diverse.

Gli atlantidei erano una civiltà molto evoluta: i cavernicoli sono una forma regredita, peggiorata.

E’ un errore pensare che i cavernicoli o uomini preistorici rappresentassero una involuzione di tutta la razza atlantica. Una parte di essa degenerò, si animalizzò migrando e facendo una specie a sé. Un'altra buona parte dell’umanità atlantica migrò verso l’alta europa per originare i Druidi o popoli nordici; verso l’africa per creare gli egizi; e verso l’asia per fondare la civiltà indiana.

 

 

Canguri, cervi, bovini e scimmie

Con il tempo l’acqua densa proteica si raffinò in acqua simile all’attuale. Si separarono sostanze più dense. Nell’acqua di muovevano i progenitore dell’uomo e dell’animale attuale.

Accade che da quegli uomini- pesce si originaro tante forme viventi diverse.meno evoluti diventarono canguri, altri più evoluti divennero cervi e bovini, e altri ancora più evoluti furono scimmie.

Da ciò si comprende che ogni animale è in realtà una incompleta forma umana, non arrivata a compimento. La scimmia come gli altri mammiferi, è un “uomo mancato”.

Le scimmie sono esseri umani rimasti indietro.

 

Gli animali non derivano dall’uomo attuale, ma dal progenitore dell’uomo

Nell’antichità esistevano esseri primordiali che non si potevano definire nelle loro forme né uomini né animali. Avevano una forma che stava a metà fra gli due.

Una parte di tali esseri primordiali si “raffinarono” meno volendosi incarnare anticipatamente prima che fosse il tempo della maturazione, decaddero; questi diventarono gli animali attuali. Quelli che invece attesero divennero gli uomini d’oggi.

Gli uomini preistorici come i Neantherdal non erano progenitori dell’uomo attuale, ma rappresentano un “ceppo” derivato dagli uomini/animali: una branca animalizzata che non riuscendo ad arrivare all’umanità col tempo si estinse. Non riuscirono a staccarsi dall’animalità e neppure giunsero all’umanità.

 

 

 


 

Quinta conferenza

 

 

Il terreno dove si trova oggi l'Europa divenne solido soltanto 15.000 anni fa: solo allora gli uomini poterono abitarla e soggiornarvi.

 

Una civiltà antichissima esistette nell'Atlantide. Fu completamente distrutta da un diluvio: il continente sprofondò e i suoi resti (se così si può dire) si trovano a migliaia di miglia in fondo al mare. Purtroppo non è possibile rinvenire resti di quegli abitanti: quegli esseri avevano un corpo molle, privo di ossa minerali. E tutto si è dissolto.

Non è possibile portare nulla alla luce di quell'antica cultura, perché nulla è rimasto!

 

In realtà non si deve credere che una volta la terra era poco popolata, coem ipotizza la scienza. Vi erano popoli molto numerosi in Atlantide, sudamerica e nord america. E in Cina. E anche in luoghi ove adesso vi è l'oceano pacifico. Si potrebbe dire che la popolazione di oggi non si può paragonare all'attuale (perché era maggiore?). La terra è sempre stata popolata e vi sono stati lassi di tempo in cui catastrofi ed epidemie hanno dimezzato la popolazione terrestre.

 

I giapponesi e i cinesi rappresentano ciò che resta della più antica popolazione della terra.

I cinesi, in particolare, non possedevano ciò che per noi è il concetto di "religione". La cultura cinese primordiale era priva di religione.

In Cina la popolazione è sempre stata estremamente densa.

I cinesi non conoscevano la "preghiera"; non avevano culti.

Regolavano ciò che esisteva sulla terra come un immagine delle stelle: costruirono un Impero, con lo scopo di riprodurre l'Impero delle stelle, la rappresentazione del cielo stellato. Non esistevano confessioni religiose: ogni cittadino faceva parte dell'Impero dell'universo stellare. La loro relazione con i mondi sovrasensibili si esprimeva nella struttura e nelle istituzioni del loro impero. Il sole ad esempio era personificato nel loro  Imperatore, che servivano.

Ogni individuo era un pianeta, una stella, che collaborava al "sistema" cosmico.

 

Inoltre i cinesi non pensavano come l'uomo attuale. Essi riconoscevano l'esistenza dei singoli oggetti, dei singoli animali o vegetali, ma non dei loro archetipi. Non riuscivano a costruirsi un concetto di cosa fosse l' "idea" della quercia o del leone.

Nominavano i singoli oggetti, ma non supponevano minimamente che dovesse essere necessario riconoscere l'esistenza di ciò che è l'essenza di un tavolo in generale, la cosa in sé.

 

I cinesi quindi esaminavano ed erano attenti solo alle singole percezioni.

 

Gli antichi indiani invece avevano invece una immensa fantasia.

Per loro le singole cose non avevano esistenza: esisteva solo la cosa in sé, l'archetipo che appariva molteplice a causa di una "rifrazione" illusoria della sua luce entro la coscienza umana, che ne "distorceva" la reale essenza.

 

Ad esempio l'antico indiano non aveva bisogno di "studiare", per conoscere, come si fa oggi: se voleva imparare, l'indiano doveva sedersi e fissare per ore la punta del proprio naso.

La sua attenzione si distoglieva dal mondo esterno per dirigersi verso l'interno: egli imparava a conoscere  perché il mondo spirituale in lui si illuminava. All'interno dei suoi pensieri, sentimenti e atti egli scopriva un universo di conoscenza, di esseri che gli parlavano di sé e del mondo.

 

 


 

 

6° conferenza

 

I primitivi e gli antichi erano più ignoranti di noi? 

Le antiche popolazioni dell'india, asia, egitto e grecia erano molto più evolute di noi, soltanto che si esprimevano in altro modo, perché il loro modo di ottenere conoscenza era diversa da oggi.

Oggi si va a scuola, all'università per imparare qualcosa: per assumere una conoscenza si devono accogliere nuovi concetti dai libri o da insegnanti.

Nell'antichità i popoli ricevevano la conoscenza tramite immagine poetiche, non tramite concetti: perché il loro modo di apprendere si basava sul ricevere ispirazioni in sogno o in veglia. Il mondo spirituale comunicava con loro non attraverso il pensare, ma tramite il sentire e il volere.

 

Una volta l'uomo non era intelligente, ma saggio. Conosceva molto di più dell'uomo attuale: sapevo applicare la sua saggezza nella vita, ma non era in grado di tradurla e spiegarla in concetti.

Quella saggezza era paragonabile all'istinto che vive negli animali. Scrivevano, ma erano consapevoli di non essere loro a guidare la loro mani: sapevano che lo spirito parlava al loro interno e gli comunicava le parole, che venivano espresse in rime e poesie, in miti e leggende. Ma no nera l'uomo ad inventare con la sua fantasia: erano parole che venivano dagli Dèi. L'uomo a quei tempi non era libero di fare nulla: non poteva né pensare né sentire né volere da sé, perché tutti gli veniva "preconfezionato" dagli Dèi.

 

Le scimmie e i primitivi

Non si deve quindi credere che in origine gli uomini fossero paragonabili ai selvaggi di oggi. I selvaggi attuali sono una popolazione umana "decaduta".

Testimoniano che lo sviluppo dell'umanità ha seguito due direzioni diverse.

 

Gli uomini primitivi dall'aspetto animalesco non provengono dalle scimmie o altri animali: infatti quando l'uomo aveva un aspetto animalesco, le scimmie di oggi non esistevano ancora. Così come i selvaggi sono una parte di umanità decaduta, le scimmie sono esseri umani ancora più decaduti.

 

Quando in antiche religioni si parlava di possibilità per l'uomo di reincarnarsi in animali, ci si riferiva a fasi antiche, quando l'uomo non possedeva ancora un io e  questo era ancora possibile.

 

Fine


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